Feisty proprietaria, mossa pericolosa per ubuntu

Ormai è deciso. La prossima versione di ubuntu prevista per aprile 2007 e battezzata “Feisty Fawn” (cerbiatto eccitato) conterrà driver proprietari.
Una scelta quest’ultima certamente sofferta ed assai controversa che rischia di scatenare reazioni abbastanza violente da parte dei fan, che avevano finora visto in ubuntu un progetto lungimirante e rispettoso dello spirito del free software. L’inclusione dei driver proprietari nasce dall’esigenza di facilitare l’abilitazione sulla distribuzione sudafricana più amata del mondo degli effetti composite che stanno rendendo famoso e attrattivo linux a molti utenti windows.
Certo, forse il santo vale la candela, ma la questione è assai delicata e trovo che sia stata dibattuta decisamente troppo poco prima di arrivare ad una vera decisione. In particolare, trovo che il sistema di installazione per cui la comunità ha optato non spieghi veramente perchè il driver proprietario È IL MALE.
In sostanza, infatti, gli sviluppatori di ubuntu contano di inserire in fase di installazione un avviso generico che informa l’utente che i driver che stanno per essere installati sono proprietari e non potranno quindi godere del supporto di Canonical. In questo modo si evità però di dire tutta la verità, ovvero che l’azienda produttrice di quel driver ha rifiutato di dare il suo appoggio alla comunità opensource e pertanto è al momento possibile installare unicamente i driver chiusi della casa produttrice. Ciò che manca inoltre è l’effettiva possibilità di poter scegliere se installare o no i suddetti driver proprietari. Anche se i driver opensource non sono ancora performanti al 100% uno potrebbe benissimo essere d’accordo di rinunciare a Compiz e continuare ad utilizzare una distribuzione completamente free… perchè vietare questa possibilità?
Spero che qualcuno faccia cambiare idea alla developer community di ubuntu. Di certo l’inclusione di driver proprietari faciliterà l’installazione del sistema composite di linux, ma allo stesso tempo allontanerà per sempre ubuntu dalla cerchia delle distro 100% compliant con il disegno del free software, siamo davvero pronti a correre questo rischio? Lo dico e lo ribadisco:

Ricordate: RMS ha sempre fottutamente ragione :)


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novembre 27th, 2006 @ 11:54 PM • Classificato in IMHO, NEWS • Tags: , , , commenti [17]

17 commenti

ZulinNo Gravatar said,

Commento • novembre 28, 2006 @ 10:28 am

Ebbasta…..
insomma, la vogliamo piantare?
“il driver proprietario È IL MALE”: ma che cavolo significa??
perchè è il MALE????
Linux non deve “essere per forza tutto libero”!!!
deve “essere il miglior sistema operativo”!!!!
Non posso credere sul serio che si voglia che una distribuzione (finanziata da un privato, beninciso) non si debba vestire a festa e offire (obbiettivamente) una buona interfaccia ai propri utenti semplicemente perchè “quelli di ati si sono voluti tenere i sorgenti per loro”… ma finiamola….
Se linux cresce, bene, anzi benissimo…
Se xgl aiuterà a far migrare utenti: ALLELUJA, AVE A XGL;
Se per farlo andare bisogna installare un MALVAGIO software propietario: AMEN, è lo scotto da pagare..

eppoi:
“rischia di scatenare reazioni abbastanza violente”

Rispondi

AraelNo Gravatar said,

Commento • novembre 28, 2006 @ 10:56 am

Zulin, non capisci perchè è il male?

Non capisci perchè dovrebbe rimanere libero?

Allora non capisci la base etica del mondo del codice aperto. GNU/Linux non è solo un sistema operativo da diffondere anche vendendosi l’anima.

Il valore che sta alla base di GNU/Linux è quello che lo ha fatto crescere. Persone che hanno creduto in questo movimento hanno sviluppato e migliorato il codice per renderlo quello che è.

Senza questa spinta emotiva il nostro sistema che cosa sarebbe? Io credo solo un piccolo progettino con qualche ostinato sviluppatore.

