E alla fine arriva Leopard – parte 1: grafica ed usabilità

In un blog come questo, una serie di post riguardanti Mac OSX potrebbero sembrare OT. Ciononostante credo che per quello che vale, Mac OS meriti la nostra attenzione: dopotutto è bello sapere su cosa lavora la concorrenza no? In questa prima puntata dedicata alla scoperta di Leopard, ci soffermeremo sulle modifiche principali che apple ha voluto alla grafica del proprio sistema operativo. Apple è sempre stata leader nel design e nell’usabilità delle sue GUI , ed ora tocca all’ultimo nato Mac OS X 10.5, mantenere il buon nome della Mela. Ci riuscirà? A voi l’arduo giudizio. Seguitemi!

 

La sesta generazione di OSX in risposta a Vista.

Dopo il rilascio di Windows Vista lo scorso gennaio, Apple si è decisa quest’oggi a presentarci definitivamente la sesta generazione di OSX, che si presenta con un nuovo nome felino e come anticipato poc’anzi una veste grafica largamente rinnovata. Si tratta probabimente del rinnovamento grafico più importante nella storia di OSX che salvo piccoli particolari è giunto sino ad oggi con una veste grafica quasi immutata. Apple finalmente ha deciso di fare piazza pulita con il metallo satinato “alla tiger” e con il vecchio stile “acqua”. Il nuovo tema è basato sull’aspetto dell’ultima versione di iTunes… e come vedremo questa non sarà l’unica cosa ad assomigliare ad iTunes… ma andiamo con ordine:

“Mac dallo sfondo blu… senza di quello lo stesso non sei più”

Da un punto di vista prettamente “markettaro” apple sembra intenzionata a dissociare da Leopard la classica immagine, ormai divenuta quasi un’icona, del mac “dallo sfondo blu” per passare ad un verde erba che ricorda vagamente Windows Vista… il che, data la fama del sistema di Microsoft appena svezzato, non è proprio un bene secondo me… Questo nuovo look del mac mi fa al momento una strana impressione, boh, forse è solo una questione di abitudine… ma a me quei colori fanno pensare a tutto…ma non al mac.

Il nuovo Finder

finder_hero20070611.png

Oltre ad infatti presentare numerose nuove funzioni che illustrerò nel dettagli più in avanti, Apple sembra infatti aver ristudiato totalmente il modo in cui presentare le proprie finestre, il proprio “look” ma anche le proprie visualizzazioni standard. Il nuovo sistema apple sembra infatti essersi massicciamente “iTunizzato”, nel senso che adesso ogni finestra sembra essere ispirata direttamente ad iTunes, con una barra laterale molto simile a quella che si può trovare nel celebre player e con la possibilità di “sfogliare” anche i semplici files di testo con caratteristico sistema “cover flow”.

I files possono essere dunque visti in anteprima direttamente dalla modalità Cover Flow, oppure grazie a Quick Look potranno essere “virtualmente aperti”, ovvero visualizzati ma senza dover aprire l’intera applicazione a cui il file è associato.

Un nuovo dock dall’aspetto “rubato”

Anche il Dock come vedete dall’immagine è cambiato e quasi mi stupisco di vedere che questa versione è praticamente identica (ok, forse disegnato un po’ meglio) del launcher di Looking Glass di Sun. Dopo tanti scopiazzamenti del mitico Dock da parte di numerosi progetti sulle diverse piattaforme (come non ricordare SuperKaramba su KDE, Avant Window Navigator su GNOME, Object Dock di Star Dock e Y’z Dock su Windows Xp?) sembra proprio che questa volta sia stata apple a voler copiare… ma non erano stati proprio quelli della Apple a lamentersi al loro ultimo Mac World del fatto che Windows Vista era una copia del Mac?

osxdock.png

lookinglassdock.png

Ecco i due dock a confronto… (Mac OSX Leopard sopra, Looking Glass di Sun sotto)

