L’ombra di Microsoft su RSS

Microsoft ha fatto richiesta per due brevetti che, se registrati, potrebbero avere serie conseguenze sull’uso del protocollo RSS.

La notizia si è diffusa in questi giorni a seguito di un intervento di Dave Winer, uno degli sviluppatori della tecnologia RSS, nel proprio blog: qualche giorno fa, dopo i regolari 18 mesi di segretezza, si è scoperto che nel giugno 2005, pochi giorni prima di annunciare il supporto a RSS da parte di Internet Explorer 7, Microsoft aveva sottoposto due richieste all’Ufficio Brevetti americano. Uno dei brevetti richiesti vorrebbe coprire una “piattaforma di distribuzione dei contenuti (content syndication platform) [che] gestisce, organizza e rende disponibili per la fruizione contenuti che vengono acquisiti da Internet”. L’altro, complementare, riguarderebbe un’applicazione correlata a quanto sopra: descrive una “piattaforma [che] può acquisire e organizzare contenuti web e rendere tali contenuti disponibili per la fruizione tramite diversi tipi di applicazioni [...] Un utente può sottoscrivere un particolare web feed, essere fornito di un’interfaccia utente e fruire con efficienza di o leggere feed RSS usando sia un reader RSS che un browser web”. Seguono, nelle richieste, i nomi degli “inventori” di tali tecnologie: in buona parte sono gli sviluppatori che hanno incluso in IE 7 la capacità di gestire i feed RSS. Qualche commentatore cerca di non pensare subito male: quella di Microsoft potrebbe essere soltanto una mossa di difesa preventiva avente lo scopo di evitare che un’ipotetica piccola azienda ottenga quello stesso brevetto e si possa lanciare così in una causa contro il gigante nel momento in cui questi usi le tecnologie protette. D’altra parte, a essere precisi, Microsoft non sta tentando di brevettare la tecnologia RSS in quanto tale. I suoi sforzi sono invece più sottili e puntano a brevettare una piattaforma per gestire e manipolare i feed. L’obiettivo non è quindi impadronirsi del protocollo RSS, ma del modo in cui esso è e sarà usato. Vedremo se, grazie ai brevetti software, bisognerà pagare royalty per una tecnologia che esisteva prima di Internet Explorer.

Tratto da www.zeusnews.it

dicembre 29th, 2006 @ 11:51 AM • Classificato in NEWS • Tags: , Nessun commento

Guida completa: Tracker e integrazione con GNOME su ubuntu

Aggiornamento sostanziale: Post rinominato, nuove configurazioni per tracker (impostazioni linguistiche, indicizzazione delle vostre mailbox di Evolution, Thunderbird e Kmail), integrazione con la funzione “Cerca File…” presente nel pannello “Risorse” di GNOME. (grazie felipe). Beppe ha inoltre postato un grandioso commento che potete usare per installare con successo tracker su ubuntu dapper (le configurazioni successive presenti in questo post sono valide sia per Dapper che per Edgy)

Edit: Michele Mattioni (grazie!) segnala che la funzione di indicizzazione delle mailbox non funziona ancora, nonostante sia già presente nelle configurazioni di tracker. Sarà opportuno attendere una nuova versione di tracker per usufruire di questa funzionalità. Nonappena uscirà la nuova release aggiornerò questo post in modo che possiate upgradare con successo e godere della nuova funzione

Tutti i sistemi operativi moderni (non stiamo parlando quindi di Windows xp ;) ) permettono di cercare i propri documenti all’interno del computer in maniera istantanea. Cosa intendo per istantanea? Ebbene: man mano che digitate in un campo di ricerca il sistema operativo o per meglio dire la tool predisposta alla ricerca farà comparire i risultati che corrispondono in un qualche modo alla parola digitata. Questo è possibile grazie a speciali programmi che mentre voi usate il computer navigano per il vostro hard disk indicizzando tutti i files presenti. È proprio questo che fa spotlight, il programma adibito alla ricerca in Mac OS X ed è esattamente questo che fanno google desktop su windows nonchè beagle e tracker su Linux.