Io non considero il software proprietario male. Chi lo desidera può farlo girare mi basta che non invadano il nostro di mondo.

Se non capisci perchè in questo stesso blog troverai il tributo a Stallman.

Prova a leggere, magari capirai la gente che ci crede e che da quelli che se ne sbattono dell’etica vengono definiti talebani.

Noi non obblighiamo nessuno. Non siamo talebani. Crediamo che GNU/Linux sia una via che può rendere migliore il mondo, perché insegna che la cultura è libera e non chiusa come un driver proprietario, perché insegna che la collaborazione ci permette di migliorare noi stessi imparando e migliorare il sistema lavorandoci, sempre insieme.

Just my 2 cents.

Rispondi

ZulinNo Gravatar said,

Commento • novembre 28, 2006 @ 12:29 pm

Guisto, parole sante.
Capisco perfettamente la _sacra_ condizione del software libero; la ritengo una condizione NECESSARIA per una evoluzione “rapida”, “pulita” e “efficace” dell’informatica.

Quello che non capisco è perchè mai si deve considerare “sporca” una distribuzione che ha deciso di essere competitiva..

Io credo FORTEMENTE nel movimento Opensource.
Ma non tanto da sforare nel fanatismo.

Tu dici “Noi non obblighiamo nessuno. Non siamo talebani.”.
nell’attimo in cui distingui tra “noi” e “gli altri” diventi un fondamentalista di linux…

tu dici “la collaborazione ci permette di migliorare noi stessi”:
santissime parole; ma non puoi _escludere_a_priori_ chi non vuole collaborale.

La comunità ha creato XGL, lo supporta, lo fa crescere. BENE!
per farlo fuznionare sono necessari dei driver che la comunità (per mille disperate ragioni) fatica a migliorare.

Un produttore di driver “non capisce” quale vantaggio rifiuta non volendo distribuire i drivers in GPL?? pazienza, fatti suoi, un giorno la comunità sarà abbastanza matura e capirà come migliorare “passando per la via lunga” i drivers.
ma fino ad allora non ci possiamo permettere di “perdere strada” tentando di inseguire una ideologia (che alla lunga, sono sicuro, sarà vincente).

Rispondi

assenteNo Gravatar said,

Commento • novembre 28, 2006 @ 12:50 pm

Non sono un fanatico di RMS, ma credo che ubuntu dovrebbe lasciare la possibilità di non installare driver proprietari.

Allo stesso tempo se Linux non si buttasse sul 3D perderebbe un mucchio di potenziali utenti Windows, dubbiosi al passaggio a Windows Vista.

Certo il 3D vincola, spero temporaneamente, ai driver proprietari, ma secondo me è a fin di bene; se in futuro AMD+ATI rilasceranno come OS i propri driver i fan di GNU/Linux avrebbero un motivo in più per passare ad AMD.
Bisogna anche dire che si tratta di OPENGL quindi implementazione di uno standard e non l’adozione di una libreria proprietaria qualsiasi

Rispondi

AraelNo Gravatar said,

Commento • novembre 28, 2006 @ 2:32 pm

Zulin, io credo fermamente che le ideologie separino le persone. La storia ce lo ha dimostrato troppe volte e benchè di questo io non possa fare un’assioma non credo che sia una verità che verrà mai smentita.

È chiaro però anche che le persone contribuiscono al mondo dall’alto dei loro ideali e di quello che reputano giusto. Cosi Stallman ha creato il progetto GNU con un’ideale e una visione.

Io credo che il proposito della GPL è chiaro e se lo si comprende bene si può facilmente capire come il compromesso in questo caso non abbia molto senso.

Tu mi parli del lungo andare. A lungo andare è una filosofia vincente. Ma come potrà essere vincente se viene messa da parte.