In realtà le novità sul fronte dock non sono importantissime. Apple ha aggiunto nuovi effetti animati per raffigurare la minimizzazzione e la massimizzazione delle finestre, delle icone, dei video ecc. grazie a Core Animation, ma a parte questo la caratteristica più importante sembra essere quella degli “Stack”, ovvero la possibilità di mettere sul Dock delle “cartelle dinamiche” (come ad esempio quella dei downloads) e “srotolarla” all’occorrenza per vedere quali files abbiamo dentro. Insomma, detto in parole povere, è come cliccare sull’icona di una cartella sul Dock e vedere una specie di menù che ci mostra tutti i files in essa contenuti. L’effetto grafico è carino, ma francamente non urlo al miracolo davanti ad una “novità” come questa

L’ultima per così dire “innovazione” introdotta da Apple in OSX consiste nella funzione che noi utenti pinguini utilizziamo da tempo immemorabile, ovvero i Desktop Virtuali, altrimenti detti Viewports. Apple che a fotocopiare deve averci preso gusto, ha deciso di utilizzare questa funzione rinominandola “Spaces” e introducendo un’interfaccia per la loro gestione molto simile a quel che fa il pager di Metisse, un compositing manager alternativo a compiz integrato in diverse distribuzioni GNU/Linux, tra cui Mandriva.

Primi giudizi e considerazioni su nuovo look e le nuove funzioni di Leopard

Giudicare un sistema operativo solo dal suo look and feel è veramente riduttivo tuttavia per un’azienda che è stata finora leader in questo campo devo dire che purtroppo questa volta, da parte mia, non c’è stato alcun effetto WOW. Le nuove features grafiche di Leopard, per quanto leccate e curate non mi hanno impressionato e francamente alcune scelte le trovo decisamente opinabili dal punto di vista dell’utenza professionale.

In particolare trovo veramente inutile, pesante e poco pratica la funzionalità “cover view” abbinata al finder. Intendiamoci, scenicamente sicuramente ha il suo fascino, ma per qualcuno che col computer ci deve lavorare, una visione ad elenco, a colonne o ad icone può essere immensamente più utile e versatile per trovare “a colpo d’occhio”.

Non ho apprezzato nemmeno l’immensa opera di “iTunizzazione” del sistema, ma forse questa è solo una questione di abitudine, chi lo sa. So solo che mio padre che è un utente Mac sin dagli albori del primissimo Macintosh oggi si mette le mani nei capelli all’idea che ancora una volta qualcosa possa cambiare l’interfaccia utente a cui lui si è abituato negli anni. Non lo so, purtroppo più apple sviluppa OS X, più quest’ultimo diventa graficamente “pacchiano“, attirando verso di sè i ragazzini ma frustrando spesso i professionisti che hanno sempre più l’impressione di trovarsi di fronte ad un giocattolo. Questo è sicuramente il giudizio di un utente gnome, che mette l’usabilità e la semplicità al primo posto nella “scala dei valori” di un’interfaccia utente, ma non credo che il mio giudizio sia errato. Credo che apple debba ritrovare un po’ della sua semplicità e pulizia perchè il troppo… è troppo e rischia di appesantire l’esperienza globale dell’uso di un sistema operativo. In definitiva, nella sostanza, non ho trovato in Leopard nulla di veramente innovativo anche se lo ripeto, le caratteristiche principali di questo sistema non stanno nella grafica ma nelle nuove funzionalità che descriverò in un altro articolo. L’interfaccia di leopard non ha fatto sostanziali passi in avanti da Tiger, rischiando addirittura di diventare un po’ troppo pacchiano. Da apple francamente mi aspettavo di più.

Nella prossima puntata di “E alla fine arriva Leopard” discuterò un po’ più approfonditamente le nuove funzioni di questa edizione di Mac OS X, in particolare di tre funzioni particolarmente interessanti: Time Machine, Boot Camp e 64.

Stay tuned!


