Mozilla abbandona Thunderbird? Un errore di focus.

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Numerose fonti hanno riportato oggi e negli scorsi giorni la notizia secondo cui Mozilla starebbe valutando la possibilità di abbandonare il progetto Thunderbird per concentrarsi maggiormente su Firefox, forse il primo progetto opensource ad aver veramente sfondato nel mondo desktop, al punto da essere ormai prossimo al sorpasso della controparte proprietaria di Microsoft, il celebre Internet Explorer.

Certamente le motivazioni di Mozilla possono essere comprensibili, d’altronde la posta in gioco è alta ed allettante, ma per quanto mi riguarda ritengo questo approccio un sostanziale errore di focus.

È forse bene specificare che l’obiettivo di questo post non è quello di seminare zizzania o panico per l’imminente scomparsa di uno dei software più amati del panorama del software libero (in tutta franchezza non credo proprio che Thunderbird scomparirà nonostante l’abbandono di Mozilla), e non è nemmeno quella di riportare ancora una volta la notizia pubblicata e strapubblicata in tutti i suoi particolari. Quel che qui mi interessa è il discorso di fondo, una riflessione sugli obiettivi dei progetti FOSS.

A mio parere, il software libero non dovrebbe essere sviluppato per “soppiantare” una soluzione proprietaria, nè per esercitare una pressione sul mercato. Personalmente ho sempre ritenuto questi obiettivi come dei “soft goals” vale a dire degli obiettivi non prioritari, delle tappe che vengono raggiunte “da sè” man mano che il prodotto cresce, matura e migliora. La forza del software libero è sempre stata quella di focalizzarsi sulle priorità degli utenti, sulla volontà di creare “il miglior prodotto” attraverso il contributo di sviluppatori ed utenti. Quando il prodotto diventa migliore per gli utenti, risulta piuttosto naturale una graduale migrazione verso la nuova soluzione che se è davvero migliore sarà in grado di soppiantare la concorrenza.

L’abbandono di Thunderbird da parte di una fondazione il cui scopo è promuovere e sostenere dei progetti FOSS risulta in quest’ottica un sostanziale fallimento della filosofia motivazionale del software libero, poichè perseguendo l’obiettivo di aumentare la propria quota di mercato in un settore si è disposti ad accettare il compromesso dell’abbandono di un altro progetto. Insomma invece di pensare all’utente che vuole utilizzare del software si pensa alla necessità aziendale di risultare “i primi della classe”, generando dunque un cambio di focus abbastanza netto, a mio parere in contrasto con la logica pluralista del software libero.

Se una grande corporation che produce un programma si accorge dopo qualche tempo che il prodotto non rende come sperato, è molto spesso indotta a lasciar perdere quel progetto che risulta antieconomico e di conseguenza pericoloso per l’esistenza della corporation stessa. Ma qui non stiamo parlando di un software prodotto da una grande impresa, ma di un software libero sviluppato dalla comunità per la comunità. Siamo davvero sicuri che dovremmo ragionare secondo gli stessi criteri di una grande multinazionale del software?

Mozilla agisce paradossalmente come un’impresa che ha un prodotto da offrire al mercato e che è disposta a fare di tutto per imporlo sulla concorrenza, anche ad abbandonare un altro progetto al proprio destino.

Quel che mi preme sottolineare con questo articolo-sega mentale è che il software libero non dovrebbe essere sviluppato seguendo le logiche di mercato tradizionali. Il software libero nasce per garantire un’alternativa libera, destinata a diventare migliore, ma non necessariamente in competizione con altri software per il predominio sul mercato. La logica della competizione ci porta ad eliminare software meno forti, riducendo la diversità dell’ecosistema rappresentato dall’intero mondo FOSS e che questo sia cosa buona è IMHO tutto da dimostrare.

Molto spesso ragionamenti fallaci come quello di Mozilla si ritrovano anche nelle discussioni della/e comunità legate a GNU/Linux. Si sente infatti parlare di “spreco di risorse” nell’avere due o più comunità impegnate nello sviluppo di ambienti grafici in competizione, di molteplici distributori linux intenti tutti a produrre sistemi più o meno equivalenti, nell’avere insomma diversi progetti alternativi che invece di sommare le forze si oppongono in lotte tra pesci piccoli invece di adoperarsi per sconvolgere gli equilibri del mondo dell’informatica: quante volte ho letto su forum, blog, commenti ecc. il parere di persone che si chiedono perchè la comunità non si riunisce per distruggere il predominio di MS o Windows? Troppe, davvero.

Secondo me il valore principale del prodotto “software libero” è la possibilità di scegliere e personalizzare, di creare liberamente e diffondere. Se improvvisamente vietassimo a noi stessi di forkare, di creare progetti alternativi, di mantenere in vita piccoli progetti anche se poco usati o secondari rispetto ad altri progettoni, cosa ne sarebbe del nostro mondo? Ci piacerebbe ancora così tanto usare e scegliere software libero? IMHO dobbiamo smetterla di ragionare per vincere una battaglia. La battaglia la vinceremo automaticamente ma secondo me è sbagliato affrontare la concorrenza con windows, con Internet Explorer o qualsivoglia applicazione proprietaria come se fossimo delle aziende che vogliono stroncare o vincere sull’avversario. È con la nostra filosofia del “personalizzabile”, con il nostro valore del “ognuno-ha-la-distro-che-più-gli-somiglia”, con il nostro criterio di qualità focalizzato sulle necessità degli utenti che dobbiamo vincere, non facendo prevalere logiche da corporation.

Questa perlomeno è la mia opinione. E voi cosa ne pensate?


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luglio 26th, 2007 @ 09:35 PM • Classificato in IMHO, NEWS • Tags: , , commento [1]

1 commento

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