L’ultimo regalo di SUSE

desktop-1-thumb.png
…. leggete tutto prima di commentare ;)

Non è più un segreto per nessuno, credo, quanto sia grande il mio amore per GNU/Linux e in particolare ubuntu, la distribuzione user-friendly per definizione che oltre ad essere libera e gratuita risulta essere anche la più supportata (grazie alla sua splendida ed enorme comunità) la più semplice da mantenere e configurare (ubuntu non è seconda a nessuno in quanto a riconoscimento automatico dell’hardware) e anche una delle più ricche in dotazione software.

Tutte queste caratteristiche mi convinsero qualche anno fa ad abbandonare la mia vecchia SuSE, l’ultima di una serie di versioni della distribuzione tedesca che mi battezzarono introducendomi al mondo di GNU/Linux.
È vero che da quei tempi, di acqua sotto i ponti ne è passata parecchia. Nel frattempo SuSE si è venduta a Novell, (la quale si è parzialmente venduta a Microsoft qualche tempo fa (ma questa è un’altra storia)), che ha fatto di SuSE il suo core business raggiungendo uno strabiliante secondo posto in classifica nella top 100 di distrowatch.

Preso atto di queste “vere verità”, ieri, preso da un raptus di malinconia, ho deciso di preparare la mia VirtualBox, caricarci SuSE 11.0 e…

…rimanere contrariato e deluso!

Si, nonostante alcuni aspetti decisamente positivi come la coerenza grafica (grave mancanza di ubuntu) la pulizia e il suo concetto innovativo che rivoluziona il modo di lavorare con GNOME, SuSE è purtroppo rimasta una distribuzione davvero barocca. Basta infatti addentrarsi un po’ più in profondità per accorgersi che in tutti questi anni, sotto il candido velo di semplicità apparente, SuSE è rimasta una distribuzione molto macchinosa e complicata.

L’impressione che si ha usandola è stia continuamente facendo qualcosa di “difficile” e non perchè risulti in definitiva lenta (è anche piuttosto normale dato che l’ho provata in VirtualBox) ma perchè per ottenere le stesse cose che con ubuntu si risolverebbero con l’installazione di qualche pacchetto aggiuntivo o con la consultazione di una rapida guida ci vuole un’impegno spropositato (anche quando in teoria i pacchetti dovrebbero esserci si fa fatica a trovarli) e c’è sempre qualcosa che va storto e che ti costringe a risolvere un problema. E questo avviene anche per le cose più banali, come installare qualche pacchetto, aggiornare la distribuzione… cosa di routine insomma.
I repository funzionano e non funzionano, non esistno i metapackages per installare tutte le “build-essential” e nonostante una certa dose d’impegno non sono riuscito dopo diversi minuti di strusi e smanettamenti a scaricare tutto l’occorrente per far partire l’installazione delle VBox Guest additions (nonostante VirtualBox ose sia un pacchetto installabile anche in suse non si riesce a compilare il modulo per il Kernel).
Insomma, non nego che forse è anche la mia scarsa esperienza d’utente SuSE e la mia scarsa propensione a “sbattermi” ad avermi demotivato. Rimango però senza parole nel constatare che sempre, giuro SEMPRE, quando provo SuSE trovo qualche problema che mi fa scazzare al punto tale da farmi decidere di passare ad altro.
Io di distribuzioni ne ho provate tantissime, da SuSE a ubuntu, passando per Mandriva, Fedora, Debian, Puppy, SaxenOS, Mepis. Sono arrivato persino a provare l’indecenza di PCLinuxOS ma nessuna, dico nessuna, mi ha portato all’esaurimento come ha fatto SuSE.
Mi dispiace parlarne così male, ci sono affezionato io a quel camaleonte. Sarà una semplice questione di “imprinting” che ne so? Dopotutto è stata la mia prima distribuzione. Eppure le cose non sono cambiate. Quando passai ad Ubuntu anni fa, avevo proprio uno di questi problemi. La scheda wireless partiva solo quando voleva lei e per farla partire avevo bisogno di compilare a manina il firmware dato che SuSE non lo includeva nonostante fosse una distribuzione a pagamento. Oltre a questo, nonostante avessi a disposizione ben 5 cd di installazione non si riusciva a far funzionare MSN a causa di un cambiamento di protocollo e l’impossibilità di reperire un rpm aggiornato. Insomma, un gran casino. Compilare non era possibile perchè le librerie necessarie non si trovavano nelle posizioni standard il che naturalmente poteva non essere un problema per un utente smaliziato, ma io muovevo i miei primi passi e quando trovai ubuntu rimasi folgorato per la sua semplicità e leggerezza. Soprattuto rimasi colpito dal fatto che “funzionasse” da subito, senza patemi d’animo.