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giugno 12th, 2007 @ 03:33 PM • Classificato in IMHO, NEWS • Tags: , , , commenti [13]

13 commenti

FreedreamerNo Gravatar said,

Commento • giugno 12, 2007 @ 5:32 pm

vorrei proprio provarlo…la dock così anche su "rubata " mi piace!

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NetjackNo Gravatar said,

Commento • giugno 13, 2007 @ 12:30 am

 

In particolare trovo veramente inutile, pesante e poco pratica la funzionalità "cover view" abbinata al finder. Intendiamoci, scenicamente sicuramente ha il suo fascino, ma per qualcuno che col computer ci deve lavorare, una visione ad elenco, a colonne o ad icone può essere immensamente più utile e versatile per trovare "a colpo d’occhio".

 

Neffa immagino tu non abbia provato leopard e quindi faccio fatica a capire come tu possa esprimere pareri come questo senza avere sotto mano il materiale. Detto cio’ ti consiglio di dare un’ occhiata alle iconcine in alto al centro sinstra circa della finestra nello screenshot riguardante il finder, come puoi notare quei 4 pulsanti servono appunto ad avere diversi modi di visualizzazione (se non sbaglio icone,elenco,cartelle,coverflow) che rendono piu’ pratico e personalizzabile lo "sfogliare" i propri dati proprio come vuoi tu.ciao buon lavoro e stai attento ;-) p.s.non volevo essere polemico (sai di questi tempi e’ meglio sempre specificare :-) )

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NeffNo Gravatar said,

Commento • giugno 13, 2007 @ 10:49 am

@Netjack

Grazie per il commento ;)
In effetti io non ho provato Leopard ma sono stato a lungo (prima di passare a ubuntu ovviamente) un utilizzatore di iTunes, quindi conosco cover view. Il motivo per cui affermo che secondo me è scomodo è perchè cover view è pensato per "sfogliare" delle immagini, come possono essere delle copertine di album, appunto. Ora mettiti nei panni di una persona che in una cartella tiene 250 articoli su documento di testo o 20 fogli di calcolo. Per questo genere di files, cover view richiederebbe troppo tempo per "sfogliarli" tutti fino a trovare quello che nell’immagine assomiglia al file che stiamo cercando. In questo genere di casi, avere una vista di insieme sui files è molto più comodo che sfogliarli uno a uno. Questa critica non è solo per cover view ovviamente ma si applica a tutte quelle interfacce che cercano di rendere più simile ad oggetti reali i "normali" files nel computer. Nella realtà, infatti se avessimo una cartella fisica contenente 300 e passa files, ci metteremmo assai di più a sfogliarli prima di trovare quello che stiamo cercando. Il computer in questo senso, razionalizzando ed usando simboli ed icone aiuta ad organizzarci mettendoci nella condizione di trovare più facilmente quel che stiamo cercando. Cover view quindi non è utile a questo, semmai ad aiutare parecchio è spotlight integrato in ogni finestra, che facilita il ritrovamento del file che stiamo cercando.

Per quanto riguarda i 4 pulsanti di navigazione tra i files: non sono una novità per cui non ne ho parlato. La novità sta nell’aver aggiunto cover view a queste visualizzazioni e il valore che per me ha quest’aggiunta è veramente di natura prettamente estetica. Cover View non renderà più semplice la fruizione dei contenuti ma nel migliore dei casi la renderà solo più bella. Sono novità che lasciano il tempo che trovano, in definitiva la vista a colonne, ad elenco o ad icone è immensamente più utile e cover view finirà per stancare alla lunga.

Spero di aver risposto alle tue critiche e non ti preoccupare, se vuoi fare polemica fai pure ;) , sono qui per discutere con voi altrimenti non avrei creato un blog ti pare? :D

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MetalShoNo Gravatar said,

Commento • giugno 13, 2007 @ 1:52 pm

“Cover View non renderà più semplice la fruizione dei contenuti ma nel migliore dei casi la renderà solo più bella”

Secondo me ti sbagli alla grande.

