Palm Foleo: mi spiace, ma ho paura che sia una cacchiata!
Quante volte parlando con i vostri nonni, avete estratto dalle tasche il vostro cellulare, lasciando letteralmente basito il vostro anziano parente davanti alle molteplici cose che i telefoni cellulari di oggi vi permettono di fare? “Ma come, il telefono non serve a ….telefonare?” è la risposta più comune degli over cinquanta quando si ritrovano per la prima volta di fronte all’ultimo ritrovato di tecnologia tascabile. Si, oggi col telefonino registriamo video, fotografiamo, ascoltiamo la musica, navighiamo su internet, marchiamo i nostri appuntamenti, inviamo SMS ed e-mail e lo usiamo come navigatore GPS. Sembra quasi che chiamarlo “telefono” serva a ricordarci che con quel coso possiamo anche telefonarci.
Di certo questa tendenza del telefonino a diventare qualcosa di sempre di più diverso da un telefono e sempre più simile ad un personal computer è una constatazione oggettiva. È la realtà. Di questo Palm se ne è resa conto da tempo, anzi: fu proprio lei, palm inc. ad accorgersi anni fa che il futuro dell’informatica era nella mobilità. La risposta di palm a questa constatazione fu la creazione del primo computer palmare, un settore nel quale Palm divenne leader indiscusso per anni.
Oggi Palm ha deciso di dare un seguito a questa sua visione affermando che il futuro dell’informatica è il telefonino che diventa computer o meglio: le funzioni dello smartphone ovunque su uno schermo più grande. Ed è da questa idea che nasce Palm Foleo.
Non si può dire che Foleo sia un palmare così come non si può affermare che Foleo sia un computer. Ma non è nemmeno un telefono… ma allora cos’è? Foleo è uno “smartphone companion” vale a dire una periferica che dovrebbe estendere le potenzialità del palmare / smartphone, fornendogli “uno schermo e una tastiera piu grandi”. Secondo palm il problema dei telefonini e dei palmari oggi in circolazione è che sono troppo piccoli per lavorarci seriamente, per cui in realtà diventano inservibili quando ne abbiamo bisogno. Interessante osservazione, non c’è dubbio, eppure sento formicolarmi qualcosa sotto le palle: qualcosa non mi convince, ho paura che Palm stia toppando alla grande stavolta ed eccovi i miei perchè
2 periferiche da portare in giro
Il computer palmare è stato uno dei più grandi flop della storia dell’informatica e… sapete perchè? Il palmare non è autosufficiente, è l’estensione di qualcos’altro. Un portatile senza un computer è come la nutella senza il pane. Il palmare è solo la navicella di esplorazione che deve necessariamente fare ritorno alla nave madre quando c’è bisogno di lavorare per davvero. È come un blocco note elettronico: per questo è stato un prodotto di ipernicchia per tanti e tanti anni!
La redenzione per il computer portatile è associabile alla nascita del cellulare che ha aggiunto la componente “comunicazione” allo strumento informatico in quanto tale. La potenza del cellulare come supporto su cui appiccicare tutto il resto è proprio questa: il telefonino te lo devi portare sempre dietro se vuoi che quando qualcuno ti chiama ci sia qualcuno a rispondere. Ergo: se ti devi portare dietro qualcosa, perchè non fare in modo che questo qualcosa abbia anche altre funzioni potenzialmente utili quando sei in giro? Quante volte ti sei trovato davanti ad un bel tramonto e non avevi con te la macchina fotografica? Toh, il cellulare ce l’ho sempre con me però! Toh! Perchè non mettere una macchina fotografica nel cellulare? Sembra che la logica legata all’estensione delle funzionalità del telefonino sia dovuto proprio a questo fattore. Il telefonino è UNO strumento che fa tutto, una sola cosa che tanto ci porteremmo dietro comunque che mi fa anche tutta un’altra serie di cose.
