Guerra all’uso del terminale? Non diciamo idiozie!

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In questi giorni si sente spesso parlare degli svantaggi del terminale, di come questo antico retaggio della tradizione unixiana spaventi gran parte dei nuovi utenti GNU/Linux che approdano al pinguino dal sistema operativo per perdenti e che dunque associano al terminale orribili ricordi (DOS,Windows /1.1/3.1/95/98/ME). Giuro di aver letto a più riprese post che parlano di una vera e propria guerra contro il terminale, per abolirlo, per mortificarlo, per eliminarlo dall’uso quotidiano degli utenti GNU/Linux.

In realtà, posso anche capire questa soggezione di fronte al terminale. Quando iniziai con GNU/Linux ormai diversi anni fa, queste paure le avevo anch’ io ma erano altri tempi e allora davvero mancavano delle GUI efficienti per configurare, installare e lavorare con il pinguino e l’uso del terminale era quindi praticamente imposto. Oggi il terminale esiste più che altro come strumento da affiancare all’uso delle GUI per risparmiare tempo, diagnosticare gli errori e svolgere attività tecniche avanzate per le quali non esistono a tutt’oggi delle GUI efficienti.

Del terminale si può dunque facilmente fare a meno anche se secondo me sarebbe un grosso errore sconsigliarne l’uso in certi frangenti o peggio, escludere queste importanti tool dalle configurazioni standard di base delle distribuzioni, anche se queste si chiamano Ubuntu o Mandriva e hanno come target un’utenza umana e quindi non tecnica.
La mia lancia spezzata a favore del terminale deriva da una semplice considerazione: il terminale – nonostante lo shock iniziale che inevitabilmente uno strumento nuovo può causare – è per sua stessa natura lo strumento ideale per fornire supporto online. Non dimentichiamo che quella di GNU/Linux è prima di tutto una comunità online e pertanto la maggior parte del supporto tecnico che si può ottenere per questo sistema passa inevitabilmente da internet, da forum di discussione, blog e canali IRC.

Ma vi immaginate un mondo in cui ad ogni più piccola domanda banale seguirebbero centinaia di righe di spiegazione? Cosa rispondereste ad un utente che vi chiede come installare un determinato pacchetto? Anche sapendo che l’utente utilizza ubuntu, bisognerebbe spiegare all’utente che deve cliccare su Sistema, Amministrazione, Sistema di gestione dei pacchetti Synaptic e quindi spiegare all’utente come utilizzarlo. Non è una scemata, ma un esercizio che porta via tempo e francamente, voglia di aiutare. Molto più semplice è dire “apri un terminale e digita sudo apt-get install nomeprogramma”, non trovate?

Da quando tengo questo piccolo blog e da quando mi confronto con la scrittura del mio capitolo su ubuntusemplice, mi rendo conto di quanto in realtà fornire dei comandi da copia-incollare nel terminale sia enormemente più vantaggioso dal profilo di chi vuole aiutare qualcuno a ottenere un determinato risultato. Allo stesso tempo anche l’utente inesperto può trovare giovamento da questo sistema, imparando a utilizzare la shell e capendo in maggior profondità il funzionamento del suo sistema operativo.

Naturalmente perchè questa funzione “didattica” dell’uso del terminale possa essere sfruttata, sarebbe necessario che chi fornisce supporto spieghi cosa fa ogni determinato comando che consiglia e francamente troverei molto più interessante spiegare quest’ultima cosa piuttosto che ripetere in continuazione “premi qui, premi là.”

E poi, scusate, siamo davvero così sicuri che usare solamente le GUI migliorerebbe l’esperienza d’uso di un utente inesperto? Preso atto del fatto che spiegare una procedura descrivendo dettagliatamente come muoversi in una GUI è molto più lungo e complesso che non passare una stringa da inserire nel terminale, dovremmo considerare cosa questo comporterebbe nella comunità: molto probabilmente gli utenti più esperti sarebbero più parchi nel offrire il proprio aiuto perchè descrivere per filo e per segno un’intera procedura finirebbe con l’essere un lavoro molto più gravoso di quanto non lo sia stato finora usando i comandi da terminale. Se veramente questo avvenisse, ciò si tradurrebbe in una perdita di valore dell’esperienza globale che abbiamo noi utenti di GNU/Linux, che anche se a volte ci troviamo in difficoltà sappiamo di avere alle spalle migliaia di persone pronte a darci una mano.

