OpenXML diventa uno standard ECMA. IBM critica, Novell e Apple sogghignano.

Microsoft è riuscita in questi giorni ad ottenere la certificazione ECMA del nuovo formato di Office 2007, OpenXML. Questo passo, è riconosciuto da molti come importante poichè ottenuto questo riconoscimento OpenXML potrà ora richiedere una certificazione ISO di pari valore a quella ottenuta da ODF, il formato creato da numerosi produttori di suite office indipendenti. Il formato OpenXML non è tuttavia sorpassato l’esame ECMA senza modifiche sostanziali. OpenXML è stato reso indipendente da diverse componenti che lo rendevano dipendente dalla piattaforma windows prima di venir approvato.

Nonostante ciò, IBM (al contrario di Apple e Novell che hanno salutato positivamente la nascita di questo nuovo standard) si è detta preoccupata dall’avanzare del formato OpenXML verso l’olimpo del riconoscimento ISO affermando che le modifiche introdotte da ECMA ad Open XML non bastano per fare di questa specifica uno standard realmento aperto. "Noi crediamo che lo standard ISO ODF sia immensamente superiore alla specifica Open XML", ha scritto sul proprio blog Bob Sutor, vice president di IBM per l’open source. "ODF è ciò di cui oggi il mondo ha bisogno per favorire la concorrenza e l’innovazione e ridurre i costi per i clienti".
Il dirigente di Big Blue sostiene che nel settore delle suite per l’ufficio oggi non si possa parlare di vera interoperabilità, ma semmai di intraoperabilità (tra l’altro: microsoft office per mac non leggerà: in questo scenario un prodotto conserva un ruolo dominante grazie all’uso di tecnologie, come protocolli e formati dei dati, che pur essendo dichiarate standard "aperti" sono in realtà studiate per dare vantaggi alla loro "origine", ovvero il software (e il relativo ecosistema) da cui sono state partorite.
Secondo Sutor questa è la situazione che si verrà a creare quando, come annunciato negli scorsi giorni, anche OpenOffice e WordPerfect Office supporteranno Open XML.
L’avanzare di OpenXML creerà una guerra tra standard, che porterà probabilmente alla vittoria OpenXML. Mentre infatti le principali suite office non-microsoft (OpenOffice.org e Corel WordPerfect Office) implementeranno sia ODF che OpenXML, Microsoft Office approfitterà della sua posizione dominante per NON includere il formato ODF, spingendo quindi ad adottare OpenXML (restano ad ogni modo pressanti dubbi su come Microsoft intenda garantire la compatibilità con Office per mac per il quale non è previsto un update che supporti OpenXML o ODF). Le affermazioni di Sutor citate poco fa sono dunque tutt’altro che campate per aria. Lo standard di Microsoft disegnato per conferire a Redmond un ruolo di "gestore del formato" (e mantenere quindi un primato sulle innovazioni implementabili su questo formato) creerà di fatto una disparità tra i produttori di suite office.

Possibile che sia impossibile (scusate il gioco di parole) sfuggire al fottuto imperialismo informatico di M$? Ma che fine ha fatto l’antitrust?

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dicembre 11th, 2006 @ 02:16 AM • Classificato in IMHO, NEWS • Tags: , , , , , , commenti [2]

2 commenti

malexNo Gravatar said,

Commento • dicembre 14, 2006 @ 11:28 am

Da sempre M$ è sempre stata attenta a rafforzare il proprio predominio. Vistasi attaccata dall’adozione di uno standard di documento con ODF, ha contrattaccato producendo un proprio “standard” con lo scopo di ovvio di impedire l’adozione di ODF su vasta scala. Nulla di nuovo, la solita vecchia M$.

Rispondi

Blogbonzo » Odf o OpenXML said,

Pingback • agosto 16, 2007 @ 9:45 pm

[...] Il fatto che microsoft però continui a non supportare odf fa si che OpenXML abbia molte più possibilità di prendere piede rispetto al rivale, la posizione predominante della casa di Redmond potrebbe farla da padrona. http://marco.boneff.ch/blog/?p=210 [...]

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