Fork. Il nuovo strumento di gestione aziendale di Novell?

il nuovo strumento di sopravvivenza di Novell?

Nella lettera/petizione di Bruce Perens al CEO di Novell, si fa riferimento al passaggio di diversi progetti chiave della compagine GNU/Linux alla nuova GPLv.3, il che solleva interessanti questioni sul futuro di Novell SuSE
Per la precisione Perens afferma:

“There are serious questions regarding how Novell intends to go on with its business. Developers are jumping ship. The very software that you sell is owned by parties who are now hostile to your company. The C library, essential to run every program on your system, is the property of the Free Software Foundation, which will surely relicense that library to LGPL 3. The leading developer of that library is a Red Hat employee. It’s already been announced that GPL and LGPL 3 will contain terms that make it untenable to use while your patent agreement with Microsoft stands.”Traduzione: “ci sono questioni serie riguardanti le modalità con cui Novell intende andare avanti nel suo business. Gli sviluppatori stanno abbandonando la nave. Il software che voi vendete appartiene a persone che sono ora ostili alla vostra azienda. La libreria C, essenziale per eseguire qualsiasi programma sul vostro sistema è proprietà della Free Software Foundation, ed adotterà sicuramente la licenza LGPL3. Lo sviluppatore in capo di questa libreria è un’impiegato di Red Hat. È già stato annunciato che la GPL e la LGPL 3 conterranno specifiche norme che renderanno impossibile l’uso da parte vostra a causa del vostro accordo con Microsoft.”

“The Samba software and hundreds of other programs will probably go a similar path. The Novell-Microsoft agreement has even had the power to make the Linux kernel developers and the large companies that support them take a fresh look at GPL 3. In the face of these changes, Novell will probably be stuck with old versions of the software, under old licenses, with Novell sustaining the entire cost and burden of maintaining that software. Novell will have to maintain its customers on old versions while the community takes GPL 3 versions of the same software into the future”.

Il software Samba e migliaia di altri programmi seguiranno probabilmente un percorso simile. L’accordo Novell-Microsoft ha persino avuto il potere di fare in modo che gli sviluppatori del Kernel di Linux e le grandi imprese che li sostengono abbiano ora uno sguardo diverso nei confronti della GPL 3. In relazione a tutti questi cambiamenti, Novell sarà probabilmente costretta a mantenere vecchie versioni al contrario della comunità che potrà liberamente disporre le future versioni in GPL 3 degli stessi software.

(trad. Neff)

Queste parole sottolineano quanto il futuro di Novell sia profondamente a rischio. Il neonato blog “boycott suse” (leggete il post linkato qui, è a dir poco spaventoso… mi chiedo come i dirigenti di Novell possano dormire sonni tranquilli in questi giorni) ribadisce come la sopravvivenza di Novell dipenda in modo preponderante dall’adozione o non adozione della sudetta licenza OpenSource. Qualora i maggiori progetti che compongono il sistema operativo GNU/Linux dovessero adottare la nuova versione della GPL (al momento ancora una bozza per la verità, ma che già annuncia “nessuna pietà” per chi stringe alleanze brevettuali che intaccano la sicurezza di tutta la comunità) Novell si ritroverebbe a dover mantenere e ad assumersi i costi per lo sviluppo “in proprio” di tutte le componenti di cui andrebbe perso il supporto da parte della comunità. Si tratterebbe quindi di creare dei fork per ciascun progetto licenziato con la GPL o la LGPL3. L’abbandono di molti sviluppatori del progetto OpenSuSE renderà tutto questo molto difficile con gravi cause – perfino capitali – per Novell.

Si avvicina per Novell il punto di non ritorno. Riusciranno i nostri eroi a sputtanare la propria azienda senza nemmeno aver iniziato a godere dei privilegi concessi dall’imperatore Ballmer? Staremo a vedere. Voi, intanto, iniziate a migrare su qualcosa di più serio ;)

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dicembre 1st, 2006 @ 12:19 AM • Classificato in IMHO, NEWS • Tags: , commenti [7]

7 commenti

matteNo Gravatar said,

Commento • dicembre 1, 2006 @ 11:17 am

E se Microsoft l’avesse previsto,
e fosse proprio un’adozione in massa
della GPL3 quello che Ms voleva?

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PieroSNo Gravatar said,

Commento • dicembre 1, 2006 @ 11:18 am

Mi spiace vada a finire così, ma se lo è meritato davvero. Dovrò mollare la mia distro preferita :-(

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NeffNo Gravatar said,

Commento • dicembre 1, 2006 @ 11:32 am

@PieroS.
Dispiace molto anche a me di come stia evolvendo la situazione con Novell e OpenSuSE. SuSE è stata la mia prima distribuzione quindi sono ancora affettivamente legato al camaleonte. Purtroppo però non penso che Novell possa ancora garantire una continuità del progetto nella forma attuale. Considera il passaggio a qualcosa di diverso, io ho fatto lo stesso passando a ubuntu diversi mesi fa. In ogni caso non si sa ancora nulla, ma non credo che sia tutto perduto per quanto riguarda la comunità. Credo infatti che se Novell non accettasse la GPL3 con tutto quel che ne consegue si delineerebbe la possibilità di un fork di OpenSuSE, o un divorzio tra la comunità e Novell. Fatico a pensare una morte della filosofia e della distribuzione del camaleonte. Dopotutto è Novell ad avere problemi, non la comunità OpenSuSE in quanto tale. Il problema sono i finanziamenti per i server e per l’infrastruttura organizzativa della comunità che al momento usufruisce dell’apparato di Novell. Se si trovasse una soluzione a questi problemi pratici credo che OpenSuSE o un fork di questa distribuzione potrebbe continuare a vivere e a prosperare.