Se hai visto la presentazione, avrai anche notato che CoverFlow grazie a QuickLook permette di visionare il file senza nemmeno aprirlo, e questa è una cosa che proprio non riesco a capire come fai a definirla “prettamente estetica”.

Se ci aggiungi che grazie a Spotlight su 200 file di una cartella, puoi fare una certina di pochi elementi, ti puoi immaginare quanto tutto questo sia usabile.

Per esempio, metti conto che hai una cartella piena di file di testo e il documento che stai cercando contiene la parola “leopard”. Fino ad adesso grazie a spotlight potevi trovarti solo la lista dei file interessati,ma se non sai quale dei tanti è quello che ti serve, sei cotretto ad aprirne uno ad uno (avviando anche l’applicazione dedicata, quindi magari Word, Anteprima ecc) fino a trovare quello giusto

Adesso grazie al nuovo Finder ti basterà dare una sfogliata veloce, senza aprire nessun’ altra applicazione.

E questo lo definisci solo un eye-candy?

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MetalShoNo Gravatar said,

Commento • giugno 13, 2007 @ 2:15 pm

” puoi fare una certina di pochi elementi”

*cernita

Sto sotto Windows e non ho il correttore automatico :-P

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XanderNo Gravatar said,

Commento • giugno 13, 2007 @ 7:11 pm

@ Metalsho:-Solaris è un OS serio.-le copie di cui parli si riferiscono a concetti più o meno basilari di una GUI (tant’è che Linux non usa Dock, di default, tralasciando E17..), per cui risulta difficile parlare di copia. Oltretutto Apple ha certi brevetti sull’interfaccia che suonano un po’ ridicoli (opinione personale..).-Il problema non è se Apple trae ispirazione da GUI altrui (però non dovrebbe lamentarsi se qualcuno copia la sua..ed invece vai di brevetti!), ma se fa orecchie da mercante spacciando per sua un’idea altrui. Oltretutto ciò che più fa inc#zzare non è tanto l’uniformarsi degli stili, quanto la presunta superiorità e innovazione che molti adepti sbandierano, senza neanche conoscere i fatti.-Come la penso sull’attuale Leopard lo sai. Non mi frega se la mensola era di Sun, mi frega che il tutto sia usabile, e soprattutto che le innovazioni siano per tutti, non per 4 rintronati seguaci di una religione che manco esiste (escludo i tanti utenti Apple con cervello e spirito critico).

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NetjackNo Gravatar said,

Commento • giugno 14, 2007 @ 12:00 am

@Neff

Ora mettiti nei panni di una persona che in una cartella tiene 250
articoli su documento di testo o 20 fogli di calcolo. Per questo genere
di files, cover view richiederebbe troppo tempo per "sfogliarli" tutti
fino a trovare quello che nell’immagine assomiglia al file che stiamo
cercando. In questo genere di casi, avere una vista di insieme sui
files è molto più comodo che sfogliarli uno a uno

Ma infatti io non ho detto che cover view e’ meglio, ho detto che se uno vuole puo’ benissimo sfogliare i file attraverso altri tipi di visualizzazione e questo e’ permesso grazie ai quattro tasti a cui mi riferivo nel mio precedente post e quindi non capivo il perche’ della tua critica riguardo "cover view". Grazie al desing dell’ interfaccia di leopard puoi benissimo scegliere quale metodo di visualizzazione avere e "cover view" si aggiungie a quelli standard gia’ esistenti dando un nuovo metodo che puo’ essere piu’ utile in determinati casi (vedi l’ esempio portato da MetalSho.tu dici:

 ma per qualcuno che col computer ci deve lavorare, una visione ad
elenco, a colonne o ad icone può essere immensamente più utile e
versatile per trovare "a colpo d’occhio".

e io dico: qual’ e’ il problema? la vista ad elenco o icone mica e’ stata rimossa anzi, ed oltre a quelle ne e’ stata aggiunta un’ ulteriore completamente diversa ( cover view appunto), di conseguenza non capisco la tua critica, se non vuoi utilizzare cover view puoi benissimo farne a meno.

