Beppe grillo: La fede è nell’opensource
Esclusiva intervista di JOB a Beppe Grillo, uno dei più interessanti e controversipersonaggi di questo periodo.
Che piaccia o meno, il successo di Grillo in rete è un dato di fatto. I dati del blog, www.beppegrillo.it, si commentano da soli: con oltre 50.000 accessi unici al giorno e centinaia di commenti per ogni singolo post, il blog s’impone all’attenzione come uno dei casi di successo più interessanti della rete. JOB ha chiesto al noto comico genovese le sue posizioni su Open Source, Creative Commons e alcune anticipazione per il futuro.
JOB: Dal suo blog ha dichiarato di utilizzare software Open Source, e di vedere in questa nuova forma di sviluppo il futuro dell’informatica. Quali sono i programmi che usa e perché ha deciso di effettuare questa scelta?
Grillo: Premetto subito che qualcuno potrebbe notare una contraddizione in termini, dato che io uso Linux dal punto di vista server mentre nei miei spettacoli uso il sistema operativo Windows. In generale, posso dire di essere assolutamente a favore dell’Open Source e soprattutto della logica di sviluppo di tipo distribuito con migliaia di appassionati che contribuiscono al miglioramento del codice sfruttando la rete. Ovviamente, dovendo girare con un computer e facendo spettacoli in giro, puo’ capitarmi di avere bisogno di assistenza quando qualcosa non funziona e per il momento nei palazzetti e nei teatri è più semplice ottenerla per Windows. In definitiva, io uso tutte e due le piattaforme ma la fede è per l’Open Source che rappresenta una delle grandi battaglie da portare avanti. Il mio progetto è di riuscire a migrare completamente a Linux in un periodo inferiore ai due/tre anni.
Vorrei comunque precisare che dal punto di vista tecnologico io ero uno che i computer li “spaccava”, nel senso che non mi funzionavano mai, ero pieno di virus e non avevo neppure capito il significato e la potenzialità della rete. Poi evidentemente è la rete ha capito me e mi ha scelto premiandomi con l’incredibile popolarità del mio blog.
JOB: I contenuti del suo blog sono rilasciati sotto licenza Creative Commons. Ci puo’ parlare del sistema di licenze e delle motivazioni che l’hanno spinta ad utilizzarle per i documenti pubblicati sul suo sito?
Grillo: Certo, la Creative Commons è un tentativo di regolamentare l’utilizzo dei miei contenuti da parte dei visitatori del mio sito che magari vogliono prendere, usare, modificare e diffondere le mie idee. Si tratta in pratica di stabilire qualche regola su un principio di libertà assoluta, altrimenti si rischia di cadere nell’anarchia.
JOB: Ciò che più stupisce del suo caso sono i dati di crescita dei contatti sul suo blog. Si aspettava questo grande successo dal suo Blog?
Grillo:Assolutamente no. Molti dicono che il mio blog è un fenomeno unico e penso che ci sia una ragione per questo. Mi riferisco alla fisicità che altri blogger non hanno. Io ero conosciuto prima di partire con il blog e inoltre i miei spettacoli sono una promozione itinerante della mia attività da blogger. Quando la gente mi scrive ha già in mente una faccia e penso inoltre di poter dire che gli argomenti che propongo sono credibili e alla fine è la reputazione a vincere. Ed è proprio la reputazione che sarà la moneta dell’informazione del futuro, o ce l’hai o non ce l’hai. Per i media tradizionali come giornali e televisione ormai è troppo tardi, la reputazione l’hanno già persa da tempo e non si rendono ancora conto di aver sperperato un vero e proprio patrimonio. Bisogna poi anche ricordare come da anni io non sia presente in televisione dato che, come è noto, mi è capitato di essere espulso dalla rete pubblica e poi come scelta personale ho deciso di non apparire più in televisione. Di conseguenza, ho iniziato a riempire i palazzetti. Molti mi chiedono se ho intenzione di ritornare in video in un prossimo futuro. Penso proprio di no, dato che lo considero anche un mezzo di comunicazione in via di decadimento. A mio parere la televisione del futuro sarà basata sul concetto di rete, dove l’utente pagherà un abbonamento in base al quale avrà accesso ad un determinato numero di servizi. In questo modo sarà possibile visitare, ad esempio, l’archivio della RAI e scegliere esattamente il programma da vedere, sia esso un documentario recente oppure un film del 1970. La BBC sta facendo questo tipo di lavoro e pensiamo cosa potrebbe fare la RAI in questo campo considerando che dispone di contenuti che vanno indietro fino agli albori della televisione. Tra l’altro, questi contenuti sono pubblici e sono già stati pagati dai telespettatori.
