Installare XGL e compiz-vanilla su ubuntu Dapper (Scheda grafica Nvidia GeForce 5200)

Dopo diverse peripezie sono riuscito ad installare XGL e compiz sul mio computer. Il problema maggiore che ho riscontrato nell’installazione non è stato prevalentemente tecnico bensì è dovuto alle innumerevoli guide all’installazione presenti su internet, alcune delle quali sono solamente parzialmente. Per riuscire ad installare e a risolvere gli innegabili problemi post-installazione ho dovuto attingere da diverse fonti. Per evitare che anche voi dobbiate fare lo stesso riporterò qui di seguito le indicazioni utili che ho trovato per l’installazione.

XGL / Compiz è un sistema di Desktop 3d per linux. Applicato a GNOME (su KDE pare ci siano ancora dei problemi) XGL trasforma la vostra esperienza davanti al computer in qualcosa di esaltante. Oltre che molto comodo (XGL aggiunge diverse funzionalità anche non prettamente estetiche) XGL rende più fluido il vostro lavoro, appoggiandosi al vostro acceleratore grafico e liberando l’hard disk da pesanti operazioni grafiche. XGL non rivoluziona l’uso del vostro computer. XGL aggiunge semplicemente degli effetti al vostro gnome esistente.

XGL che è il server grafico che rende possibile tutto questo ben di dio, utilizza compiz per generare i diversi effetti che potrete usare. Di compiz finora esistono due versioni, una ufficiale, mantenuta dal creatore stesso di XGL/compiz detta compiz-vanilla ed una unstable detta compiz-quinn. Compiz vanilla è meno dotata di effetti, non supporta i temi di metacity ma è incredibilmente piu stabile, pare infatti che chi usa quinn riscontra non pochi problemi a causa del cambiamento brusco di diverse features da una versione all’altra e a causa della sparizione recente dei pacchetti all’interno dei repositories ufficiali. Questi sono solo alcuni motivi che mi portano a scegliere compiz-vanilla su compiz-quinn. Se volete installare compiz-quinn, questa è la guida sbagliata.

Siete pronti? Allora seguitemi

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settembre 27th, 2006 @ 01:54 PM • Classificato in GUIDE • Tags: , , , commenti [7]

Niubb howto ;) : Abilitare Repository extra autenticati da chiavi PGP

Autenticare i repositories e’ una pratica che avviene sempre piu spesso. Ecco perchè è ormai indispensabile sapere come abilitare i repositories APT in modo da poterli usare con Synaptic e APT-GET. Non si tratta in se di un’operazione difficile, ma e’ spesso difficile trovare informazioni precise su internet: ecco come si fa.

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settembre 25th, 2006 @ 02:54 AM • Classificato in GUIDE • Tags: , , , Nessun commento

Minacciata la democrazia di Internet

La più grande democrazia del mondo, e questo è un assunto che vale a prescindere dalle proprie idee politiche, non sono gli USA, come spesso convinzioni personali e propaganda portano a credere, bensì il WWW, con il suo miliardo e passa di “abitanti”.
Il WWW, è certamente una nazione (o meglio net-zione) astratta, eppur dotata di un suo linguaggio in continua evoluzione, ed in grado di offrire numerosissimi ed efficenti servizi ai suoi “abitanti” (gli Utenti), i quali hanno il privilegio di incontrarsi e discutere liberamente in una quantità infinita di diverse località.

WWW è una società (quasi) perfetta in cui ogni cittadino è libero di distrubire le informazioni che meglio crede, senza che queste vengano in alcun modo discriminate a priori, senza nessun prepotente pronto a scavalcare la fila, senza il ricco che “olia” le giuste amicizie per ottenere “favori” o il raccomandato, figlio di papà, che ottiene tutto senza alcuna fatica.

WWW è una società perfettamente orizzontale, in cui esistono ovviamente i più ricchi ed i più poveri, ma in cui tutti partono con le stesse possibilità di “raggiungere” i propri traguardi.

La netzione WWW è un mondo di bit, placido e tranquillo, naturalmente anche qui esiste qualche testa calda che vuol attaccar briga con tutti, ma si tratta fondamentalmente di invididui innocui che tra l’altro vengono spesso ignorati dagli altri abitanti.

Il WWW fin’ora ora si era ritrovato contrastare soltanto un pò di abusivismo telematico, qualche tentativo di truffa, qualche piccola epidemia causata dai soliti superficiali restii ad usare le dovute precauzioni e, naturalmente, gli immancabili venditori porta a porta che ossessionano i cittadini con le loro continue richieste d’acquisto (quasi sempre vogliono vendere Viagra, o offrire biglietti della lotteria, chissà perché).