Quando parlo di noi e di loro intendo quelli che abbracciano la filosofia di Stallman e quelli che non l’abbracciano. Credi che ci possano essere delle vie di mezzo che abbiano senso? Grazie a talebani come Stallman oggi GNU/Linux è quello che è. Grazie allo stesso ideale molti hanno sviluppato e dedicato il loro tempo a migliorie. Mi scuso per la ripetizione ma ci tengo a sottolinearlo.

Sto parlando di coerenza e sopratutto rispetto. Se usi GNU nella tua distribuzione, che non è una piccola parte di una distro, e ci fai pure dei solidi perlomeno abbi l’accortezza di non infrangere l’accordo che hai stipulato.

Ma credete davvero che includere i driver proprietari nella distribuzione non violi la GPL?

E se è cosi come spieghiamo Kororaa?

Anche violando la GPL in barba alla FSF una volta che questa pratica verrà adottata anche da altre distribuzioni che ne sarà del movimento FOSS?

Chi si sognerà a rilasciare driver aperti se quelli chiusi verranno integrate nelle distribuzioni?

Rispondi

StefanoNo Gravatar said,

Commento • novembre 28, 2006 @ 3:21 pm

Oh ma bene!… Le persone che rappresentano e portano avanti ideali in cui credo fermamente, parlano di forzare, imporre, spingere alla purezza del software libero piuttosto che a convincere. E questa me la chiamate coerenza?
Il fine giustifica i mezzi ma solo se ad affermare questo e’ Stallman con i suoi “puri” sostenitori. Quindi scomunicare chi include i driver proprietari additandoli come “MALE” e imponendo quindi una visione ben precisa (un po arrogante imho) dell’ideale del software libero e’ perfettamente lecito, mentre un piccolo compromesso per garantire la diffusione di un sistema operativo veicolo di tale ideali invece non e’ considerato un mezzo appropriato per un nobile fine.
E’ tutto da dimostrare il fatto che i produttori di driver non sono stimolati ad aprire il loro codice perche’ tanto verranno comunque distribuiti nelle distro. Distribuiti o meno, difficilmente potranno aprire i loro attuali driver a causa di ben altre magagne.
Se per Stallman e i suoi sostenitori il fine (diffondere la cultura del software libero e l’idea che la conoscenza debba essere pienamente fruibile da tutti) giustifica il mezzo non proprio democratico, di scomunicare, condannare, emarginare chiunque non segua le sue linee guida, allora non vedo perche’ non debba essere valido l’altro mezzo, ovvero essere un tantino flessibili e dare la possibilita’ di utilizzare a dovere e pienamente il nostro hardware con Linux.
Questo e’ un attegiamento da chiesa… affermare che la mia morale e’ meglio della tua. L’innovatore e paladino Stallman ha appeso la sua spada al muro ed ha iniziato a costruire la sua chiesa da parecchio tempo.
Di chiesa ne abbiamo gia’ una che ha prodotto danni ingenti nel corso dei secoli… ci manca pure una chiesa pseudo-informatica… ma per favore!
Se veramente tenete a Linux e all’idea di free software, state lontani dalle chiese anche se a comandarle sono uomini che hanno segnato la storia dell’informatica come R.M. Stallman.

Rispondi

NeffNo Gravatar said,

Commento • novembre 28, 2006 @ 3:55 pm

@Stefano e Zulin

Innanzitutto grazie per aver visitato il mio blog, fa piacere poter discutere con qualcuno di temi per me importanti come questo. Il motivo per cui affermo che i driver proprietari sono il male sono presto detti. Prima di tutto voglio chiarire una cosa: anch’io sono fermamente convinto che una feature come quella del desktop 3D sia certamente qualcosa che ha un gran potenziale d’attrazione. Ora dobbiamo chiederci: cosa renderà GNU/Linux un sistema operativo coerente nei prossimi 100 anni? Cosa garantirà a Linux un’esistenza nel futuro? La quantità di utenti?