Ora palm arriva e mi propone una periferica che può lavorare solamente in abbinamento con un telefonino. Come se non bastasse questa periferica è troppo grande da stare in una tasca, ergo bisogna portarsi dietro una borsetta o qualcosa per non farlo rovinare, cadere. Palm propone una soluzione a metà tra il PC di casa e il telefonino, obbligando però di fatto l’utente a portarsi dietro due periferiche, con due batterie separate (e che potete starne certi: quando ne avrete veramente bisogno saranno scariche, in almeno una delle due componenti necessarie per lavorare). Insomma a me sembra esattamente il contrario del “mobile” e del “pratico”.
Visionari al contrario
La bella pubblicità del Foleo visibile sul sito di Palm cerca di far passare l’idea che la stessa società che predisse l’avvento della tecnologia mobile inventando il palmare, ha oggi intuito che per raggiungere questa visione abbiamo bisogno di risolvere il problema dello schermo piccolo e della tastiera piccola. Detto e fatto: eccovi uno schermo e una tastiera più grandi da portare in giro. Ma che soluzione è? È come se mentre sto guidando dico che mi scappa la cacca e ZAZA! mi compaiono un asse ed una tazza sotto il cassettino del cruscotto. Il problema non è lo strumento (al limite per cagare bastere anche solamente un paio di chiappe), ma il contesto. Insomma invece di chiedersi come trasformare il telefonino in qualcosa di portatile ma allo stesso tempo di potente e usabile, palm ci ha regalato un surrogato del pc portatile, che fa molte meno cose, ha bisogno di un telefono per funzionare e che – statene certi – costerà una barca di soldi. Se la filosofia di Palm inziale era portare il “computing” nell’era “mobile”, ora Palm ha cambiato la sua filosofia portare il mobile in un semi-computer. E francamente mi sembra una gran cazzata.
Mi spiace dover constatare che ancora una volta Palm, che spesso analizza le tendenze nel modo corretto, si fa prendere la mano dalla banalità e si getta su soluzioni sbagliate. Sembra che lo faccia apposta: osserva correttamente la realtà per poi uscirsene con un bidone. Un Re Mida al contrario… tutto quel che Palm tocca sembra che si trasformi in merda. E mi spiace, mi spiace perchè per quanto sia pasticciona, Palm mi è sempre stata simpatica come azienda e la qualità dei suoi prodotti è spesso molto molto buona sia per quanto riguarda il design che per le prestazioni (sono a tuttoggi un felice proprietario di un Palm Tungsten E2). Il problema di palm sono le soluzioni che trova per risolvere dei problemi: ok, avevano ragione i fondatori di palm quando interpretarono il futuro prevedendo una miniaturizzazione del computer. Purtroppo topparono in pieno quando non pensarono che il palmare, senza poter comunicare, era poco più di un’agendina elettronica che si compra al negozio del cinese sotto casa per pochi soldi. Quando nacque il telefonino Palm creò il Treo, forse il primo palmare in grado di far sopravvivere l’azienda oggi. Oggi palm sta secondo me interpretando correttamente un problema fornendo però la soluzione sbagliata. Se mi devo portare dietro il surrogato di un computer, mi porto direttamente tutto il baracco. Mi compro un tablet PC e risolvo il problema del computer ovunque e senza aver bisogno di un’altra periferica. Se invece voglio qualcosa di mobile, me ne fregherò di non avere con me la mia tastiera ergonomica da 250 tasti. Vi pare? Purtroppo ho l’impressione che questa volta palm abbia toppato alla grande, anche se… con stile. La pubblicità mi è piaciuta molto… peccato che non mi abbia convinto
…e a voi?










Ho appena finito di scrivere che 


Questo è un post che probabilmente solo i miei colleghi blogger che usano wordpress come piattaforma di pubblicazione capiranno, ma non mi importa, devo sfogarmi o rischio di esplodere!