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	<title>Commenti a: Chrome OS? Ma quale open source!</title>
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	<description>informatica, tecnologia e software libero</description>
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		<title>Di: &#187; Google Chrome OS disinformazione ed ignoranza. Doxaliber</title>
		<link>http://marco.boneff.ch/blog/chrome-os-ma-quale-opensource/comment-page-1/#comment-50166</link>
		<dc:creator>&#187; Google Chrome OS disinformazione ed ignoranza. Doxaliber</dc:creator>
		<pubDate>Wed, 02 Dec 2009 19:38:22 +0000</pubDate>
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		<description>[...] espresse nel suo upgrade all&#8217;articolo aggiungo che anch&#8217;io ho perplessità in merito al cloud computing ed alla politica di google, tuttavia Linux è e rimano un prodotto licenziato sotto GPL, quindi i [...]</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>[...] espresse nel suo upgrade all&#8217;articolo aggiungo che anch&#8217;io ho perplessità in merito al cloud computing ed alla politica di google, tuttavia Linux è e rimano un prodotto licenziato sotto GPL, quindi i [...]</p>
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		<title>Di: Vinc</title>
		<link>http://marco.boneff.ch/blog/chrome-os-ma-quale-opensource/comment-page-1/#comment-50165</link>
		<dc:creator>Vinc</dc:creator>
		<pubDate>Wed, 02 Dec 2009 08:03:44 +0000</pubDate>
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		<description>Gente il progetto BigG e pericoloso... ma in questo periodo ha le gambe corte anzi cortissime... meglio il nostro ottimo Ubuntu o linuxMInt lasciate perdere BigG che tanto vuole solo i dati lasciate perdere e concentratevi su Linux Open free tipo Ubuntu e linux mint vivrete meglio  ...:=))</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Gente il progetto BigG e pericoloso&#8230; ma in questo periodo ha le gambe corte anzi cortissime&#8230; meglio il nostro ottimo Ubuntu o linuxMInt lasciate perdere BigG che tanto vuole solo i dati lasciate perdere e concentratevi su Linux Open free tipo Ubuntu e linux mint vivrete meglio  &#8230;:=))</p>
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		<title>Di: Stefano</title>
		<link>http://marco.boneff.ch/blog/chrome-os-ma-quale-opensource/comment-page-1/#comment-50162</link>
		<dc:creator>Stefano</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 24 Nov 2009 10:25:55 +0000</pubDate>
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		<description>Articolo interessante e discussione che si è sviluppata in seguito ancora di più. Ora dico la mia.

Il Cloud Computing è la moda del momento ma personalmente ritengo che, pur essendoci buone probabilità, non è sicuro che si vada verso un mondo &quot;cloud&quot;. Il concetto alla base di questa tecnica/tecnologia è quello di demandare ad un server remoto alcuni compiti che gli host &quot;personali&quot; non possono fare a causa della loro ridotta potenza di calcolo e questa esigenza diventa sempre meno importante essenzialmente per almeno 2 motivi:
- gli attuali devices (pc, smartphone, navigatori satellitari, etc...) hanno cpu molto potenti ed in grado di maneggiare grandi quantità di dati;
- l&#039;aggiornamento delle reti necessarie per reggere una quantità enorme di dati richiede risorse ingenti e i risultati arriveranno soltanto tra 5/10 anni.