Una volta io pensavo che tutto dipendesse da questo fattore. Oggi non lo penso più. Non basta la quantità di utenti ci vuole soprattutto la condivisione di ideali per tener vivo qualcosa che non è solo un prodotto ma un progetto di società in continua evoluzione, qualcosa che è nato ancor prima che Linus Torvalds scrivesse il Kernel di questo sistema operativo che nel complesso si chiama GNU (GNU non è Unix), che tradotto nella sua essenza significa “GNU non è come i sistemi operativi (chiusi) finora esistiti”.

Il progetto GNU non è nato per avere un sistema operativo “migliore” dal profilo tecnico (anche se la condivisione e il vantaggio di non dover sempre reinventare l’acqua calda fa si che anche tecnologicamente linux tenda ad essere migliore rispetto ai sistemi operativi proprietari) ma per avere un sistema operativo eticamente sostenibile; un ambiente operativo in cui la gente potesse condividere la propria conoscenza, la propria passione, le proprie idee e sviluppare progetti appoggiandosi alla conoscenza di altri, senza restrizioni. Questa è la definizione di Software Libero come la intende Stallman ed è in questo che io credo fermamente. Tornando all’inclusione dei software proprietari in ubuntu: se affermo che i driver proprietari sono il MALE lo faccio perchè sono fermamente convinto che per guadagnare utenti nuovi e promuovere linux a breve termine si rischia di compromettere il disegno più grande, di perdere di vista il vero obiettivo che c’è dietro l’intero progetto del software libero. Linux è nato per offrire un sistema operativo libero a chi lo voleva. Se inseriamo componenti non free nel nostro sistema operativo, Linux non sarà piu libero e di riflesso finirà per non essere molto diverso dai sistemi operativi proprietari.

Ma perchè è importante questa storia della libertà? Si tratta solo di una questione di “religione”? Vorrei far notare a tutti i presenti che se oggi tutti possiamo usare un sistema operativo libero come ubuntu, è anche perchè è esistito Debian. Debian è la distribuzione più antica del panorama del software libero. E sapete perchè? Perchè Debian non nasce a fini commerciali, non nasce con l’obiettivo di diventare l’unico sistema operativo a breve termine. Debian nasce con una filosofia. Con un progetto, una visione condivisa. Quando questa visione viene a mancare, nulla rende Linux diverso da Windows, e si finisce per fare scelte come quelle prese da Novell. Quando il mercato è l’obiettivo, si preferisce perseguire la migliore soluzione nel minor tempo possibile, compromettendo però il futuro stesso dell’intero universo GNU/Linux e impedendo che la conoscenza acquisita possa diventare un patrimonio al servizio dell’umanità. Costruiremmo il nostro futuro su basi che dipendono da altri, con il rischio di dover ricostruire tutto daccapo quando  le aziende su cui ci appoggiamo falliranno o cambieranno padroni ed ideali.
Se tutte le distribuzioni decidessero di includere parti non free, in pochi anni ci troveremmo con un sistema dipendente da agenti esterni alla comunità, quindi definitivamente fuori controllo. Il futuro di linux non potrebbe essere garantito. Mantenere linux libero da parti che non possono essere controllate dalla comunità è un nostro dovere morale. Dare alle generazioni future quello che noi abbiamo avuto l’opportunità di avere è ciò che noi dovremmo impegnarci per raggiungere ed è questo lo spirito stesso della GPL, dove ogni software che riceviamo coperto da copyleft dev’essere reso disponibile agli altri con la stessa licenza. Questa è coerenza, il resto è fretta, illusione e irresponsabilità.

Queste cose le ho capite non prima di essermi guardato il video di stallman nel post citato prima da Arael. È un po’ lungo ma vale la pena di vederlo. Guardatelo, poi mi direte.

Grazie ancora per i vostri interventi

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AraelNo Gravatar said,

Commento • novembre 28, 2006 @ 4:30 pm

Stefano, rileggi bene quello che ho scritto. Non ho scritto per forzare ma piuttosto ho invitato a riflettere.

Ma non voglio continuare. A che serve se poi viene storpiato ciò che scrivo.