Premetto che tutte le ultime versioni delle principali distribuzioni linux integrano beagle e non tracker come programma di indicizzazione. Beagle è infatti più maturo in quanto esiste da più tempo anche se esistono ottimi motivi per scegliere tracker e sbarazzarsi di beagle: quali? Beh le ragioni sono almeno due e per rendere contenti sia i miei lettori più “geek” che quelli più “idealisti” (a quanto pare il mio post su Stallman ha avuto un successo insperato :) ) posso annunciare che si, finalmente potrete dire addio al discusso Mono (più volte criticato anche da RMS per la sua ambigua complicità con tecnologia proprietaria e a “rischio brevetto”) e che si, tracker occupa meno risorse sia per quanto riguarda la RAM che la CPU. Aggiungiamo una terza ragione, che – lo confesso – piacerà di più ai lettori geek e agli sviluppatori: tracker non è legato di per sè a nessuna piattaforma in particolare. Si compone infatti di un demone di ricerca e una serie di applicazioni apposite che permettono di integrarlo con programmi già esistenti.
In questo post vedremo come installare tracker sulla nostra linux box ubuntu e come integrarlo perfettamente col nostro desktop gnome, vale a dire con nautilus, con le tool di ricerca predefinite di gnome (come la funzione “Cerca File…” nel menù “Risorse” del pannello di gnome) e con Deskbar, una barra “da pannello” multifunzione, che ci permetterà di utilizzarla per cercare istantaneamente i nostri file usando tracker, ottenendo un clone di spotlight su Mac OS X, ma molto, molto più potente.
siete caldi? allora seguitemi…

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dicembre 28th, 2006 @ 11:56 PM • Classificato in GUIDE, NEWS • Tags: , , commenti [10]

Ultimatum: entro il 2008 tutti i moduli del kernel non liberi verranno purgati!

Saranno stati i recenti avvenimenti (leggi M$ + Nov€ll), sarà stato l’incombere della GPL v3, sarà stata la paura di non riuscire a garantire alla comunità un kernel pulitoe indipendente anche in futuro. Non so cosa sia successo… ma è successo!

Come riporta felipe su pollycoke, gli sviluppatori del Kernel di linux hanno oggi dichiarato solennemente che ogni modulo non opensource attualmente nel kernel verrà “purgato” da linux entro il 2008, tramite l’utlilizzo di una patch che dovrebbe in un qualche modo impedire l’installazione di moduli proprietari:

Give people 12 months warning (time to work out what they’re going to do, talk with the legal dept, etc) then make the kernel load only GPL-tagged modules.

Diamo 12 mesi di avvertimento (il tempo di decidere cosa vorranno fare, discutere con l’ufficio legale, ecc) e poi facciamo sì che il kernel carichi solo moduli GPL (T.d.felipe)

I linux boys hanno così dato 12 mesi di tempo alle imprese che fabbricano moduli proprietari per adattarsi alle nuove politiche GNU-friendly del pinguino (liGNUx? :) ).
Com’ era prevedibile, sulla scia di questa decisione sono ovviamente scoppiati i soliti tafferugli ideologici, tra cui spicca il commento di Linus Torvalds che delicato come una piuma ha affermato:

“I’ll not fight the combined opinion of other kernel developers, but I sure as hell won’t be the first to merge this [patch], and I sure as hell won’t have _my_ tree be the one that causes this to happen.

Non combatterò la decisione combinata di tutti gli sviluppatori del kernel, ma è sicuro come la morte che non sarò il primo ad includere questa [patch], e sicuro come la morte che non sarà il _mio_ ramo quello che farà accadere ciò (T.d.felipe)

La mia posizione in merito a queste dichiarazioni è di “puro centro”. Da una parte sono convinto che la a scelta degli sviluppatori del kernel è decisamente una mossa molto coraggiosa che comporterà infatti, almeno in un primo momento, un calo delle prestazioni e della compatibilità di linux con determinate periferiche (quelle per intenderci che non accetteranno di adattare il proprio software alle specifiche dettate dagli sviluppatori di linux). Ciononostante, credo che la scelta fatta dagli sviluppatori linux di non più includere driver moduli proprietari nel kernel si rivelerà pagante a lungo termine.