Un altro aspetto da non sottovalutare è la riservatezza dei dati: questo non riguarda tanto i semplici utenti privati ma soprattutto l&#039;ambito aziendale dove si sta assistendo da anni ad una paranoia, in alcuni casi anche giustificata, circa la riservatezza dei dati e dei brevetti. Quante aziende sarebbero disposte a cedere i propri dati sensibili per risparmiare un po&#039; sul costo del software?</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Articolo interessante e discussione che si è sviluppata in seguito ancora di più. Ora dico la mia.</p>
<p>Il Cloud Computing è la moda del momento ma personalmente ritengo che, pur essendoci buone probabilità, non è sicuro che si vada verso un mondo &#8220;cloud&#8221;. Il concetto alla base di questa tecnica/tecnologia è quello di demandare ad un server remoto alcuni compiti che gli host &#8220;personali&#8221; non possono fare a causa della loro ridotta potenza di calcolo e questa esigenza diventa sempre meno importante essenzialmente per almeno 2 motivi:<br />
- gli attuali devices (pc, smartphone, navigatori satellitari, etc&#8230;) hanno cpu molto potenti ed in grado di maneggiare grandi quantità di dati;<br />
- l&#8217;aggiornamento delle reti necessarie per reggere una quantità enorme di dati richiede risorse ingenti e i risultati arriveranno soltanto tra 5/10 anni.</p>
<p>Un altro aspetto da non sottovalutare è la riservatezza dei dati: questo non riguarda tanto i semplici utenti privati ma soprattutto l&#8217;ambito aziendale dove si sta assistendo da anni ad una paranoia, in alcuni casi anche giustificata, circa la riservatezza dei dati e dei brevetti. Quante aziende sarebbero disposte a cedere i propri dati sensibili per risparmiare un po&#8217; sul costo del software?</p>
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		<title>Di: Neff</title>
		<link>http://marco.boneff.ch/blog/chrome-os-ma-quale-opensource/comment-page-1/#comment-50161</link>
		<dc:creator>Neff</dc:creator>
		<pubDate>Sat, 21 Nov 2009 02:56:44 +0000</pubDate>
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		<description>Ma... chrome os (o la sua controparte open &quot;chromium os&quot;) è in effetti un sistema operativo opensource. Il punto è che è un sistema &quot;vuoto&quot; che serve cioè unicamente a far partire un browser. Poi è chiaro. Siamo &quot;liberi&quot; di crearci i nostri piccoli webserver autonomi ed usare i nostri servizi invece di quelli offerti da google, ma tutto questo non cambia la sostanza che si stia pedalando verso un mondo in cui il computer è un terminale, mentre i veri calcolatori sono i server remoti che ospitano le applicazioni.
È questo tipo di architettura che a me non piace. Posso accettare di usare alcuni servizi basati sulla cloud quando ne vale la pena, ma che senso ha mettermi ad ascoltare musica in cloud? Che senso ha fare fotoritocco sulla cloud? E scrivere documenti di testo che non voglio condividere? Non ci esponiamo a rischi inutili? Inoltre come detto, vi è la questione della libertà: di un servizio web noi possiamo leggere solo l&#039;output generato dal webserver (di solito espresso in HTML), ma non abbiamo accesso ai sorgenti PHP del programma. Ciò significa che nessuno di noi può sapere come funziona (per fare un esempio) Gmail, o Gcalendar. Dobbiamo fidarci (in questo caso) di Google. Insomma, il discorso fatto per le applicazioni basate sulla cloud è simile a quello che siamo soliti fare per il software proprietario &quot;classico&quot;, con l&#039;aggravante che nel disegno di Chrome OS anche tutti i nostri dati sarebbero registrati in rete e i programmi non sarebbero MAI sotto il nostro controllo, ma potremo continuare ad usarli solo fin quando i proprietari del software, ovvero i produttori, non decideranno altrimenti, costringendoci ad un upgrade o smantellando definitivamente il servizio. Oggi io posso usare una macchina vecchia 10 anni con i programmi originali di 10 anni fa. E in effetti lo faccio ogni mese con la mia contabilità. Un vecchio pentium 120 Mhz con 3 GB di hard disk, Windows NT4 e Banana Contabilità girano che è un piacere su un computer completamente isolato dalla rete. In futuro questo non sarà più possibile. Dovremo usare un programma online, controllato da qualcuno che ci affitta il servizio. I nostri dati saranno immagazzinati anch&#039;essi online, senza nessuna possibilità di controllo. E i dati della mia contabilità potrebbero rimanere su un server remoto fuori dal mio controllo. Spero davvero molto che questo non succeda. L&#039;open source non deve  servire come uno strumento per costruire collaborativamente delle nuove manette. È un controsenso ti pare?