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StefanoNo Gravatar said,

Commento • novembre 28, 2006 @ 4:51 pm

@Neff
Ma e’ ovvio che continuare ad agevolare l’ingresso di roba non free nelle distro linux fino a rappresentare la maggioranza dei pacchetti sarebbe deleterio a lungo andare, ma realisticamente e’ un pericolo a cui si puo’ ovviare con un pizzico di consapevolezza in piu’ da parte della comunita’ che dovra’ vagliare con piu’ attenzione la situazione.
In sostanza la liberta’ di utilizzo di software non free con Linux dovrebbe essere garantita per il singolo utente in quanto in caso contrario ci ritroveremmo in un grosso controsenso ovvero difendere la liberta’ negandone i principi stessi.
L’idea di acquistare un software a sorgenti chiuso non e’ di per se un danno per il fine che tutti noi ci proponiamo, ovvero garantire la diffusione di tutta la conoscenza acquisita.
Il problema e’ piuttosto quanto potere ha la software house/azienda in questione di manipolare e determinare la fruizione della conoscenza da parte della collettivita’.
Ora un azienda come M$ ha purtroppo questo potere e la nascita di GNU/Linux e di altre alternative libere ha creato un modo di ovviare a tale pericolo.
Preso cosi’ singolarmente, il sorgente chiuso o aperto non garantisce la distribuzione e diffusione della conoscenza specie quando di conoscenza da diffondere ce ne sta poco o nulla.
Per esempio Zend vende alcuni strumenti di sviluppo per PHP a poche decine di dollari e non vedo nessun problema di negazione della conoscenza da parte di Zend nel vendere del sw chiuso per Linux, dato che dopotutto si fanno pagare solo l’integrazione di servizi e features che esistono gia’ in sw liberi come eclipse o KDevelop.
Non ci sta nessun brevetto o tecnologia nascosta dietro i prodotti di Zend… anzi… tale azienda ha dato tantissimo in termini di conoscenza alla comunita’ PHP.
Di sicuro un giorno eclipse o kdevelop supporteranno anche meglio dell’ide di Zend il PHP per cui in perfetto regime di liberta’ e concorrenza Zend dovra’ cambiare strategia oppure uscire dal mercato degli IDE PHP.
Ecco perche’ non prendo mai per oro colato quello che dice il buon Richard… lui stesso si e’ creato questo personaggio “duro e puro” per altri fini oltre a quelli nobili che noi conosciamo e non c’e’ nulla di male… non voglio mica giudicarlo… e’ libero di fare cio’ che vuole con la sua immagine.
Scomunicare il sw chiuso a 360 gradi non posso proprio farlo se veramente credo nei principi basilari della liberta’.
Altra storia e’ quando dietro i sorgenti chiusi o una tecnologia chiusa si cela un tentativo di abusare delle liberta’ e della conoscenza altrui come fanno i grossi giganti tipo M$ o SCO.
Del resto se dovessimo contare i veri sostenitori del sw free in base alla coerenza, non rimarrebbe quasi nessuno a parte RMS e pochissimi altri che non raggiungerebbero la benche’ minima visibilita’ come comunita’.
Se poi vuoi tentare di convicermi che tutti questi puristi che difendono ciecamente ogni sillaba di Stallman non hanno mai fatto un compromesso tipo utilizzare windows copiato con applicazioni copiate (spesso giochi) almeno una sola volta nella loro vita (e tuttora tanti continuano a farlo), beh… accomadati pure… 100 anni di tempo ancora te li posso dedicare ;-)