Tuttavia, sono anche d’accordo con chi sostiene che impedire tramite una patch l’installazione di componenti proprietari costituisce una violazione di libertà. Mi sento di bocciare l’idea della patch: non si può infatti a mio parere essere contro il software proprietario (di un’azienda) perchè mina alla libertà dell’utente e poi imporre, soggiogare agendo nello stesso modo (creando quindi software proprietario della comunità). Per me la patch è a tutti gli effetti una violazione della GPL (principio numero 1: ognuno deve poter usare il software per qualsiasi scopo) e va dunque evitata, preservando la libertà di poter scegliere da parte degli utenti.

Ora, a parte le modalità che in questo caso sono appunto a mio parere discutibili, sono abbastanza convinto che non includere moduli proprietari non sia un male (aspetto comunque che RMS faccia sapere qualcosa, mi pare strano che una soluzione del genere sia effettivamente permessa in un sistema di software libero). Mi spiego:

In diversi commenti a post ormai un po’ datati (beh si, sarà passata qualche settimana… :D ) ho a lungo discusso del concetto di software libero e di come oggi si tenda a trascurare il discorso della “sostenibilità a lungo termine” di certe scelte che facciamo oggi. Prendiamo ad esempio la decisione di includere driver proprietari in ubuntu: nessuno discute che si tratta della scelta più comoda, migliore da un punto di vista pratico e di “evangelizzazione” di linux. Il problema è che più ci rendiamo dipendenti da questi driver, più facciamo sembrare “meno necessario” lo sviluppo di driver opensource, più rischiamo che nel lungo periodo linux non diventi altro che un sistema operativo parzialmente libero e quindi definitivamente proprietario. Con questo non voglio dire che l’usabilità è male o che sia facile portare avanti un discorso “ortodosso” di questo tipo. Il problema è che la libertà è più importante e va riconquistata di giorno in giorno, anche a costo di dover fare dei sacrifici.

Se oggi possiamo essere felici utilizzatori di linux è perchè qualcuno venuto prima di noi ci ha consegnato del codice su cui lavorare, un sistema da far progredire e da far evolvere. Per garantire un successo a linux anche nel futuro è pertanto necessario che garantiamo alle generazioni future la possibilità di ricevere il frutto del nostro lavoro e di portarlo ulteriormente avanti. È il principio del software libero. Evolvere, superare la visione limitata del “tutto e subito” e crescere in modo sostenibile, anche se questo significa dover rinunciare a qualcosa ogni tanto.

Anche senza moduli proprietari sono convinto che dopo un primo periodo di instabilità avremo sicuramente da guadagnare in questa faccenda. I driver opensource non sono un miraggio, basta crederci e lavorare sodo. Guardate alle recenti conquiste del movimento del software libero: Java GPL, ODF che diventa standard ISO, Solaris che diventa open e GPL. Quanti di voi ci avrebbero scommesso solo qualche anno fa?

Non arrendiamoci, aiutamoci a vicenda e crediamo nel futuro del software libero! Non sosteniamo la patch ma combattiamo per un kernel libero da componenti proprietarie.
Mi rendo conto delle difficoltà e di come questo potrà scoraggiare alcuni nuovi utenti di linux, ma credo che tutti gli utenti del software libero dovrebbero dapprima pensare alla libertà e poi a tutto il resto. Quindi per me (anche se è spiacevole sentire che molti torneranno a windows a causa delle difficoltà che l’esclusione dei moduli proprietari potrà creare), la lotta con windows a livello di “numero di utenti” non è prioritaria, come non lo è la lotta dal punto di vista delle prestazioni. Prima di qualsiasi altra cosa GNU/Linux è un sistema operativo che vuole essere LIBERO per definizione. Tutto il resto viene in secondo piano. Per me è importante che chi vuole possa scegliere di adottare un sistema completamente libero, anche senza compromessi.