@matte
Non vedo come Micro$oft possa godere dall’adozione in massa della GPLv3. Piuttosto è possibile che Micro$oft abbia proposto un simile accordo per creare scompensi all’interno della comunità, che sta nettamente tagliando le gambe a Novell, uno dei principali concorrenti di Redmond. C’è da sperare che questa vicenda, così come quella dell’inclusione di driver proprietari in ubuntu (di cui ho parlato qui e qui) serva perlomeno a far riflettere la comunità sui veri valori che stanno dietro al software libero, ovvero quello della condivisione, della libertà e della scelta. Non a caso è in questo periodo che mi sto particolarmente interessando alle opere di Stallman, a cui ho dedicato un post qualche giorno fa. Credo che la vicenda Novell SuSE debba farci riflettere sul senso del software libero, portandoci ad un nuovo inizio.

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BrCNo Gravatar said,

Commento • dicembre 1, 2006 @ 5:58 pm

Trovo anche io poco probabile che zio Bill volesse spingere la GPL3 (che di per se ha quanche punto da discutere), ma se questa e’ la situazione… bhe… che la GPL3 venga adottata mi sembra una cosa urgente e – mi scusate il cinismo – godro’ nel vedere novell che si affossa con le sue mani.

Ovviamente sono assolutamente contrario all’accordo che novell-ms (se non si era capito) e il buon Stallman ha gia’ appunto annunciato che la GPL3 vietera’ questo tipo di combriccole… e ne sono ben felice.

A parer mio MS vuole giocare sporco e l’accordo con novell voleva essere il primo di una serie di tentativi di accordi finanziari con le varie aziende che sviluppano ambienti linux-based per spillare qualche milione di dollari a ciascuna – vedi appunto novell che ha sganciato un bel pacco di soldi…

bye!

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NeffNo Gravatar said,

Commento • dicembre 1, 2006 @ 9:21 pm

La mia teoria complementare a quella già citata è che una buona parte del “piano” di M$ mirasse a creare sfiducia o paura negli investitori che puntano sulle companies linuxare. Pensiamo a Red Hat. Che effetto avrà fatto ai suoi investitori, apprendere che Microsoft potrebbe in qualsiasi momento sporgere denuncia ai clienti della casa del cappello rosso? Saranno stati li a pensarci su o avranno venduto le azioni per non rischiare di lasciarci le palle di fronte ad un possibile tracollo del titolo in borsa? È dimostrato (ed è una tecnica subdola ma abbastanza corrente nel mondo delle borse) che diffondere sfiducia tra gli investitori della concorrenza è una tecnica pagante e che nel peggiore dei casi consente almeno di guadagnare un vantaggio sulla concorrenza sufficente per guadagnare tempo prezioso. Ragioniamo: sta per uscire Vista. È il momento in cui Micro$oft spera che tanti clienti aggiornino xp alla versione successiva. Tuttavia c’è un piccolissimo problema. Vista è una cagata e la notizia si sta rapidamente diffondendo in rete. Soprattutto micro$oft sa che l’adozione richiederà a molti un aggiornamento del proprio computer, e che in queste condizioni Linux (di cui tutti sentono parlare tanto bene) potrebbe essere una valida alternativa. Aggiungiamo il fatto che Vista adotta una nuova interfaccia grafica, il che significa che molti utenti, in particolare quelli di una certa età saranno frenati dall’idea di dover modificare le loro abitudini. Addirittura Microsoft si è forse resa conto che gli utenti sanno fare 1+1 e se proprio devono cambiare interfaccia ed abitudini tanto vale adottare un sistema completamente nuovo, qualcosa che per di più è gratis o costa comunque molto meno di windows.

Ed ecco l’ideona: come facciamo a frenare questi utenti dal passare definitivamente al pinguino? Spargiamo un po’ di merda, creiamo diffidenza verso il mondo del software libero. Creiamo dei fork, frammentiamo la comunità e mostriamo quanto il mondo di Linux sia in realtà fragile, inaffidabile.

Gia me lo vedo Ballmer, svaccato sul suo divano di pelle con un bocca un sigaro e in mano un bicchiere di vino americano mentre pregusta la sua vittoria…

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michelangeloNo Gravatar said,

Commento • dicembre 2, 2006 @ 4:29 pm

non direi proprio che vista è una cagata anzi, se una ditta fa ricerca e vuole progetteggere i propri investimenti in questo campo non c’è nulla di male.

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h7.25No Gravatar said,

Commento • dicembre 2, 2006 @ 11:14 pm

Direi proprio che invece e’ una GRANDISSIMA cagata.
Per motivi di lavoro, ho dovuto scaricare ed installarmi la RC1. Bene vuoi sapere come va sul mio dual athlon mp 1800+ con 1 gb di ram ecc registered?
Ne piu’ ne meno come andava windows98 su di un 386.
Avra’ delle ottime richieste hardware il piccolo. Per non parlare poi della licenza d’uso.
Non ho ancora capito perche’ non posso reinstallarlo piu’ di 2 volte sullo stesso pc. Data l’affidabilita’ dei prodotti microsoft, windows in testa, che mediamente debbono essere reinstallati ogni 6 mesi, mi ritroverei a dover acquistare una copia di vista, ogni anno.
Ve lo raccomando davvero. Per quanto mi sara’ possibile faro’ migrare quanti piu’ clienti possibile a linux. Tanto oramai il terreno si sta smuovendo perfino sul settore dei gestionali. Quindi vedi un po’ tu…

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