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StefanoNo Gravatar said,

Commento • novembre 28, 2006 @ 5:05 pm

@Arael
Scusami… non intendevo affermare che tu sei un fautore dell’imposizione di un ideale o di una particolare visione delle cose.
Mi riferivo piu’ precisamente all’effetto finale che ha generato e sta generando il purismo fine a se stesso di Stallman e soci.
Alla fine le sue crociate suonano piu’ come imposizione fine a se stessa che come invito a riflettere.
Io credo in questi stessi ideali, pero’ quando mi fermo a rifletterci, non arrivo alle sue stesse estreme conclusioni e non mi viene da scomunicare nessuno od imporre nulla.
Al contrario dovremmo impegnarci piu’ ad ottenere risultati utili… i driver nvidia e ati sono buoni ma chiusi? Bene… vediamo un po’ se riusciamo a risolvere il problema dalla fonte agevolando l’ingeresso sul mercato di produttori di schede video freschi con idee nuove che possano progettare GPU con tecnologie completamente aperte.
Ma nel frattempo cerchiamo di essere un po’ piu realistici e di evitare di marchiare cio’ che e’ bene e cio che e’ male con troppa facilita’.

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NeffNo Gravatar said,

Commento • novembre 28, 2006 @ 5:32 pm

@Stefano
Sono perfettamente coscente del fatto che anche il concetto di libertà sia estremamente difficile da ottenere. Si tratta, parlando in termini istituzionali, più di una visione a lungo termine che di una realtà perseguibile oggi, subito. Certo è come dici anche tu, che ci vorrebbe “un pizzico di consapevolezza in piu’”, altrimenti detto una sensibilizzazione maggiore della comunità su questi problemi. Nessuno nega che molti di noi (io stesso, ci mancherebbe) sono volenti o nolenti dipendenti da un sistema (economico, sociale, politico) che non ci permette di fare a meno di soluzioni proprietarie. Tuttavia ritengo che in parte sia compito delle distribuzioni quella di “sensibilizzare” a questo problema. Sulle prime i nuovi utenti di linux rimangono sopresi quando scoprono di non poter eseguire un mp3, di non poter sfruttare la grafica 3D ecc. È vero, molti di fronte a questa realtà mollano se ne tornano a windoze. Quelli che restano però diventano coscienti del perchè esistono queste limitazioni. Non si tratta di un’incapacità di Linux di gestire queste periferiche, ma la mancanza di alcune “fette” della torta dovute a restrizioni provenienti dall’esterno. È indubbio che sarebbe molto più comodo avere a disposizione delle tool user friendly per installare automaticamente il driver proprietario che ci manca e non sono fondamentalmente contrario a facilitare l’installazione di questi software. Ciò a cui sono contrario è l’inclusione quasi “tacita” di queste tecnologie sulle quali non possiamo avere il controllo, senza permettere all’utente di DECIDERE di poterne fare a meno. In questo modo non solo l’ostacolo “educativo” viene rimosso (dando l’impressione che non ci siano più problemi da risolvere) ma si scoraggiano le company che rilasciano parti proprietarie a rivelare le specifiche del proprio hardware, permettendo così la creazione di driver opensource. Il problema è molto complesso e pur essendo sicuramente meno ligio di Stallman nel precetto del Software Libero (anch’io ho installato i driver proprietari sulla mia ubuntu, non è un segreto) credo che in situazioni come questa, dove si prendono decisioni importanti, si debba sempre ricordarsi dei principi del software libero e limitare gli automatismi in favore di una maggiore presa di coscienza dell’utente finale rispetto alle problematiche che il software proprietario impone. Nel caso specifico di Feisty, non ho nulla contro un sistema facilitato per l’installazione di driver proprietari. Ho molto da ridire invece sulle modalità con cui si è scelto di far installare questi driver in ubuntu. Ubuntu ha sempre permesso l’installazione dei driver proprietari, ma ha sempre fornito come soluzione predefinita driver opensource, dimostrando nei fatti il suo appoggio al software libero. Una distribuzione che decide deliberatamente di installargli software non libero (negandogli in questo caso la possibilità di declinare l’offerta) pone l’utente in una condizione di “sudditismo” in cui gli si toglie la sua libertà di decidere e gli si offre un piatto già condito da una soluzione non libera che noi ci permettiamo di dargli pensando di fare il suo bene, come se il bene maggiore fosse “semplificare” rispetto al “dare libertà”.
La possibilità di scegliere è la caratteristica primaria della libertà. Installare di default un driver proprietario non è rispettoso di questa libertà anche perchè non si offre all’utente una soluzione che bene o male siamo sicuri che non nuoccia alla sua libertà. Gli si da qualcosa che lo renderà dipendente da terzi. Per questo sarebbe molto più accettabile, se proprio dobbiamo scegliere per lui, optare per un’installazione di default di software libero, lasciando poi libero l’utente, se vuole di installarsi un driver proprietario, scegliendo quindi di dipendere da terzi, qualora l’utente lo ritenesse accettabile. Si tratta di coerenza e di integrità morale. Non possiamo essere a favore del software libero e poi servire nel piatto software proprietario senza nemmeno permettere all’utente di declinare!