Riprovare SuSE oggi è stato come fare un salto nel passato. Ho incontrato gli stessi problemi nel reperire il software necessario e a farlo funzionare a dovere. Nonostante oggi sia decisamente più esperto di allora, piuttosto che star li a risolvere uno ad uno tutti questi problemi mi sono detto che non ne valeva la pena. Così, dopo aver giocato un po’ con YaST, l’unico vero motivo insieme all’interfaccia grafica per continuare a scegliere SuSE, ho dichiarato il tempo delle memorie definitivamente concluso. Ho cancellato la Virtual Machine portando con me l’unica cosa che mi ha quasi convinto: l’aspetto.

Si, devo essere sincero. Nonostante sia essenziale e minimalista, la configurazione “ad un solo pannello” con lo “gnome-main-menu” tipico di SuSE Linux Entreprise Desktop (SLED) mi ha colpito per la sua praticità d’uso. Su ubuntu ho usato per diversi mesi il tema Dust, ma anche se non rinnego la sua bellezza non posso negarvi che tornare alla pulizia e alla semplicità è una grande goduria. La configurazione scelta da Novell per decorare la sua SuSE richiede qualche minuto per adattarsi, ma poi sparisce sotto le vostre dita, e vi rende finalmente liberi di produrre.

production-thumb.png
Grazie alla semplicità e alla praticità del menù di SLED si lavora davvero in modo piu efficiente!

Fortunatamente godere dei vantaggi di SuSE, senza abbandonare ubuntu è possibile: Il menù di SLED, ad esempio, è installabile anche in ubuntu senza alcuno sforzo. Si apre un terminale e si digita con suprema goduria (già il solo fatto di trovare una cosa come questa nei repositories di default è già in sè un’esperienza che nessun utente SuSE può permettersi)

sudo apt-get install gnome-main-menu

Naturalmente qualche piccola imperfezione da “importazione” si può facilmente risolvere configurandolo via Gconf. La seconda cosa che mi sono portato dietro è il tema Gilouche (che però non escludo di cambiare presto o tardi), la terza… Beagle.

È incredibile quanto dopo anni di “non utilizzo” di tracker (se devo essere sincero… non ha mai funzionato un granchè sulla mia linux box) sia piacevole e interessante scoprire che invece Beagle funziona e può essere veramente utile. Ora ce l’ho perennemente in funzione. Indicizza che è un piacere e, grazie al fatto che il mio computer è piuttosto recente, posso godermelo anche se risulta un po’ più pesante rispetto a tracker.Insomma, mono o non mono, bisogna dare a Cesare quel che è di Cesare. Beagle funziona, così come funziona Banshee 1.x, che ho recensito brevemente qualche tempo fa. Tracker risulta ancora immaturo se confrontato con beagle.

beagle-thumb.png
Come potete vedere…. beagle funziona!

Rieccomi dunque nella mia ubuntu SuSizzata. Ci vorrà ancora qualche giorno di test per determinare se questa configurazione resisterà a lungo sul mio desktop, ma non c’è dubbio che per il momento le cose stiano andando bene anche se devo ammettere che abituarmi all’uso del control center di gnome e di questa strana finestra applicazioni mi ha fatto indugiare nelle prime ore d’utilizzo. Una volta abituati (e non ci vuole poi molto) tuttavia, si scopre che non è scomodo come sembra nei primi momenti ma anzi, può diventare addirittura più efficiente che l’uso dei menù, che richiedono una certa manutenzione quando si hanno un mare di applicazioni installate e non si vuole avere tutto mischiato nello stesso calderone.

apps-ctrl-thumb.png
Al contrario dei menù che bisogna continuamente riordinare con Alacarte, le finestre del “metodo SuSE” rimangono sempre perfettamente ordinate. Il campo di ricerca, poi, permette di trovare tutto immediatamente. Oh yea! :)

Insomma, dopo poco più di un giorno di utilizzo devo dire che nonostante i cambiamenti con questa configurazione lavoro meglio e sono più produttivo… e alla fine è questo che veramente conta quando si lavora con un computer :)

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novembre 19th, 2008 @ 01:59 AM • Classificato in ARTWORK, IMHO • Tags: , , , , , commenti [10]

10 commenti

BarraNo Gravatar said,

Commento • novembre 19, 2008 @ 12:10 pm

Mah

Probabilmente la maggior parte dei problemi che hai affrontato è causata dalla “poca voglia” di risolvere i problemi affrontati.