A volte gli Utenti, quando proprio non ne possono più, sguinzagliano i loro cani per liberarsi da questi importuni scocciatori.

Ma questo mondo perfetto e democratico oggi è profondamente minacciato.

La minaccia non arriva dall’oriente, non sono i cinesi a minacciare l’economia della netzione, ne tantomeno è il terrorismo islamico a turbare la placida vita degli Utenti, nel WWW quando le persone si incontrano per la prima volta tendono a non preoccuparsi degli aspetti legati alla religione, al sesso, all’età ed alla nazionalità del loro interlocutore (quest’ultima diventa un problema solo a causa delle diverse lingue parlate dagli abitanti di WWW), per cui anche se sul WWW esiste un’eterogeneità di razze, religioni, convinzioni politiche, nessuno si preoccupa di queste diversità, che ossessionano invece il resto del mondo.

La minaccia questa volta arriva dagli USA, i nomi dei terroristi più pericolosi sono Verizon, AT&T, Time Warner, ed i kamikaze pronti a colpire vengono addestrati all’interno di un’associazione denominata: “Parlamento degli Stati Uniti”, il loro grido di battaglia è COPE Act (Communications Opportunity Promotion and Enahancement Act).

Questi fondamentalisti dell’economia reale, i quali non hanno mai digerito la democraticità del WWW, hanno iniziato ad avanzare pretese di “diversità” rispetto a tutti gli altri Utenti, il loro motto è “chi paga di più arriva prima degli altri” e con l’appoggio dei loro kamikaze sono decisi a minare le fondamenta democratiche di internet ed i suoi principi economici.

Se il loro piano dovesse riuscire, loro e tutte quelle “corporazioni” che dispongono di risorse economiche pressochè illimitate, grodanno di maggiori privilegi rispetto agli altri utenti e di conseguenza godranno di un maggiore peso politico sul futuro del web.

Il progetto di legge dei “terroristi” prevede infatti l’introduzione di un sistema di priorità basato esclusivamente sul merito economico, ovvero un principio in grado di regolare quali “dati” in giro per il web abbiano più “diritti” di fruibilità rispetto ad altri “pacchetti” distribuiti da chi ha meno soldi da spendere.

Il mondo perfetto che ha visto nascere dal nulla colossi come Google, Ebay, Amazon, Yahoo e, più recentemente, Youtube e Myspace, rischia di scomparire per sempre, sostituito dal tipico sistema “verticale” dell’informazione di vecchio stampo.

Perché il punto cruciale rimane proprio questo: la gestione dell’informazione.

I “terroristi” che vogliono distruggere internet hanno infatti un preciso progetto in mente: gestire la nuova piattaforma di “informazione e intrattenimento” che sta nascendo su internet.

Per ora gli Utenti in rete (che sono anche consumatori) hanno il controllo, decidono loro tra contenuti, applicazioni e servizi, non ci sono intermediari, senza la neutralità della rete gli utenti saranno invece “raggruppati” in specifiche “tipologie” e la loro possibilità di scelta sarà in realtà un limitato ventaglio di scelte predefinite.

Internet diventerebbe appunto una sorta di TV dove sarebbero i “produttori” a scegliere “cosa” far vedere all’utente, in sostanza tutte le conquiste fin’ora raggiunte rischierebbero di andare in fumo.

Per il momento l’esito della battaglia è incerto, ma la cosa importante è che gli Utenti, che come tutti gli abitanti di nazioni democratiche danno per scontato ciò di cui godono e non se ne preoccupano finchè non lo perdono, si rendano conto dell’importanza di ciò che sta avvenendo intorno a loro e facciano il più possibile per contrastarlo.

Un buon punto di partenza potrebbe essere il sito SaveTheInternet, dove potrete recuperare moltissime informazioni.

Infine, non meno importanti le parole di Tim Berners Lee, l’inventore del protocollo che è alla base di internet:

Vent’anni fa, gli inventori di Internet progettarono un’architettura semplice e generale. Qualunque computer poteva mandare pacchetti di dati a qualunque altro computer. La rete non guardava all’interno dei pacchetti. E’ stata la purezza di quel progetto, e rigorosa l’indipendenza dai legislatori, che ha permesso ad Internet di crescere e essere utile. Quel progetto ha permesso all’hardware e alle tecnologie di trasmissione a supporto di Internet di evolvere fino a renderlo migliaia di volte più veloce, nel contempo permettendo l’uso delle stesse applicazioni di allora. Ha permesso alle applicazioni internet di venire introdotte e di evolvere indipendentemente.