In secondo luogo non dobbiamo sottovalutare il fatto che le GUI sono soggette a cambiamenti anche radicali nel tempo e di conseguenza insegnare solamente ad usare una GUI potrebbe non significare “insegnare ad usare linux” ma solo quella data versione e quel dato programma incluso in quella determinata distribuzione.

Un ultimo elemento da considerare è l’ostacolo linguistico. Le GUI vengono tradotte e sono dunque diverse in ciascun sistema di localizzazione. Cio significa che se tutte le guide che trovassimo in rete fossero ad esempio istruzioni per la versione inglese di GNOME, ci ritroveremmo confrontati con problemi linguistici ricorrenti, in quanto l’utente di una lingua diversa (poniamo l’italiano) farebbe molta più fatica a tradurre e a capire che quel dato pulsante indicato nella guida corrisponde nella versione italiana a quest’altro tasto.

In un contesto di supporto tecnico quindi, la GUI invece che aiutare l’utente inesperto lo confronta con altri problemi di diversa natura. La domanda a questo punto è: ma non sarebbe più semplice fare in modo che l’utente impari ad usare anche il terminale (superando quindi l’ostacolo psicologico dello sfondo nero dotato di cursore lampeggiante) piuttosto che fargli la guerra e ritrovarci con un utenza viziata, dipendente da una versione specifica della GUI in uso? A che servirebbe frustrare continuamente quelle anime pie che ogni giorno passano il proprio tempo libero per aiutare i giovani bisognosi su forum e canali di supporto se poi quello che otterremmo non fosse comunque una soluzione ottimale?

 

Ci tengo a ribadirlo: io non ho assolutamente nulla da dire contro le GUI e ben vengano gli studi delle Human Interfaces per rendere sempre più facile, intuitivo e praticabile a livello mainstream l’uso del software libero, ben venga l’accessibilità, la semplicità d’uso e la localizzazione in quante più lingue e dialetti del mondo. Quel che però è da conservare è la possibilità di usare il linguaggio del terminale come “lingua franca”, “lingua tecnica” per agire velocemente e fornire supporto per GNU/Linux.
Non “windowszizziamoci” mentalmente ma conserviamo questo elemento anche culturale del mondo UNIX.
La presenza di un buon terminale è un vantaggio per l’utenza e per il mondo del Pinguino. Non sottovalutiamo la sua importanza!


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novembre 6th, 2007 @ 11:40 PM • Classificato in IMHO • Tags: , commenti [8]

8 commenti

DoxaliberNo Gravatar said,

Commento • novembre 7, 2007 @ 12:53 pm

Il terminale è insostituibile, per fare le stesse cose con le schermate grafiche ci vuole il doppio del tempo.

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mazzjoeNo Gravatar said,

Commento • novembre 7, 2007 @ 7:26 pm

Sono d’accordo con te.. però non possiamo affidare un terminale ad una persona che non ne ha mai visto uno..

Però possiamo dire così.. hai visto quanto ci hai messo a spostare i files da una cartella ad un’altra? Con il terminale bastano questi semplici comandi.. ora si che un novizio capisce l’utilità.. perché quando io faccio vedere ai miei amici il terminale mi dicono “che schifo c’è ancora il dos su linux”…

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NeffNo Gravatar said,

Commento • novembre 7, 2007 @ 9:21 pm

@mazzjoe

nessuno affida gli utenti al terminale, difatti per cose banali come spostare files, installare pacchetti ecc. usare synaptic o nautilus è enormemente più semplice e non mi sognerei mai di far fare queste cose tramite terminale ai miei amici niubbi.

Detto questo, però, va spiegato agli amici che il terminale non è il dos e che grazie a questo strumento milioni di persone vengono aiutate ogni giorno semplicemente grazie al copia-incolla. Semmai, farei notare agli amici winzozzari che ahiloro Windows ha ancora un’emulatore del vecchio DOS installato di default, un terminale che non ha nemmeno lontanamente la potenza del terminale di linux e che nessuno si sogna di usare semplicemente perchè FA SCHIFO. Farei inoltre notare che Vista ha una versione del suo terminale praticamente clonato da quello di Linux. Ciò cosa significa? Che se anche non è necessario per le operazioni elementari di tutti i giorni il terminale è e resta il più rapido sistema di muoversi in velocità tra le mille possibilità offerte da GNU/Linux e che farsi spaventare dall’uso esteso che se ne fa in linux è semplicemente idiota.

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Pioneer SkiesNo Gravatar said,

Commento • novembre 8, 2007 @ 9:58 am

Davvero un’ottima riflessione che appoggio e che mi appartiene. Bella condivisione!