Per quanto riguarda i 4 pulsanti di navigazione tra i files: non sono una novità per cui non ne ho parlato.

non sono novita’ ma rispondono alla tua critica.Da quanto avevo capito dal tuo post sembrava tu criticassi apple perche’ non permetteva di avere visualizzazioni ad elenco o ad icone e aveva messo a disposizione solamente questa scomoda cover view, dopo il tuo commento ho capito che a te non piace cover view e che non la vorresti e basta, perche’ secondo te solo eye candy, beh se anche cosi’ fosse  sinceramente non vedo dove sia il problema, l’ importatne e’ che non vengano eliminate features inutili non certo che ne vengano aggiunte altre che secondo me sono potenzialmente molto interessanti.Scusa per la lunghezza del commentociao ciao

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NeffNo Gravatar said,

Commento • giugno 14, 2007 @ 2:55 am

@Netjack

Evidentemente devo essermi spiegato male: in questo posto ho voluto parlare delle "Novità" di Leopard. Ora, mentre la vista a colonne, la vista ad elenco e la vista ad icone non sono novità dato che esistono dalla prima versione di OSX, ho parlato della nuova visualizzazione "cover view".Quindi l’elemento di novità in questa faccenda è cover view. Quel che ho fatto è stato mettere in dubbio che Cover View servisse effettivamente a qualcosa a parte far godere l’occhio.

Il resto sono opinioni mie, può darsi benissimo che mi sbagli, non ho ricevuto nessunissima illuminazione "divina", si tratta solo di un mio personalissimo giudizio. Come ho detto il motivo principale per cui sono così critico nei confronti di Apple è che da loro mi sarei aspettato qualcosa di più che un Cover view, tutto qui…Grazie ancora per il commento ;)

@MetalSho

Ho visto la presentazione ma per valutare effettivamente la bontà della "doppia anteprima" (cover view + quick look) bisognerebbe valutare la velocità di generazione delle immagini d’anteprima. Probabilmente questo è un aspetto che andrà giudicato dopo averci messo sopra le mani… per il momento continuo a dire che da Leopard mi sarei aspettato qualcosa di più rivoluzionario che un sistema migliore di anteprime… non uccidetemi! ;)
La verità è che forse da quando uso Linux mi impressiono di meno di una volta di fronte alle novità… con linux praticamente ci sono novità ogni giorno.
Forse mi aspettavo qualcosa dall’impatto di Compiz e Beryl e invece mi sono ritrovato con un cover view visto e stravisto in itunes e un nuovo sistema di anteprime….

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andreaNo Gravatar said,

Commento • giugno 14, 2007 @ 3:32 pm

Ciao ragazzi, io sono un utente mac linux freeBSD, ho un’esperienza aziendale di sviluppo sofware di diversi anni ed un’esperienza “artistica” (in qualità di direttore artistico di una compagnia di teatrodanza) di altrettanti anni (vedi sito). Presentazione un po’ pomposa, ma necessaria per spiegare meglio il mio punto di vista. Trovo leggermente (senza offesa) superficiali, alcuni commenti sull’estetica di Leopard. Quello di cui dobbiamo tenere conto, a mio parere, è che l’utenza finale (parlo della nonnina) di un mac, non ragiona come uno sviluppatore. Immaginate il tavolino della sala di una persona qualunque: spesso un concetto di ordine diffuso, sarà quello di impilare gli oggetti, per dare un’idea di ordine e poi magari metterli a posto in un secondo tempo, e questi sono gli stack di leopard, che io trovo assolutamente geniali. La gente comune raramente organizza le cose a livello di tipologia (tutti i documenti da una parte, tutte le presentazioni da un’altra, tutti i video da un’altra ancora), ma facilmente lavora ad argomenti: nella vita reale quando si prepara una cartella (che ne so di un cliente, o simili) si assemblano documenti molto diversi riguardanti la stessa persona, e spesso per cercarli si guardano: esattamente quello che fa cover view. Potrei continuare con infiniti esempi (prolisso di natura), ma quello che tendo a sottolineare è che il “miracolo” di Apple è quello di creare un S.O. che ragioni come una persona, e non costringere una persona a ragionare come il suo computer.
E questo, specifico, non toglie niente alle esigenze di un mega-super sviluppatore, che può serenamente configurarsi un sistema minimalista (con sfondi blu e visioni a colonna dei files ;-) ), che vesta le sue esigenze. Leopard è sempre di più l’uno e l’altro.
Un saluto e spero nessuno si sia offeso!!!