</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Ma&#8230; chrome os (o la sua controparte open &#8220;chromium os&#8221;) è in effetti un sistema operativo opensource. Il punto è che è un sistema &#8220;vuoto&#8221; che serve cioè unicamente a far partire un browser. Poi è chiaro. Siamo &#8220;liberi&#8221; di crearci i nostri piccoli webserver autonomi ed usare i nostri servizi invece di quelli offerti da google, ma tutto questo non cambia la sostanza che si stia pedalando verso un mondo in cui il computer è un terminale, mentre i veri calcolatori sono i server remoti che ospitano le applicazioni.<br />
È questo tipo di architettura che a me non piace. Posso accettare di usare alcuni servizi basati sulla cloud quando ne vale la pena, ma che senso ha mettermi ad ascoltare musica in cloud? Che senso ha fare fotoritocco sulla cloud? E scrivere documenti di testo che non voglio condividere? Non ci esponiamo a rischi inutili? Inoltre come detto, vi è la questione della libertà: di un servizio web noi possiamo leggere solo l&#8217;output generato dal webserver (di solito espresso in HTML), ma non abbiamo accesso ai sorgenti PHP del programma. Ciò significa che nessuno di noi può sapere come funziona (per fare un esempio) Gmail, o Gcalendar. Dobbiamo fidarci (in questo caso) di Google. Insomma, il discorso fatto per le applicazioni basate sulla cloud è simile a quello che siamo soliti fare per il software proprietario &#8220;classico&#8221;, con l&#8217;aggravante che nel disegno di Chrome OS anche tutti i nostri dati sarebbero registrati in rete e i programmi non sarebbero MAI sotto il nostro controllo, ma potremo continuare ad usarli solo fin quando i proprietari del software, ovvero i produttori, non decideranno altrimenti, costringendoci ad un upgrade o smantellando definitivamente il servizio. Oggi io posso usare una macchina vecchia 10 anni con i programmi originali di 10 anni fa. E in effetti lo faccio ogni mese con la mia contabilità. Un vecchio pentium 120 Mhz con 3 GB di hard disk, Windows NT4 e Banana Contabilità girano che è un piacere su un computer completamente isolato dalla rete. In futuro questo non sarà più possibile. Dovremo usare un programma online, controllato da qualcuno che ci affitta il servizio. I nostri dati saranno immagazzinati anch&#8217;essi online, senza nessuna possibilità di controllo. E i dati della mia contabilità potrebbero rimanere su un server remoto fuori dal mio controllo. Spero davvero molto che questo non succeda. L&#8217;open source non deve  servire come uno strumento per costruire collaborativamente delle nuove manette. È un controsenso ti pare?</p>
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		<title>Di: Neff</title>
		<link>http://marco.boneff.ch/blog/chrome-os-ma-quale-opensource/comment-page-1/#comment-50160</link>
		<dc:creator>Neff</dc:creator>
		<pubDate>Fri, 20 Nov 2009 15:00:27 +0000</pubDate>
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		<description>In matrix si ritrovano molti concetti che dovrebbero farci riflettere. Pensate ad esempio ai &quot;campi sterminati in cui gli uomini non nascono, vengono coltivati&quot;. Riportato alla concretezza della realtà, questo concetto è tutt&#039;altro che fantascientifico.
Quando la tecnologia ci domina, ovvero quando non siamo più in grado di controllarla, noi cessiamo di essere clienti e consumatori che decidono e diventiamo una &quot;risorsa&quot; che può essere sfruttata da chi invece domina la tecnologia. Se ci pensate è quello che è successo con Windows Vista. Forte del suo quasi monopolio, Microsoft ha imposto un prodotto che non piaceva a nessuno... tranne alle persone che Microsoft voleva fare contente, ovvero l&#039;industria discografica, i produttori di computer e i suoi partner tecnologici. È per far contenti &quot;gli altri&quot; che i sistemi operativi proprietari sono infarciti di tecnologie DRM, software spazzatura in prova e diventano sempre più pesanti. Più il sistema è pesante, maggiore sarà la vendita di nuovi computer.