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StefanoNo Gravatar said,

Commento • novembre 28, 2006 @ 9:58 pm

@Neff
Mi fa piacere relaizzare che e’ piacevole e stimolante discutere di queste cose spensieratamente su tale forum.
Detto questo pero’ non riesco a vedere la gravita’ della scelta di ubuntu dato che tutti poi alla fine installiamo i driver nvidia o ati proprietari principalmente perche ci servono, non per giocare con il 3D.
Se levassero definitivamente i driver free da ubuntu allora sarebbe gravissimo come dici tu.
Chi proprio non vuole i driver nvidia proprietari puo’ disinstallarli comodamente e da pannello di controllo scegliere quelli free.
A dire il vero se fossi al posto dei developer ubuntu, metterei di default quelli free e aggiungerei un pulsante nella sezione apposita del pannello di controllo con scritto su “installa driver nvidia/ati proprietari” o qualcosa simile che con un click risolve tutto, configurazione di Xorg compresa.
In questo modo la scelta dei driver free di default darebbe un segnale piu’ forte dell’adesione a determinati principi da parte della distro, ma allo stesso tempo gli utenti avrebbero la liberta’ di installare quelli proprietari con estrema facilita’ in linea con gli obiettivi di facilita’, semplicita’, etc, etc..
Purtroppo le differenze trai due tipi di driver non riguardano solo l’utilizzo di XGL/AIGLX (che personalmente trovo divertente ma inutile).
Senza i driver proprietari (specie nvidia) praticamente tutte le schede grafiche sono pesantemente tarpate di troppe funzionalita’ e senza un accelerazione 3D decente per uso cad, o anche video games free, simulatori come celestia, etc…
Sono sicuro che dietro i driver e sopratutto il microcodice e le tecnologie delle GPU ati e nvidia, si nascondono grossi scheletri nell’armadio, tecnologie scopiazzate a destra e a manca che potrebbero essere confermate solo esaminando i sorgenti dei driver e il microcodice.
Questi idioti avrebbero tutto da guadagnare rendendo il codice aperto perche’ per un produttore di GPU e’ un costo aggiuntivo pagare sviluppatori per i driver e le utility.
Deficienti vittime della loro stessa ingordigia e fame di brevetti e copyright del piffero!
Se poco poco qualcuno riesce a proporre tecnologie migliori e aperte in questo campo, i “signori” ati e nvidia avranno le loro belle gatte da pelare.
Vediamo cosa ne pensano i developer ubuntu di questa proposta.

Rispondi

StefanoNo Gravatar said,

Commento • novembre 28, 2006 @ 10:14 pm

Spulciando tra gli innumerevoli thread, ho notato che le proposte per un equo compromesso ci sono gia.
Leggete qua e dite la vostra se vi va :-)
https://lists.ubuntu.com/archives/ubuntu-devel/2006-November/022672.html

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NeffNo Gravatar said,

Commento • novembre 28, 2006 @ 10:14 pm

@Stefano
“A dire il vero se fossi al posto dei developer ubuntu, metterei di default quelli free e aggiungerei un pulsante nella sezione apposita del pannello di controllo con scritto su “installa driver nvidia/ati proprietari” o qualcosa simile che con un click risolve tutto, configurazione di Xorg compresa.”