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NeffNo Gravatar said,

Commento • giugno 14, 2007 @ 6:45 pm

@Andrea

Ci mancherebbe altro che mi offendessi :)

Io discutevo soprattutto il fatto che le grandi novità di leopard, per quanto riguarda l’interfaccia utente si intende, si limitano in realtà a piccole modifiche sostanzialmente inutili se non un po’ più carine da vedersi.

Io studio e lavoro nell’ambito della comunicazione e quindi credo di
sapere di cosa sto parlando quando mi riferisco all’usabilità.

Per l’utente alle prime armi, nel caso da te citato la "nonnina", il continuare ad aggiungere elementi e a cambiare i termini e le metafore non aiuta di certo: mi spiego:

La nonnina di cui parli difficilmente userà gli stack, prima di tutto perchè escono dalla metafora tipica del mac e delle interfacce grafiche di oggi, basate sul concetto di scrivania virtuale. La vecchietta preferirebbe a mio parere mettere le cose sul desktop proprio perchè la scrivania è un ripiano su cui appoggiare le cose, lo stack non è altro che una cartella posizionata sul dock, solo che si chiama in modo diverso. Pertanto, si crea il bisogno di  spiegare alla vecchietta che quella cosa li è la stessa cosa di una cartella, solo che è messa sul dock, che tra l’altro modifica esso stesso il concetto di "scrivania virtuale" introducendo un elemento che con la scrivania centra poco. In ogni caso, volendo semplificare la faccenda potremmo descrivere il dock come una "mensola" su cui si possono appoggiare diversi oggetti (tra l’altro in questo la nuova "forma" del dock aiuta molto). Quindi semmai introdurre un elemento nuovo, al dilà di come questo si comporti, significa complicare le cose, non semplificarle.

Credimi, per quanto sia banale, per un utente qualsiasi aprire una cartella posizionata sulla scrivania è più semplice che capire che si può avere una cartella chiamata stack sul dock e che ti fa vedere le cose in un modo diverso, srotolandosi al clic del mouse. Come vedi la metafora è  compromessa: non c’è nessuna logica dietro lo "srotolamento" di una cartella.
Bisogna fare attenzione a non banalizzare la questione della metafora. È stata la forza del mac per tanti anni: non c’era nemmeno bisogno di spiegarle le cose. Una cartella è un contenitore, quindi se capisci come aprirla saprai che dentro questo conteniore potrai trovarci delle cose… guarda caso queste cose vengono raffigurate con delle icone rassomiglianti a "foglietti", quindi nella cartella ci sono i fogli… cosa c’è di più semplice?

Lo stack è un concetto diverso, studiato per altri motivi, non certo per rendere più facile la vita alla vecchietta. Infatti Jobs nella sua presentazione ha descritto gli stack come ad una feature per "ordinare" meglio il desktop, per evitare che si ammassino tutte le cose sulla scrivania.
Questo è sicuramente un discorso logico e pratico per uno che il computer lo sa già usare. Si è assunto che ormai tutti sappiano cos’è un dock e che la vecchietta di turno non farà poi tanta fatica ad imparare questo nuovo concetto. Si può fare, è una scelta di strategia pensata per facilitare il compito a chi il computer lo usa molto e lo usa per lavorare.