Vi lascio immaginare cosa succederà quando saremo così dipendenti dai servizi della cloud che non potremo più arrangiarci senza. Saremo disposti a qualsiasi cosa purchè Big G. o gli altri fornitori di servizi nella cloud non chiudano &quot;il rubinetto&quot;. Con il sistema odierno, io, dal momento che ho comprato il mio pacchetto software sono sicuro che nessuno potrà impedirmi di installarmelo. In futuro potranno decidere di farci pagare una tassa mensile o annuale per l&#039;uso di un banale strumento di formattazione di testo, oppure dovremo accettare di essere bombardati di pubblicità anche quando dobbiamo elaborare un semplice documento. Per me si tratta di un passo indietro, un grosso rischio per la libertà di tutti.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>In matrix si ritrovano molti concetti che dovrebbero farci riflettere. Pensate ad esempio ai &#8220;campi sterminati in cui gli uomini non nascono, vengono coltivati&#8221;. Riportato alla concretezza della realtà, questo concetto è tutt&#8217;altro che fantascientifico.<br />
Quando la tecnologia ci domina, ovvero quando non siamo più in grado di controllarla, noi cessiamo di essere clienti e consumatori che decidono e diventiamo una &#8220;risorsa&#8221; che può essere sfruttata da chi invece domina la tecnologia. Se ci pensate è quello che è successo con Windows Vista. Forte del suo quasi monopolio, Microsoft ha imposto un prodotto che non piaceva a nessuno&#8230; tranne alle persone che Microsoft voleva fare contente, ovvero l&#8217;industria discografica, i produttori di computer e i suoi partner tecnologici. È per far contenti &#8220;gli altri&#8221; che i sistemi operativi proprietari sono infarciti di tecnologie DRM, software spazzatura in prova e diventano sempre più pesanti. Più il sistema è pesante, maggiore sarà la vendita di nuovi computer.</p>
<p>Vi lascio immaginare cosa succederà quando saremo così dipendenti dai servizi della cloud che non potremo più arrangiarci senza. Saremo disposti a qualsiasi cosa purchè Big G. o gli altri fornitori di servizi nella cloud non chiudano &#8220;il rubinetto&#8221;. Con il sistema odierno, io, dal momento che ho comprato il mio pacchetto software sono sicuro che nessuno potrà impedirmi di installarmelo. In futuro potranno decidere di farci pagare una tassa mensile o annuale per l&#8217;uso di un banale strumento di formattazione di testo, oppure dovremo accettare di essere bombardati di pubblicità anche quando dobbiamo elaborare un semplice documento. Per me si tratta di un passo indietro, un grosso rischio per la libertà di tutti.</p>
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		<title>Di: Neff</title>
		<link>http://marco.boneff.ch/blog/chrome-os-ma-quale-opensource/comment-page-1/#comment-50159</link>
		<dc:creator>Neff</dc:creator>
		<pubDate>Fri, 20 Nov 2009 14:47:06 +0000</pubDate>
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		<description>Non ci siamo capiti. Io non ho nulla contro l&#039;uso ragionato di qualche servizio di cloud computing, come non ho nessun problema a dire che se vuoi sei libero di usare software proprietario quando vuoi o ne hai la necessità. Sono invece contrario al passaggio di massa al cloud computing, alla trasformazione del software in servizio web tout-cour. Oggi puoi usare un servizio online o, se preferisci, puoi installare un programma in locale sul tuo computer. Il modello verso cui pedala Google è invece quello di un mondo in cui il computer è solo un terminale di accesso a servizi che non si installano, che non risiedono da nessuna parte al di fuori dei loro server. In questo contesto non c&#039;è codice che tu possa vedere o controllare, non c&#039;è nessun modo di poter controllare dove e come sono conservati i tuoi dati. Poi il problema non è Google perchè &quot;è brutto e cattivo&quot;. Io sono un grande utilizzatore dei servizi di big G. Dico solamente che l&#039;ecosistema che Google vuole realizzare, ovvero quello di un mondo in cui tutto è nella cloud (non necessariamente di Google) è un mondo pericoloso per la libertà del software, perchè essendo nella cloud il software non può più essere né studiato né controllato. Tutto il potere è nelle mani di chi gestisce la cloud. Quindi si ad un uso ragionato e facoltativo della cloud, no ad una trasmigrazione di tutta l&#039;informatica alla cloud e no alla trasformazione del computer ad un semplice terminale di rete.