Ed è proprio questo il punto. Nessuno nega l’utilità di facilitare l’installazione dei driver proprietari, dal momento che spesso questi ultimi si rivelano necessari per le attività informatiche di tutti i giorni.
Ciò che si critica (e non lo faccio solo io) è l’installazione “di default” di tali driver, che a causa di una leggerezza di giudizio (da quando se ne parla sarà passata appena una settimana) possono trasformare una buona idea in una soluzione poco etica e non “educativa”. Per questo una gran parte di coloro che si oppongono a questa politica vorrebbero che ubuntu consentisse una scelta in fase di installazione, dove all’utente viene chiesto se vuole abilitare i driver proprietari oppure no. In questo modo si conserverebbe la libertà degli utenti di poter decidere, e allo stesso tempo si permetterebbe una facile installazione dei driver proprietari.

Ti ringrazio per il tuo contributo e i tuoi commenti su questo mio blog, spero che continuerai a seguirlo anche in futuro, è bello poter approfondire certe questioni con persone intelligenti. Grazie :)

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StefanoNo Gravatar said,

Commento • novembre 28, 2006 @ 10:34 pm

@Neff
Azz! abbiamo postato in contemporanea! :-)
Potro’ sembrarti il solito pragmatico moderato in merito al software libero, ma in realta’ non lo sono.
Ho solo timore che alla fine tutto cio’ che potrebbe rimanere di questo innovativo modo di concepire la conoscenza, sia soltanto una lista di buoni e cattivi, di distro sante e demoniache, di aziende buone e cattive.
Ora questo e’ un sito dove la totalita’ dei frequentatori dimostra molta pazienza nel proporre le proprie opinioni ed estrema educazione.
Ma prova ad immergerti per un po’ in un forum pubblico del progetto debian o magari anche in forum pro microsoft e ideologie affiliate e ti renderai conto che diventa sempre piu’ difficile capire chi rappresenta pienamente le nostre idee o meno poiche’ i toni usati e la tendenza a farsi un baffo della liberta’ sono simili (con le dovute proporzioni) da ambedue le parti.
Ho un po’ il timore che finisca come in politica… un giorno ti alzi contento convinto che le tue idee ora siano finite diritte diritte in parlamento, e poi realizzi invece che nessuno ti rappresenta piu’ e non sai piu’ distinguere i “buoni” dai “cattivi” perche’ alla fine sono tutti omologati.
Fosse soltanto questione di educazione all’etica del free software… in molte persone manca proprio il concetto di etica ed altri principi fondamentali ed il fatto che simpatizzino per Stallman, Linux e free software piuttosto che per Billaccio e il suo S.O., non e’ affatto confortante imho.

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NeffNo Gravatar said,

Commento • novembre 28, 2006 @ 11:34 pm

@Stefano
Capisco perfettamente quello che dici. Io mi sono sempre ritenuto un moderato su tutti i fronti. Capisco le ragioni sia dei pragmatici che degli idealisti e devo dire che sono convinto che se oggi abbiamo Linux è per merito di entrambe le correnti. Gli idealisti hanno forse contribuito alla longevità del progetto, hanno contribuito a fornire ottime distribuzione “base” su cui sono poi nate le distribuzioni più pragmatiche, spesso avventate e che di frequente non hanno superato l’anno di vita. Indubbiamente tuttavia, sono forse proprio i movimenti più “pragmatici” che hanno creato il mondo dinamico di Linux, che hanno spinto verso particolari innovazione e che anche sbagliando ci hanno dato l’opportunità di imparare dai nostri errori. Resto quindi affezionato a entrambe le correnti, pur mantenendo una critica costante quando intravvedo da entrambe le parti comportamenti sospetti o “pericolosi”.

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NeffNo Gravatar said,

Commento • novembre 29, 2006 @ 1:49 am

Anche felipe a quanto pare la pensa come me. Leggete: http://pollycoke.wordpress.com/2006/11/28/un-coro-di-no-ai-driver-proprietari-in-ubuntu/

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