E qui mi riallaccio al discorso di prima sul copyright: se le mie previsioni sono giuste, sarà necessario ripensare la legislazione sul diritto d’autore, perché il copyright sta facendo perdere interi patrimoni che non vengono nemmeno digitalizzati perché é troppo dispendioso ricercare gli autori originali oppure i loro eredi (pensiamo ad opere del 1930) per l’attribuzione dei relativi diritti. Allora o iniziamo a capire che non si può equiparare l’immateriale al materiale altrimenti arriviamo a casi limite dove scaricarsi un film da internet viene equiparato al furto con scasso. Questo è assolutamente da dementi, come quel ragazzo da Brescia al quale è stato sequestrato il computer e affibbiata una multa per aver ri-trasmesso le partite di calcio già trasmesse dalle emittenti asiatiche. Siamo arrivati al punto in cui un ragazzo di 24 anni deve fronteggiare una causa contro la multinazionale di Rupert Murdoch. Uno dei miei progetti è quello di mettere in piedi un servizio di assistenza legale gratuita per questi casi-limite. Con la rete si può fare: si fa una colletta, si prendono quattro o cinque specialisti che siano pronti a vagliare queste cause e difenderle. Ne stiamo discutendo proprio questa settimana, c’è una squadra composta da me, un magistrato, un civilista, un penalista, un commercialista, ed un informatico.
JOB: Dal suo blog è possibile aderire ai MeetUp di Beppe Grillo, ovvero un servizio che permette l’organizzazione di gruppi distribuiti in un determinato territorio. Oltre 10.400 iscritti in poco meno di un anno. Quali sono la ragioni del successo di questo successo?
Grillo: I MeetUp stanno crescendo in fretta, adesso ci sono iscritte oltre 10.000 persone e crescono con un ritmo di 500/600 alla settimana. I MeetUp che fanno riferimento a me sono attualmente terzi nella classifica mondiale dietro Howard Dean mentre John Kerry ce lo siamo già lasciato alle spalle… io sono l’unico italiano in classifica e devo dire che la cosa mi impressiona un po’. A detta dei partecipanti, la mia faccia apre loro porte che prima sarebbero rimaste chiuse, anche se poi loro sono indipendenti e fanno le loro lotte. Ad esempio a Vicenza hanno raccolto 4000 firme e sono andati in comune per far approvare il referendum propositivo che è un vero strumento democratico. A Napoli l’intervento del MeetUp del posto (e non solo, ovviamente) ha permesso di convincere l’amministrazione locale a firmare per la non privatizzazione dell’acqua. La discarica di amianto di Paese (un comune nella provincia di Treviso, ndr), è stata chiusa ieri, mentre a Trento abbiamo fatto una manifestazione per bloccare la creazione dell’inceneritore.
Diciamo che se io fossi un politico non sarei così tranquillo, ma il loro problema è che non si sono ancora accorti che dal basso sta arrivando qualche cosa e quando se ne accorgeranno sarà troppo tardi. Tengo inoltre a precisare che io non ho nessuna intenzione di sfruttare l’opera dei MeetUp per entrare in politica, primo perché non sono interessato alla cosa e secondo perché i MeetUp non sono basati su una leadership, anzi, rappresentano esattamente l’antitesi della leadership. I MeetUp diventano tali per certe finalità e progetti e poi ognuno torna a fare le proprie cose e ad avere le proprie idee politiche. Attualmente ci sono MeetUp in almeno 140 città italiane distribuite uniformemente sull’intero territorio e poi ce ne sono 12 all’estero a partire da Brooklyn passando per l’Irlanda per arrivare all’Argentina, India e Costa d’Avorio. Quando avrò finito questa tourné stacco un po’: farò una decina di spettacoli all’estero per farmi conoscere, in modo da dare maggiore esposizione al blog anche all’estero dove attualmente non è così popolare proprio perché non conoscono la mia faccia. Gli spettacoli dovrebbero essere in italiano con dei sottotitoli elettronici (come faceva Dario Fo).
JOB: Nel suo blog, sono anche disponibili in vendita i DVD dei suoi spettacoli, acquistabili direttamente on line (utilizzando un noto applicativo Open Source, OSCommerce, ndr), senza intermediari: come dire “dal produttore al consumatore”. L’esperimento ha avuto successo?
Grillo: Si, inizio con il ricordare che i prossimi DVD saranno con i sottotitoli in inglese e che fin dall’inizio abbiamo deciso di distribuirli direttamente senza avere intermediari in modo da mantenere un prezzo equo. L’idea è di proseguire con la serie dei DVD facendo della vera e propria didattica con un abbinamento scienza e comicità, ho già fatto un esperimento a Trento con uno spettacolo in cui 5 scienziati si sono riuniti per spiegare e discutere sulle funzioni e utilità di un inceneritore mentre io facevo da “collante comico”. I cittadini sono intervenuti entusiasti perché hanno sentito parlare i più grossi esperti in materia in un’atmosfera non così pesante come il tema avrebbe fatto immaginare.
Francesco Dal Sacco
Antonio Picerni
Tratto da: javaopenbusiness.it
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