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Non ci siamo capiti. Io non ho nulla contro l&#8217;uso ragionato di qualche servizio di cloud computing, come non ho nessun problema a dire che se vuoi sei libero di usare software proprietario quando vuoi o ne hai la necessità. Sono invece contrario al passaggio di massa al cloud computing, alla trasformazione del software in servizio web tout-cour. Oggi puoi usare un servizio online o, se preferisci, puoi installare un programma in locale sul tuo computer. Il modello verso cui pedala Google è invece quello di un mondo in cui il computer è solo un terminale di accesso a servizi che non si installano, che non risiedono da nessuna parte al di fuori dei loro server. In questo contesto non c&#8217;è codice che tu possa vedere o controllare, non c&#8217;è nessun modo di poter controllare dove e come sono conservati i tuoi dati. Poi il problema non è Google perchè &#8220;è brutto e cattivo&#8221;. Io sono un grande utilizzatore dei servizi di big G. Dico solamente che l&#8217;ecosistema che Google vuole realizzare, ovvero quello di un mondo in cui tutto è nella cloud (non necessariamente di Google) è un mondo pericoloso per la libertà del software, perchè essendo nella cloud il software non può più essere né studiato né controllato. Tutto il potere è nelle mani di chi gestisce la cloud. Quindi si ad un uso ragionato e facoltativo della cloud, no ad una trasmigrazione di tutta l&#8217;informatica alla cloud e no alla trasformazione del computer ad un semplice terminale di rete.</p>
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		<title>Di: Doxaliber</title>
		<link>http://marco.boneff.ch/blog/chrome-os-ma-quale-opensource/comment-page-1/#comment-50158</link>
		<dc:creator>Doxaliber</dc:creator>
		<pubDate>Fri, 20 Nov 2009 14:17:27 +0000</pubDate>
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		<description>Bravo Neff, io avrei scritto qualcosa di simile. Il cloud computing mi lascia parecchie perplessità. Tuttavia se il Chromium sarà davvero un software open source allora potrebbero svilupparsi versioni alternative e molto interessanti. Magari una versione che funziona offline con i software linux tradizionali o, ancora più interessante, una versione che ti permetta di lavorare su un server remoto (come il pc di casa) ovunque tu ti trovi. Naturalmente si può già fare su Gnu/Linux, ma va capito se Google svilupperà nuove tecnologie (magari più semplici da usare e configurare).</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Bravo Neff, io avrei scritto qualcosa di simile. Il cloud computing mi lascia parecchie perplessità. Tuttavia se il Chromium sarà davvero un software open source allora potrebbero svilupparsi versioni alternative e molto interessanti. Magari una versione che funziona offline con i software linux tradizionali o, ancora più interessante, una versione che ti permetta di lavorare su un server remoto (come il pc di casa) ovunque tu ti trovi. Naturalmente si può già fare su Gnu/Linux, ma va capito se Google svilupperà nuove tecnologie (magari più semplici da usare e configurare).</p>
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		<title>Di: Lazza</title>
		<link>http://marco.boneff.ch/blog/chrome-os-ma-quale-opensource/comment-page-1/#comment-50157</link>
		<dc:creator>Lazza</dc:creator>
		<pubDate>Fri, 20 Nov 2009 13:24:15 +0000</pubDate>
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		<description>E il 2012 finisce il mondo. Certo.
Se vogliamo vedere un vero problema di Android (Chrome OS non so) è che non è realmente libero. La fregatura è semplice: l&#039;os è aperto... ok, e le applicazioni? Tutte chiuse. Il browser è chiuso, il programmino Youtube è chiuso, eccetera. Questa è una presa in giro.
