Apple fa oscurare i link del crack

San Jose (USA) – Apple ha dimostrato di avere riflessi felini. Alla zampata dell’hacker Maxxuss – che aveva annunciato di essere riuscito a craccare l’ultima release di Mac OS X x86 – l’azienda della Mela ha reagito impugnando immediatamente il Digital Millennium Copyright Act (DMCA), “zittendo” di conseguenza i siti che si erano occupati della questione. Win2OSX.net è stato chiuso; gli amministratori, inoltre, hanno fatto perdere le loro tracce senza lasciare dietro di sé neanche un commento sull’accaduto.
OSx86 Project Web, invece, è diventato protagonista di una campagna giornalistica a dir poco sorprendente. Alcune fra le più importanti testate hanno pubblicato articoli che lo davano per spacciato, quando in verità gli amministratori stavano semplicemente vagliando la loro posizione con i consulenti legali. L’impasse che tutti preconizzavano si è risolto con la sola eliminazione dei link, alle patch incriminate, presenti nel forum. OSx86 Project ha confermato di aver sempre rispettato i termini legali che fanno riferimento ai prodotti Apple, e di avere come obiettivo esclusivo la creazione di una community su “OS X on x86″. Tutti gli utenti sono ben accetti, compresi gli hacker – dicono ora i gestori del sito – a patto ovviamente che accettino le “regole del gioco” e del confronto.

Non è la prima volta che il DMCA viene impugnato per censurare siti e link scomodi. Era successo nel 2004 a Torrentz.com, con diffida firmata Microsoft, e nel 2003 con Kazaa Lite, imbrigliato da Sharman Networks. Insomma uno strumento giuridico imponente, protagonista di innumerevoli controversi procedimenti legali, che nello scorso novembre è stato definito “abusivo” da uno studio redatto da due giuristi dell’Università della California. Il 30% delle denunce di violazione, infatti, si sarebbero dimostrate piene di inesattezze.
Apple non ha voluto commentare il suo operato degli ultimi giorni, preferendo un profilo basso. Certo è che la legge federale proibisce la distribuzione di software e hardware capaci di aggirare i meccanismi che si occupano della copy protection, e la sezione 512 del testo del DMCA obbliga anche gli ISP, motori di ricerca e portali ad eliminare link verso materiale presumibilmente pirata ed illegale.

Un caso senz’altro “laterale” rispetto ad altri che lo hanno preceduto ma, come scriveva Lamberto Assenti nel lontano 2002, a proposito della guerra ai link, perlopiù “non ci si cura dell’effetto che tutto questo può avere e sta avendo sulla salute di internet e sulla sua fruibilità”. Ma la legge è legge, ribadiscono quelli di OSx86 Project, e finché non cambia va rispettata.

tratto da: punto-informatico.it


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febbraio 20th, 2006 @ 04:58 PM • Classificato in NEWS • Tags: , Nessun commento

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