E tieni conto che io sono il primo sostenitore della superiorità di ubuntu tra le varie distro linux ma opensuse è la base di una distro commerciale di grande successo quindi non penso che sia messa così male.

Il tema è carino ma il gnome-main-menu assolutamente mi rifiuto di prendelo in considerazione.

Mi incuriosisce Beagle, la prima cosa che faccio quando installo ubuntu è rimuovere tracker.

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NeffNo Gravatar said,

Commento • novembre 19, 2008 @ 1:19 pm

@Barra

Provala prima di parlare :)
Scherzi a parte, hai ragione. Qualsiasi cosa la si fa funzionare se ci si mette di impegno. Il punto è che non ne vale la pena. Quando funziona zypper (il package manager di OpenSUSE) funziona come apt, con la sola differenza che ha meno repository a disposizione. YaST, il pannello di controllo di (Open)SuSE è il vero fiore all’occhiello di questa distribuzione, ma dato che ormai sono completamente sverginato di fronte al terminaale non ne ho tanto bisogno.
Quando SuSE funziona, va come ubuntu. Per tanto così tanto vale rimanere su ubuntu…

Il discorso sarebbe diverso se suse fosse più veloce, o avesse qualche caratteristica di rilievo che dovrebbero farmela preferire a Ubuntu.
Il successo di Novell in ambito aziendale è dovuto al suo gigantesco apparato.
Chi altri può fornire supporto tecnico 24 ore su 24 per 365 giorni all’anno in praticamente tutti i paesi del mondo? Quale altra distribuzione linux può vantare una distribuzione nei negozi paragonabile a quella di SuSE?
SuSE linux fu la mia prima distribuzione proprio per questo motivo. Fu la prima che trovai nel negozio di informatica sotto casa (a dire il vero è ancora l’unica disponibile).

Grazie all’accordo con Microsoft, inoltre, SuSE è l’unica distribuzione in grado di girare in VirtualPC e l’unica menzionata ogni tanto dalla concorrente/partner Microsoft. Ecco perchè è famosa. Il fatto che con impegno si possa far funzionare non toglie nulla alle mie critiche. Tutto quell’impegno NON CI VORREBBE AFFATTO, specialmente in una distribuzione pensata per l’ufficio e per un utenza non tecnica.

Il menù di SLED è veramente comodo quando si superano i primi minuti di disorientamento. Fai bene però a provare beagle. Io ho rimosso tracker  senza nessuna remora. Beagle funziona bene se hai una macchina recente e sei disposto ad accettare un po’ di “gregre” sul tuo hard disk durante le prime ore dall’installazione. Beagle indicizza in modo più aggressivo rispetto a tracker, ma finisce anche prima restituendoti uno strumento veramente utile. Ti consiglio di provarlo.

Ciao!

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LazzaNo Gravatar said,

Commento • novembre 19, 2008 @ 3:02 pm

L’ho virtualizzata. Tranquillizzati, anche se metti le guest additions la seamless mode funziona alla cavolo (dopo tutto il tempo che ci ho messo per riuscire a far compilare il dannato modulo).
Per i repository… Più ragione di così non si può. Cerchi e non trovi quasi un tubo. Ancora devo capire dove reperire il comando “locate” (mi hanno detto che è nel pacchetto slocate… be’, trovarlo!).
Interessante il discorso su Beagle. Tracker non funziona affatto bene, dovrei provare Beagle. ;-)

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MokmoNo Gravatar said,

Commento • novembre 19, 2008 @ 7:38 pm

Per quanto riguarda il menu, posso consigliarti quello di LinuxMint. E’ molto semplice, intuitivo ed essenziale al punto giusto! ;)

Ciao

Mokmo

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NeffNo Gravatar said,

Commento • novembre 20, 2008 @ 10:28 pm

@Mokmo

…e invece a me quello di linux mint fa venire il nervoso. Ma sono sicuro che è comunque una questione di abitudine ;)

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MokmoNo Gravatar said,

Commento • novembre 21, 2008 @ 8:47 am

@Neff

Molto probabilmente è proprio abitudine: io non ho mai sopportato il menu di default di ubuntu, cosi l’ho rimpiazzato con “Menu principale”. Però, si apriva troppo lentamente: era davvero uno strazio!

