Fine 2006, fine della libertà informatica?
da una notiza su datamanager.it
“Entro l’ultimo trimestre dell’anno dovrebbe vedere il proprio debutto la nuova generazione di processori Intel destinati al segmento desktop.
Intel si appresta a lanciare la prossima architettura destinata ai pc desktop conosciuta fino ad ora con il nome in codice Conroe. La nuova generazione di processori Intel appartenenti alla famiglia Pentium D, con architettura dual core, adottano la tecnologia a 65 nanometri e si caratterizzeranno per le elevate prestazioni in termini di velocità e i bassi consumi.
I nuovi processori avranno una frequenza di clock che varierà, a seconda dei modelli, dai 2,66 GHz fino a 1,86 GHz e con 4 o 2 Mb di cache L2. Tutti i modelli avranno un front side bus da 1066 MHz.
Il nuovo Pentium D dovrebbe vedere il proprio debutto nell’ultimo trimestre del 2006.”
Orbene, perchè postare una notizia come questa nella categoria “commento”? Signore e signori, quello che state leggendo NON è l’annuncio dell’arrivo del solito nuovo processore. Quello che sta per arrivare è in definitiva il primo processore “Trusted”. Ma cos’è un trusted computer? In definitiva il trusted computer è esattamente ciò di cui ho parlato nel mio primissimo commento. Un processore programmato, in grado di controllare quello che fate col vostro computer e che mette per la prima volta nelle mani dell’industria un arma in grado di tracciare e pilotare il vostro computer in modo che si comporti in modo non dannoso… per lei!
Come spiega un bellissimo video pubblicato sul sito della “resistenza“, il trusted computer è uno strumento il cui scopo è garantire la difesa di un ambiente informatico da attacchi esterni. Il processore TCPA (così vengono chiamati generalmente i processori “trusted”) è programmato in modo da poter decidere quali programmi eseguire e a quali condizioni. In poche parole in questo modo, il processore ci proteggerebbe dai virus, che appunto sono programmi che il processore considererà come una minaccia, rifiutandosi di eseguirlo. Bella cosa vero? In realtà il problema che sta alla base del trusted computing è che l’utente non ha il potere di decidere di quali programmi fidarsi. Tutto è già stato deciso dall’industria e proprio quest’ultima, ha deciso che è meglio non fidarsi dei propri clienti. Il TCPA, che verrà universalmente promosso come il CHIP della sicurezza assoluta, di fatto ANNULLA la proprietà del proprio padrone, impedendogli di veramente decidere cosa eseguire sulla propria macchina. Insomma, in nome di una maggiore sicurezza vi si toglie libertà. Non vi viene in mente un certa novella di Aldous Huxley, Brave New World?
Il TCPA è un arma molto potente, che può anche essere usata in modo positivo, certamente. Il problema vero è che in futuro potrebbe anche essere usata contro di voi, per vietarvi di utilizzare determinati programmi, per vietarvi di visitare determinate pagine web, per evitarvi di comunicare con persone sgradite ai magnati delle grandi major del software e dell’intrattenimento.
Insomma col TCPA, si chiude l’epoca della possibile libertà informatica e inizia l’epoca del controllo, della subordinazione, della non libertà di decidere della merce da noi acquistata.
Come reagire?
1) se avete intenzione di acquistare un nuovo computer, fatelo il prima possibile e diffidate anche dei nuovi mac, il famoso intel core duo è un processore trusted!
2) iniziate anche voi a diffondere tra i vostri amici e parenti la conoscenza sul trusted computing. A questo punto solo un rifiuto dei consumatori può salvare la sicurezza informatica
3) migrate se possibile ad un sistema operativo libero come GNU/Linux
4) visitate i siti http://www.no1984.org e http://laspinanelfianco.wordpress.com per tenervi aggiornati sugli sviluppi del trusted computing
Ribellatevi. Contro i virus oggi possiamo già difenderci in modo efficace. Ma non possiamo difenderci dal trusted computing. Cosa vale di più, la sicurezza garantita del nostro computer o la nostra libertà?
Pensateci!
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