Anche lo slogan scelto per presentare il nuovo desktop di Leopard (Desktop: a neat place to work) descrive questa filosofia. Un desktop più pulito su cui lavorare. Notasi che lo slogan non è più come quello del primo mac "all you need to know is how to click" (tutto quel che devi sapere è come cliccare). Ora assumendo che dunque l’obiettivo non sia quello di semplificare le cose ma di rendere il desktop più pulito per l’utenza più esperta, gli stack sono un vero elemento di innovazione? Per me no, quello che si fa con gli stack lo si poteva fare già prima mettendo una cartella sul dock, o sulla vecchia pulsantiera di OS9. L’innovazione è minima di certo non si tratta della feature del secolo. A questo punto, appurato che a livello di funzionalità gli stack non aggiungono quasi niente a ciò che si poteva già prima, il giudizio finale si può basare solo sul puro e semplice gusto estetico. C’è a chi piace e a chi no.

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andreaNo Gravatar said,

Commento • giugno 15, 2007 @ 1:25 pm

sicuramente la tua esperienza è superiore alla mia e sai sicuramente di cosa stai parlando. Io nel mio piccolo mi baso sull’esperienza diretta di persone con cui parlo di cosa vorrebbero in generale da un computer. Mi spiego meglio: la strategia del Jobs di questo periodo è (se non ho capito male) portare il maggior numero di persone al mac, mentre prima sembrava più diretto a sviluppare il massimo per chi aveva già aderito alla “filosofia” apple. La persona nuova abituata ad avere un desktop win pieno di robe e costretta a perdere più tempo a cercare che a usare (come ben sai ci sono desktop inimmaginabili :-( ), sarà a mio parere affascinata dalla possibilità di ordinare molto velocemente un marasma di oggetti! Sicuramente tutto ciò si poteva già fare, ma, come sai meglio di me, ormai si lavora sul “come” non sul “cosa”. Esempio: io seleziono tre cartelle sul desk, le trascino nel dock ed ho tre cartelle nel dock senza nome, che mi fanno allargare il dock stesso a dismisura e rimangono sul desktop (tra l’altro con un ovvia riduzione delle altre icone del dock)…Siamo proprio sicuri che sia la stessa cosa di uno stack?
Quando parlavo di “nonnina” intendevo più che altro una persona scevra di qualunque precedente esperienza informatica (neanche win), che deve approcciare a qualcosa di nuovo e non modificare una precedente esperienza. A parte che in Italia le nonnine di questo tipo sono molto giovani, in quanto secondo recente statistica chi usa realmente un computer è veramente un numero esiguo di persone, credo che anche nel caso di passaggio da win, come ho detto prima, l’esperienza non possa che essere piacevole.
Riassumendo questo confuso commento: penso che le innovazioni, che sembrano piccole o forse inutili, per un utente mac “vissuto”, incontreranno sicuramente molti favori tra neoutenti di computer in generale e utenti win, che vogliono fare il passaggio.
A questo punto la strategia orientata all’ordine, mi sembra eccellente, io per primo l’appoggio per la mia grande tendenza al disordine: un ordine che, come ho già detto, non costringe a seguire la macchina, ma che trovo più umano.
PS il discorso sul cover del finder l’hai condiviso o non l’hai obiettato per questioni di spazio/tempo :-)