Invece, con il MintMenu, mi ci trovo da dio: si apre subito, ha pure l’installazione programmi e il control center a portata di mano, ed in più ha la barra di ricerca, che è davvero molto comoda quando si vuole cercare un programma e non si vuole perdere tempo a cercarne la sezione… ;)

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NeffNo Gravatar said,

Commento • novembre 21, 2008 @ 11:49 am

@Mokmo

Lento? Strano! il main-menu da me è istantaneo! A me il menu di linux mint fa venire il nervoso perchè non mi sembra un menù. È una specie di browser minuscolo dove per avviare un programma bisogna necessariamente scrivere nel campo, perchè se ci si mette a navigare tra le applicazioni può essere ancora più complicato del menù di default.
Il menù “alla sled” è più semplice e pulito, anche se effettivamente una ricerca istantanea delle applicazioni sarebbe stata un’ottima aggiunta.
Ad ogni modo il menu di suse è configurabile e personalizzabile con un drag& drop oppure cliccando col tasto destro sulle icone delle applicazioni che appaiono nell’elenco delle applicazioni e selezionando l’opzione “Aggiungi a preferiti”. Si possono aggiungere elementi anche all’area “Sistema” per cui chiunque può aggiungere gli elementi del menù sistema che utilizza più di frequente. Ecco un altro screenshot:

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LuNaNo Gravatar said,

Commento • novembre 21, 2008 @ 10:49 pm

non capisco la questione dei repository
se ne possono aggiungere a quantità industriali tramite lo stesso yast che ne propone una nutrita lista, tra ufficiali e non. si ha l’impressione, leggendo questo post, che la distribuzione in oggetto non è stata analizzata con cura.
A me personalmente Suse non piace e anzi mi ha dato dei problemini quando provai la 10.
Ah, zypper sulla 11 è una vera bomba. A questo punto, installare tramite yast diventa quasi “obsoleto”. Tieni comunque conto che RPM è notoriamente più lento di DEB.

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MokmoNo Gravatar said,

Commento • novembre 21, 2008 @ 11:05 pm

@Neff:

Beh, in realtà il MintMenu non mi sembra come dici tu: alla fine, non cambia niente rispetto ai menu tradizionali (main-menu e quello di default): in fondo, sempre di navigazione tra sottosezioni si tratta! ;)
In ogni caso, trovo azzeccata la soluzione di mettere in primo piano il Control Center e Synaptics, che bene o male sono i due programmi più utlizzati, con tutte le loro opzioni e varianti del caso: in questo modo, si ha un accesso molto più rapido e facile, senza perdersi tra sottomenu vari ed eventuali (diciamocelo, i sottomenu “preferenze” ed “amministrazione” sono troppo caotici: sarebbe stato meglio suddividere le loro voci in categorie, cosi come avviene nel gnome-control-center, piuttosto che in ordine alfabetico.

[URL=http://imageshack.us][IMG]http://img505.imageshack.us/img505/5393/mintmenubq3.png[/IMG][/URL]
[URL=http://g.imageshack.us/img505/mintmenubq3.png/1/][IMG]http://img505.imageshack.us/img505/mintmenubq3.png/1/w654.png[/IMG][/URL]

A me non è mai piaciuto il menu di Suse, perchè trovo senza senso che non mi venga data la possibilità di vedere l’elenco delle applicazioni (o quantomeno, la loro suddivisione in categorie) direttamente, e non passando attraverso il menu dei preferiti. Apprezzo, invece, il campo di ricerca, che permette di trovare immediatamente le applicazioni installate.

Ciao :)

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NeffNo Gravatar said,

Commento • novembre 22, 2008 @ 4:25 am

@LuNa

Hai perfettamente ragione quando dici che la distribuzione in questione non è stata analizzata con cura. Questo post, difatti, non voleva essere una vera e propria recensione di SuSE quanto semmai una critica in base alle impressioni che mi sono fatto in diversi anni di “prove” con SuSE.
Credimi, preferirei non dover parlare così male di SuSE, come detto è una distribuzione alla quale tengo, ma che mi fa innervosire per il fatto che mai nulla mi funziona al primo colpo. Sembra che ci sia una maledizione su quel dannato camaleonte. Ogni volta ce n’è una! Perchè deve essere così maledettamente complicato installare le guest additions per VirtualBox in una distribuzione orientata ad un pubblico non esperto? Perchè mi è richiesto di installare uno ad uno tutti i pacchetti di sviluppo senza concedermi l’uso di un fottuto metapackage? Perchè con le altre distribuzioni questi problemi non si verificano? Potrà sembrare superficiale come osservazione, ma i fatti sono questi: ogni volta che provo SuSE c’è qualcosa che inevitabilmente non funziona. Mi piacerebbe essere messo in crisi. Installare SuSE e dire WOW! Quasi quasi formatto e la metto al posto di ubuntu. Purtroppo non posso farlo. Nonostante esista da secoli prima di ubuntu SuSE mi sembra sempre immancabilmente immatura. Come detto queste sono impressioni personali, magari sono solo io che sono immensamente sfortunato.

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