Episode I – the Vista menace

Nel corso del 2005 i numeri degli utenti Linux è andato gradualmente crescendo. Se prima del 2005, infatti, Linux era considerato un valido sistema operativo per server, tra 2004 e 2005 le numerose comunità di sviluppo linux sembrano aver concentrato molta della loro energia nel cercare di rendere Linux passo dopo passo un valido sostituto di windows a livello desktop. La focalizzazione degli sforzi degli sviluppatori correlato all’importante rilascio di applicazioni desktop (come il mitico OpenOffice.org 2.0, firefox, amarok, autopackage, KDE 3.5 e GNOME 2.15.1) e alla standardizzazione dei formati, ha quindi notevolmente cambiato l’ambiente all’interno del quale Linux muoveva i suoi timidi passi qualche anno fa. Ciò che per molti era rimasto un sogno si sta gradualmente realizzando e compagnie come Novell, che all’inizio del 2004 decisero di puntare su Linux acquistando Ximian e SuSE, sono oggi leader del mercato di Linux, rilasciano gratuitamente una versione del loro sistema operativo per la comunità che li aiuta nello sviluppo e stanno gradualmente contribuendo ad abbattere ogni limite (anche psicologico) che fino ad oggi aveva impedito al sistema operativo open source per eccellenza di affermarsi come una valida alternativa a Windows.

In questo generale, entusiastico contesto che vede Linux fiorire e crescere di giorno in giorno, microsoft si inserisce come uno stakeholder inizialmente passivo, indifferente per poi trasformarsi nel più accerrimo nemico dell’opensource scatenando battaglie (dis)informative, difendendo anche davanti all’evidenza di tutti la superiorità del sistema operativo di propria concezione e producendo discutibilissime versioni ridotte del suo sistema operativo nei paesi poveri o in via di sviluppo. Ciononostante molti tra gli ex clienti di microsoft hanno deciso di passare a Linux e la propaganda di microsoft sembra non aver convinto appieno molti tra i nuovi utenti di computer.

È in questo contesto che Windows Vista si appresta ad essere lanciato sul mercato. Un filo di diffidenza serpeggia nell’aria: nel 2002, all’uscita di windows xp, infatti, le alternative reali a Windows non erano poi moltissime. Oggi passare a Linux, invece, è molto più facile e non solo perchè oggi Linux possiede tutto ciò di cui si può aver bisogno per un utilizzo generico di un computer, ma anche perchè nel caso non dovessimo trovare proprio tutto, sarebbe comunque possibile installare windows in partizione e usare il computer in modalità dual boot (scelta di uno dei due sistemi operativi in fase d’avvio del computer).
Secondo quanto dichiarato dalla famosa Webzine The Register microsoft starebbe oggi implementando una soluzione per vietare il dual boot vista-linux, in modo da colpire sensibilmente i newbies di Linux ovvero i nuovissimi pionieri del sistema libero, che ancora legati al mondo windows si accingono a entrare gradualmente nel mondo del pinguino. Quale sarà l’impatto reale di una decisione come questa? Le opzioni sono 2: o windows perderà definitivamente il monopolio, spingendo molti utenti a rimanere su Windows XP per il maggior tempo possibile per poi switchare completamente a Linux, oppure Linux avrà nuove gatte da pelare per facilitare il passaggio degli utilizzatori da windows a linux.

Certo è che il dual boot è in definitiva una non soluzione per quanto riguarda la compatibilità. Il vero fronte che mira ad abbattere questo ostacolo cruciale si sta combattendo oggi sul fronte degli standard e sul fronte dell’emulazione delle api di windows. Proprio grazie a progetti come Wine (Wine is not an Emulator), molte killer application del sistema di Redmond sono oggi eseguibili anche sotto linux senza riduzione nelle prestazioni del sistema operativo.

Ma la guerra ha appena iniziato a scaldarsi, ci aspettano mesi di fuoco!


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aprile 28th, 2006 @ 08:44 AM • Classificato in IMHO, NEWS • Tags: , Nessun commento

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