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NeffNo Gravatar said,

Commento • giugno 15, 2007 @ 2:56 pm

@AndreaGrazie per la tua risposta, fa piacere scambiare quattro chiacchiere su queste cose ogni tanto ;) .Il neo utente secondo me pensa prima di tutto a "saper usare" o a "saper come fare per" o a saper "cosa rispondere a quella dannata domanda nel dialog box". Come ordinare in modo strategico le cose è una preoccupazione di chi solitamente usa molto il computer e si ritrova in mezzora di lavoro la scrivania piena di cose. Quella dello Stack è quindi un’utility pensata soprattutto per un pubblico non neofita, che scarica mille cose da internet, che salva documenti a destra e a sinistra e non avendo tempo o voglia di classificare tutto man mano che lavora.Tra questi utenti c’è, ad esempio, mio padre che di professione è grafico. Sai come usa mio padre il dock? Lo tiene a lato dello schermo a dimensione minuscola (lo ingombrano le animazioni, le minchiatine che saltellano, tutti gli elementi che lo distraggono dal lavoro puro e semplice). Ora, se mio padre che per realizzare un documento complesso in In Design o Quark Xpress mettesse tutte gli elementi in uno stack, gli si srotolerebbero fuori centinaia di files, quindi il problema non è l’obiettivo finale (ovvero quello di ripulire i desktop ed aiutare ad organizzare il proprio spazio) ma semmai nella soluzione scelta per questo.Come probabilmente saprai sul fronte linux chi sta lavorando a progetti come FUSE, Tracker ecc, sta cercando la VERA soluzione a questo problema, ovvero la creazione di un "Desktop semantico" dove i files vengono classificati dinamicamente in base all’argomento e non in base – ad esempio – al tipo di file. Pensa che bello avere delle "finte cartelle" dinamiche, riguardanti un progetto. Ovnunque nell’hard disk lui trova un documento che riguarda quel progetto li, te lo classifica e te lo mette in ordine automaticamente (di fatto te lo mostra in una "finta cartella" che si aggiorna automaticamente. Un elemento come questo aiuterebbe davvero le persone ad organizzarsi, perchè di fatto lo farebbe il computer stesso. Lo stack non è la soluzione del problema, dato che sarai sempre tu, o la nonnina, o mio padre, che devono aggiungervi elementi. Detto questo non voglio condurre una crociata contro gli stack che magari poi – quando avrò effettivamente l’opportunità di provarli con mano – si riveleranno una figata. Io ero solo un po’ deluso dal fatto che Apple avesse mirato così in basso in un’epoca in cui sorgono Desktop 3D e di desktop semantici. I cambiamenti apportati da apple al proprio ottimo desktop sono marginali, non hanno nulla di veramente innovativo, si tratta di una piccola e/in voluzione, non di un progetto coraggioso orientato al futuro. Una volta apple era famosa per le sue innovazioni, per il suo sguardo "visionario" sul mondo, e le tecnologie create erano anni in avanti rispetto alla concorrenza. Oggi purtroppo le innovazioni di apple sono più a breve termine e gli innovatori di questi anni non sono più i visionari di apple, ma quelli del mondo dell’Open Source, come David Raveman, il creatore di Compiz, che dietro al suo Desktop 3D sta riprogettando il modo in cui in futuro penseremo all’interfaccia di un computer.

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valespaceNo Gravatar said,

Commento • gennaio 6, 2008 @ 1:04 am

Io sono Macuser dal 10.3.9 Panther, ma sbavavo alla visione del mac quando c’era 10.1 Puma e devo dire che l’unica cosa che rimpiango è l’interfaccia di Puma con le sue righettine bianche e grigie, con i suoi pulsanti Blu vetro, tutto così lucido e splendente che mi aveva e tutt’ora mi affascina.
In parole povere voglio dire che Tiger è stato uno splendido OS, anzi direi il migliore, ma Leopard non è assolutamente da meno, e molte features le si trovano usandolo il Mac, non sono lì davanti che ti chiamano, ma usandolo si scopre che ci sono e sono molto utili. Anche il sistema di ricerca delle parole in safari (tanto per fare un banale esempio) è stupendo. Ma devo dire che (ad esclusione del nuovo dock) il look di Leopard non mi vuole proprio piacere, aaaaaaaaa quando adoravo il vecchio stile aqua. Magari sì poteva cambiare il look “metallico” delle finestre, ma non renderlo così “piatto”, piuttosto che adattare tutto ad iTunes, avrei preferito il contrario, magari cambiando stile da Tiger ma non così piatto, mi sembra di tornare a Windows, per carità, nooooooooooo.
Ti prego Steve, continua così che vai bene, ma non abbandonare il tuo stile che andava già bene! Gli utenti windows lasciali nel loro cess… ehm mondo non seguirli per una questione commerciale!

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