Ciao! ^_^

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pasqualeNo Gravatar said,

Commento • novembre 8, 2007 @ 4:49 pm

se ai nuovi non piace il terminale..che usino sistemi operativi alternativi…
gnu/linux è roba seria…non cose “dai devo fare presto anche a costo di sminchiare mezzo pc”.
il terminale non lo abolirei mai:)

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NeffNo Gravatar said,

Commento • novembre 8, 2007 @ 6:05 pm

La mia posizione è diversa dalla tua Pasquale. Io credo che non si debba usare il terminale perchè “linux è roba seria” ma perchè è uno strumento utilissimo e che ben si addice alle usanze della nostra comunità. La way of life che propone linux ai “suoi” è completamente diversa da quella che offre windows. E non sto parlando di difficoltà ma di modalità di supporto. Se con windows sei abituato ad andare a bussare alla porta del vicino più esperto, con linux il supporto viene fatto quasi prevalentemente online. Il terminale è un ottimo strumento per permettere a chiunque di fornire indicazioni esatte circa eventuali errori (diagnosi) e permette a chi offre supporto di curare velocemente l’errore, dando un comando da copia-incollare (cura).

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botoloNo Gravatar said,

Commento • novembre 28, 2007 @ 3:21 pm

insomma, i soliti flame.
la questione terminale qui terminale là, è data dal fatto che se usi il terminale le cose devi saperle prima, se no no. è evidente.
quindi se sei un sistemista de saperlo prima, se sei una segretaria che fai? usi windows, mi pare chiaro.
è per questo motivo che molti, non rinunciando affatto al terminale, vorrebbero poter fare con il mouse tutto, ma proprio tutto, quel che si fa con il terminale.
la differenza è un sistema che si prende cura dell’utente o un utente ce si prenda cura del sistema. prendersi cura di qualcosa o qualcuno è un lavoro, o lo fanno i programmatori o lo fanno gli utenti. per fare un certo lavoro bisogna aver tempo di farlo.

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NeffNo Gravatar said,

Commento • novembre 29, 2007 @ 12:39 pm

@botolo

in linea di principio sono d’accordo con te, il terminale non dovrebbe essere uno strumento ncessario per l’uso quotidiano del computer. Tuttavia il fatto che ci sia è molto importante per il supporto tecnico online, che riesce molto più facilmente con un sistema del genere che non spiegando passo passo come ottenere le stesse cose da interfaccia grafica. Credo che GNU/Linux sappia prendersi bene cura dei propri utenti anche se ovviamente non è perfetto. Per installare un programma ad esempio trovo molto più semplice usare la versione semplificata di synaptic (presente in ubuntu nel menù applicazioni (dove c’è aggiungi/rimuovi)) che ad esempio doversi mettere a scaricare cose “a manina” da internet, così come credo che il fatto che i programmi vengano classificati in categorie nel menù applicazioni sia un modo estremamente più ordinato per rendere la vita facile alla segretaria piuttosto che avere un infinito menù “tutti i programmi” dove le cose vengono mischiate alla cazzo. I desktop environment recenti fanno tutto il possibile per fare in modo che il terminale non sia necessario nell’uso quotidiano. È vero però che anche GNU/Linux non è perfetto e molto spesso per ottenere certi risultati è necessario farsi aiutare. Partendo da questa constatazione qual’è il modo migliore per risolvere in fretta un problema? Preferiresti copia-incollare un comando nel terminale o leggerti 3 pagine di guida per risolvere il problema senza doverlo usare? Io credo che anche se esteticamente è più brutto il terminale svolga più efficientemente questo compito, poi naturalmente uno è libero di scegliere la procedura che preferisce.

La differenza di approccio di attenzione all’utente tra windows e gnu/linux è stata per anni molto evidente. Con l’arrivo di distribuzioni come ubuntu, tuttavia, la cosa sta rapidamente cambiando. C’è ancora molto lavoro da fare, ma oggettivamente non si può dire che oggi usare GNU/Linux sia difficile di per sè. Il grosso handicap per cui migrare è ancora così difficile sta nel fatto che una grossa parte di applicazioni considerate “standard” o quasi (pensa ad adobe creative suite per i webdesigner ad esempio) non esistono ancora per il pinguino, per il resto GNU/Liunx può già oggi essere un ottimo sistema desktop e posso garantirlo in prima persona dato che sono ormai diversi anni che lo uso al posto di windows senza grossi problemi lato utente…

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