Neff, non vuoi dare i tuoi dati a Google? Usa Yahoo! Mail, che problema c&#039;è? Sei tu che scegli quali servizi web usare e quali file tenere sul tuo disco. Oltre a quale computer acquistare, tra parentesi. Se questo me lo paragoni con la situazione dei pc che sei obbligato a comprare con Windows, è come paragonare un tostapane con i polimeri.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>E il 2012 finisce il mondo. Certo.<br />
Se vogliamo vedere un vero problema di Android (Chrome OS non so) è che non è realmente libero. La fregatura è semplice: l&#8217;os è aperto&#8230; ok, e le applicazioni? Tutte chiuse. Il browser è chiuso, il programmino Youtube è chiuso, eccetera. Questa è una presa in giro.<br />
Neff, non vuoi dare i tuoi dati a Google? Usa Yahoo! Mail, che problema c&#8217;è? Sei tu che scegli quali servizi web usare e quali file tenere sul tuo disco. Oltre a quale computer acquistare, tra parentesi. Se questo me lo paragoni con la situazione dei pc che sei obbligato a comprare con Windows, è come paragonare un tostapane con i polimeri.</p>
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	</item>
	<item>
		<title>Di: canopus</title>
		<link>http://marco.boneff.ch/blog/chrome-os-ma-quale-opensource/comment-page-1/#comment-50156</link>
		<dc:creator>canopus</dc:creator>
		<pubDate>Fri, 20 Nov 2009 11:32:28 +0000</pubDate>
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		<description>se posso esprimere la mia opinione, a me da tanto di &quot;matrix&quot;...! preferisco essere libero di scegliere quali applicazioni usare, se usarle on-line e come. La pappa pronta può anche far comodo, ma se poi non sai cucinare possono anche decidere di farti morir di fame</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>se posso esprimere la mia opinione, a me da tanto di &#8220;matrix&#8221;&#8230;! preferisco essere libero di scegliere quali applicazioni usare, se usarle on-line e come. La pappa pronta può anche far comodo, ma se poi non sai cucinare possono anche decidere di farti morir di fame</p>
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	</item>
	<item>
		<title>Di: flux</title>
		<link>http://marco.boneff.ch/blog/chrome-os-ma-quale-opensource/comment-page-1/#comment-50155</link>
		<dc:creator>flux</dc:creator>
		<pubDate>Fri, 20 Nov 2009 11:17:41 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://marco.boneff.ch/blog/?p=1102#comment-50155</guid>
		<description>Neff SEI UN GRANDE... il primo vero articolo che leggo sul web in cui c&#039;è un oggettiva descrizione del piano di conquista di google... tutto ciò che neanche zio Bill ha mai osato immaginare. Sono assolutamente d&#039;accordo su tutta la tua linea, in particolare trovo straordinarie le tue conclusioni. Come dire, Google pare rispettare il concetto di software libero, poi sotto sotto ti frega girando il concetto di cloud computing a suo favore. Io trovo inutile decentralizzare i servizi, perchè mai dovrei avere un editor di testo avanzato on line? Cioè, se ho un tablet, un palmare un cellulare o un qualunque computer da cui accedere a questi servizi, allora perchè creare dei thin client per poi fare una fat net? Perchè appesantire il client inutilmente? Tutto ciò può solo avere uno scopo soggiocatorio</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Neff SEI UN GRANDE&#8230; il primo vero articolo che leggo sul web in cui c&#8217;è un oggettiva descrizione del piano di conquista di google&#8230; tutto ciò che neanche zio Bill ha mai osato immaginare. Sono assolutamente d&#8217;accordo su tutta la tua linea, in particolare trovo straordinarie le tue conclusioni. Come dire, Google pare rispettare il concetto di software libero, poi sotto sotto ti frega girando il concetto di cloud computing a suo favore. Io trovo inutile decentralizzare i servizi, perchè mai dovrei avere un editor di testo avanzato on line? Cioè, se ho un tablet, un palmare un cellulare o un qualunque computer da cui accedere a questi servizi, allora perchè creare dei thin client per poi fare una fat net? Perchè appesantire il client inutilmente? Tutto ciò può solo avere uno scopo soggiocatorio</p>
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