OpenXML sta vincendo la guerra?

Siamo all’ennesima puntata della Webnovela che vede affrontarsi – senza esclusione di colpi – alcuni colossi dell’informatica mondiale per la conquista dello standard “aperto” per il salvataggio dei documenti delle suite di Office Automation.
Ricordiamo la notizia dell’altro ieri relativa alla decisione della Divisione delle Tecnologie dell’Informazione dello stato del Massachusset, che apriva alla possibilità di acquisire lo standard Open XML di Microsoft per la redazione dei documenti.

Il Massachusset, nel caso lo aveste dimenticato, è il luogo dove ha avuto inizio la guerra per il formato aperto dei documenti; il CIO della Information Technology Division di allora, Peter Quinn, disse: “Il governo sta facendo la storia introducendo rapidamente l’utilizzo del formato aperto nel salvataggio di tutti i documenti, che dovranno essere accessibili a chiunque, senza l’utilizzo di software chiusi per potere aprirli in futuro”. Questa decisione in un certo senso inverte la direzione assunta in precedenza, quando le linee guida stilate dai tecnici dello Stato avevano privilegiato lo standard OpenDocument Format (ODF). Alla base dell’inversione di rotta, che dichiara l’Open XML come standard “accettato”, la standardizzazione ottenuta da Microsoft lo scorso anno all’ECMA.

A suonare le trombe di guerra è Steven J. Vaughan-Nichols, editor di eWEEK.com , Linux & Open Source Center e di Ziff Davis Channel Zone. Prima di diventare technology journalist, Vaughan-Nichols ha lavorato alla NASA e al Dipartimento della Difesa in numerosi progetti tecnologici. Vaughan esordisce così: “Congratulazioni Microsoft; hai indotto tutti a credere alla grande bugia che l’Open XML sia uno standard aperto”; e per battere il ferro caldo egli riesuma il romanzo di Orwell, “1984”: una delle idee più raccapriccianti di questo romando è la Newspeak, ovvero quella che viene tradotta come la neolingua. Nella neolingua il linguaggio è costantemente intervallato da parole che possono indurre lo “stimolo del crimine”. Chi controlla la comunicazione, per logica, controlla quello che la gente pensa.

Secondo Vaughan, Microsoft sta facendo esattamente questo con l’Open XML. L’intento è quello di ricordare a tutti che l’open source – un termine che sta ora combattendo per mantenere la sua integrità – altro non è che un tipo particolare di standard aperto. Molti di noi nel mondo dell’IT Business concordano che gli standard aperti siano un’idea ottima; se non ci fossero questi, saremmo ancora bloccati da una mezza dozzina di versioni incompatibili con il linguaggio di programmazione C, non avremmo il WI-FI protocollo 802.11g, e via dicendo. Naturalmente, sebbene il raggiungimento di uno standard possa essere faticoso – a volte addirittura un’esperienza dolorosa – come sanno tutti coloro che hanno seguito la vicenda della guerra per la realizzazione del WI-FI 802.11n.

Sembrerebbe quindi che Microsoft sia sul punto di vincere realmente la guerra degli standard aperti fra il suo Open XML e il “realmente aperto” ODF (Open Document Format). E invece, l’azienda di Redmond appare disponibile al compromesso di realizzare una tranquilla interazione fra i due formati. Infatti, essa sta lavorando alla pari con rivali del calibro di Novell e Xandros per sviluppare una facile interazione fra i due formati. Tutto bene quindi?

L’esperto di standard e avvocato Andy Updegrove spiega l’attuale trappola dello standard aperto nel suo Standards Blog: “Chiaramente se ECMA 376 (lo standard ufficiale che nasconde Open XML) ottiene eguale status con ODF nel Massachusetts, esso sarà causa di forte delusione. Quando divenne chiaro che Microsoft non poteva proprio abbattere gli standard aperti, la compagnia decise di aprire il formato dei documenti di Office 2007”; e aggiunge: “Quella che poteva sembrare al peggio una vittoria di Pirro, in realtà non lo è; Office attualmente guida un enorme fetta di mercato, e la sua abilità nel neutralizzare le new entry nel mercato delle suite di produttività Office è enorme. Se nessuno sta comprando prodotti ODF, nessuno
svilupperà per loro. E se nessuno sta sviluppando per loro nessuno potrà competere con Microsoft”.

Perché Updegrove è così pieno di tristezza? Non è Open XML uno standard? E non ci sono i traduttori di Open XML? Qui Vaughan sferra l’attacco finale con argomentazioni alquanto articolate: “Egli è giù perché ha provato il veleno nel cosiddetto standard aperto di Microsoft. Updegrove ha fissato lo sguardo su un altro progetto Microsoft di standard aperto prima di ECMA, TC46 – XPS (XML Paper Specification).”

Per chi non lo sapesse, si tratta dell’ultimo tentativo di Microsoft di fermare il PDF di Adobe sui suoi passi. “Perché importa questa ultima candidatura?” si chiede Updegrove. “Importa perché essa indica un desiderio di Microsoft di istituzionalizzare ed
espandere un continuo, ambiente standardizzato che circonderebbe di prodotti di un unico vendor”
dichiara Vaughan ed aggiunge: “La pillola avvelenata consiste nel fatto che Microsoft, non un’organizzazione per gli standard, non un consorzio di aziende, decide cosa è necessario in Open XML e cosa no”. “Sicuramente, Open XML – e tutte le 4000 ed oltre pagine che lo compongono – è una sorta di standard aperto ora, ma una volta che ODF sarà fuori gioco come formato utilizzabile, resterà tale? Specialmente quando sarà così facile aggiungere un po’ di incompatibilità qua e là all’interno di uno standard così mostruosamente grande?”, si chiede Vaughan.

A questo punto Vaughan è scoraggiato: “Congratulazioni Microsoft, mi sembra che hai giocato il Newspeak game molto bene e
talmente tanta gente che sta acquistando il tuo Open XML è convinta che si tratti di uno standard aperto dove finiremo con l’impantanarci. E questo significa che tutti avranno bisogno di continuare ad acquistare i tuoi programmi Office invece di quelli di altri… La vita sarà buona per gli azionisti di Microsoft. Pidocchiosa con tutti gli altri, ma, andiamo, Microsoft non crede nella competizione, essa crede nella vittoria schiacciando i suoi nemici e facendo la carina con i clienti solo finché i prodotti Microsoft non saranno la loro unica scelta”
. E Vaughan chiosa: “Soprattutto, grazie alla tua Newspeak, alcuni pazzi già credono che Microsoft fa non solo i migliori, ma anche i programmi più aperti. Scusami. Mi sento un po’ male ora”.

Le discussioni sono aperte, la guerra è in pieno svolgimento, la vittoria, riteniamo, incerta; la saga appassionante.

di Gianfranco BudanoProgrammazione.it

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luglio 5th, 2007 @ 05:04 PM • Classificato in NEWS • Tags: , , , , Nessun commento

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