Quando ho progettato il Web non ho avuto bisogno di chiedere il permesso a nessuno. Le nuove applicazioni arrivavano sul mercato già esistente di Internet senza modificarlo. Allora provai a rendere la tecnologia del web una piattaforma al contempo universale e neutrale, e ancora oggi moltissime persone lavorano duramente con questo scopo. Il web non deve assolutamente discriminare sulla base di hardware particolare, software, rete sottostante, lingua, cultura, handicap o tipologia di dati.

Chiunque può scrivere un’applicazione per il Web, senza chiedere a me, o a Vint Cerf, o al proprio ISP, o alla compagnia telefonica, o al produttore del sistema operativo, o al governo, o al fornitore dell’hardware.

La neutralità della rete è questo:

Se io pago per connettermi alla rete con una certa qualità di servizio, e tu paghi per connetterti con la stessa (o una migliore) qualità di servizio, allora possiamo iniziare una comunicazione con quel livello di qualità.

Questo è tutto. I fornitori del servizio internet (ISPs) hanno il compito di interagire tra loro affinché questo avvenga.

La neutralità della rete NON è chiedere l’accesso ad internet gratuito.

La neutralità della rete NON è affermare che qualcuno non dovrebbe dover pagare di più per una maggiore qualità di servizio. E’ sempre stato così, e sempre lo sarà.

Fonte: Wikipedia e SaveTheInternet

Articolo di Salvatore Ingrosso
www.doxaliber.it

settembre 21st, 2006 @ 05:54 PM • Classificato in NEWS • Tags: , , Nessun commento

Openoffice: lo spirito hacker incontra i capitali

Una tre giorni intensa: tutto si può dire tranne che la conferenza annuale di OpenOffice.org sia stata monotona. Innanzitutto per il luogo, cioè il polo universitario locale, coi pro e i contro del caso; in secondo luogo, perché la tre giorni è scivolata via in buon equilibrio tra lo spirito hacker e l’iniezione di capitali necessaria per portare avanti un progetto di così ampio respiro.
Sono stati Novell e Sun a farla da padroni. Il progetto OpenOffice.org è nato da Sun, che dopo l’acquisto di StarDivision ha deciso di aprire il codice di StarOffice e ancor oggi contribuisce attivamente con fondi e codice. Ma è dall’ultima arrivata Novell che vengono spinte nuove al progetto. Senza tralasciare tutte le aziende (Ibm e Google in testa) che a vario titolo si occupano di open source e sono interessate a una suite Office alternativa a quella di Microsoft.

Le maggori novità sono queste:

* Da settimana prossima o al massimo entro fine mese verrà rilasciata la versione 2.0.4 del progetto, che sarà in grado di ricevere plug-in alla stessa maniera di Firefox. La cosa innovativa è che prima ad ora non si era minimamente pensato di implementare una funzione in grado di poter espandere le potenzialità del prodotto, dunque anche se viene presentata come una miglioria complicata, il team manager garantisce che l’installazione e la rimozione di eventuali pacchetti sarà cosa semplicissima. Scaricato il file in formato “.oxt”, il wizard automatico sarà in grado di aggiungerlo senza porre problemi all’utente finale.

* OpenOffice e StarOffice includeranno molto presto Mozilla Thunderbird e Mozilla Sunbird. Tutto ciò, comporterà la comparsa del tasto per la connessione ai server di Sun Calendar, costringendo Microsoft Exchange ad apportare delle migliorie.

settembre 21st, 2006 @ 05:53 PM • Classificato in NEWS • Tags: , Nessun commento

Internet Explorer: aumenta la paura

La vulnerabilità zero day mette a rischio la sicurezza del browser di casa Microsoft. Pericolosi exploit sono già in circolazione.

Nel Secunia Advisory distribuito dalla società pochi giorni fa veniva descritta di livello Estremamente critico. E oggi la falla che ha investito Internet Explorer è ancora al centro delle attenzione per la sua pericolosità.

Infatti il baco riscontrato nei giorni scorsi nel codice del browser Microsoft pare sia stato già sfruttato e che alcuni malintenzionati abbiano anche già iniziato a diffondere pericolosi exploit.

La vulnerabilità zero day di Internet Explorer è causata da un errore di buffer overflow all’interno della libreria Vml (Vector Markup Language) di Windows. La falla può essere sfruttata du un cracker per generare codice da remoto.

In attesa della patch, che Microsoft dovrebbe rilasciare il prossimo 10 ottobre, si consiglia agli utenti di porre molta attenzione alle e-mail contenenti link Html, evitare la navigazione su siti sconosciuti e, ai più pratici, di disattivare la libreria Vml.

settembre 21st, 2006 @ 05:49 PM • Classificato in NEWS • Tags: , Nessun commento
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