Alla fine la vera libertà da tutelare è quella di scelta da parte degli utenti.

dicembre 14th, 2006 @ 04:59 PM • Classificato in IMHO, NEWS • Tags: , , , commento [1]

Nuovi feed (via feedburner)

Oggi ho trovato il tempo e la voglia di aggiornare il mio sistema di feed. Sino ad oggi avevo usato la funzione standard di wordpress per gli RSS, ma non ero soddisfatto e soprattutto non riuscivo a sapere quanti di voi mi leggono usando le feed. Ho risolto una volta per tutte il problema seguendo l’esempio di Salvatore Ingrosso che per il suo blog utilizza feedburner.
Grazie al passaggio su feedburner ho potuto attivare oltre al feed “classico” (che vi permette di leggere articoli completi tramite il vostro feedreader) anche un secondo feed per i commenti. Potrete così seguire più facilmente anche i contributi apprezzatissimi dei miei lettori.
Mi dispiace molto per la seccatura che il cambiamento di feed potrebbe aver causato a coloro che si erano già iscritti.
Spero di non avervi persi ragazzi! Tornate e aggiornate l’indirizzo, il vecchio feed è ora inattivo.
Approfitto dell’occasione per ringraziare tutti quelli che nelle ultime settimane hanno animato questo blog, commentando e partecipando. Siete eccezzzzziunali! ;)

dicembre 14th, 2006 @ 02:57 PM • Classificato in NEWS • Tags: , Nessun commento

OpenXML diventa uno standard ECMA. IBM critica, Novell e Apple sogghignano.

Microsoft è riuscita in questi giorni ad ottenere la certificazione ECMA del nuovo formato di Office 2007, OpenXML. Questo passo, è riconosciuto da molti come importante poichè ottenuto questo riconoscimento OpenXML potrà ora richiedere una certificazione ISO di pari valore a quella ottenuta da ODF, il formato creato da numerosi produttori di suite office indipendenti. Il formato OpenXML non è tuttavia sorpassato l’esame ECMA senza modifiche sostanziali. OpenXML è stato reso indipendente da diverse componenti che lo rendevano dipendente dalla piattaforma windows prima di venir approvato.

Nonostante ciò, IBM (al contrario di Apple e Novell che hanno salutato positivamente la nascita di questo nuovo standard) si è detta preoccupata dall’avanzare del formato OpenXML verso l’olimpo del riconoscimento ISO affermando che le modifiche introdotte da ECMA ad Open XML non bastano per fare di questa specifica uno standard realmento aperto. "Noi crediamo che lo standard ISO ODF sia immensamente superiore alla specifica Open XML", ha scritto sul proprio blog Bob Sutor, vice president di IBM per l’open source. "ODF è ciò di cui oggi il mondo ha bisogno per favorire la concorrenza e l’innovazione e ridurre i costi per i clienti".
Il dirigente di Big Blue sostiene che nel settore delle suite per l’ufficio oggi non si possa parlare di vera interoperabilità, ma semmai di intraoperabilità (tra l’altro: microsoft office per mac non leggerà: in questo scenario un prodotto conserva un ruolo dominante grazie all’uso di tecnologie, come protocolli e formati dei dati, che pur essendo dichiarate standard "aperti" sono in realtà studiate per dare vantaggi alla loro "origine", ovvero il software (e il relativo ecosistema) da cui sono state partorite.
Secondo Sutor questa è la situazione che si verrà a creare quando, come annunciato negli scorsi giorni, anche OpenOffice e WordPerfect Office supporteranno Open XML.
L’avanzare di OpenXML creerà una guerra tra standard, che porterà probabilmente alla vittoria OpenXML. Mentre infatti le principali suite office non-microsoft (OpenOffice.org e Corel WordPerfect Office) implementeranno sia ODF che OpenXML, Microsoft Office approfitterà della sua posizione dominante per NON includere il formato ODF, spingendo quindi ad adottare OpenXML (restano ad ogni modo pressanti dubbi su come Microsoft intenda garantire la compatibilità con Office per mac per il quale non è previsto un update che supporti OpenXML o ODF). Le affermazioni di Sutor citate poco fa sono dunque tutt’altro che campate per aria. Lo standard di Microsoft disegnato per conferire a Redmond un ruolo di "gestore del formato" (e mantenere quindi un primato sulle innovazioni implementabili su questo formato) creerà di fatto una disparità tra i produttori di suite office.

Possibile che sia impossibile (scusate il gioco di parole) sfuggire al fottuto imperialismo informatico di M$? Ma che fine ha fatto l’antitrust?

dicembre 11th, 2006 @ 02:16 AM • Classificato in IMHO, NEWS • Tags: , , , , , , commenti [2]
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