Perchè opporsi ai DRM

Da qualche tempo Doxaliber.it sta pubblicando una serie di interessanti articoli sui DRM (Digital Rights/Restrictions Management), ovvero i famosi lucchetti digitali utilizzati per evitare la copia illegale di materiale multimediale come film, musica o semplicemente programmi.
Non essendo informato quanto Salvatore Ingrosso, autore di questi articoli, posso limitarmi unicamente a darvi la mia opinione in merito, citandovi di volta i suoi interessanti articoli, che veramente insegnano molto e dovrebbero aiutarci a riflettere e a prendere delle decisioni ponderate al momento giusto. (aspettatevi dunque una serie di rimandi ai suoi articoli ok? :D )
Ma perchè ci interessano i DRM? Perchè mai dovremmo parlarne? Perchè dovremmo preoccuparci se le major, spaventate dall’enorme tracollo che il mercato dei CD e dei film, decidono di inserire nei CD, nei file audio e nei DVD da loro venduti elaborati sistemi anticopia? Non è nel loro interesse più legittimo pararsi le (s)palle?

Di fronte a questa obiezione offro due risposte. La prima si appella ad una questione di principio e che purtroppo non si limita al solo ambito dei DRM e del mercato musicale e cinematografico. I DRM, così come i sistemi di Trusted Computing e i brevetti software, sono tentativi condotti in malafede dalle softwarehouse e dalle major con lo scopo di fregare i propri clienti, sottraendo loro libertà e trattandoli da fessi, dimenticandosi che alla fine proventi provengono proprio dalle loro tasche. Il mercato ha o dovrebbe avere delle regole “morali” alla sua base. Basterebbe il rispetto!

Quando andate al bar a bervi il caffè, vi aspettate che il barista non ci sputi dentro. Allo stesso modo il barista si aspetta che voi paghiate solleciti all’esposizione dello scontrino. Di certo non si aspetta di dover fare a botte per spillarvi il dovuto.

Nel mondo dei computer e del digitale in generale, purtroppo, oggi questi rapporti si stanno incrinando, e vige un po’ quella che si potrebbe definre “Legge della giungla” dove il più forte comanda e il più debole…paga.

Non si capisce bene perchè la gente nonappena si parla di “computer” o di “informatica” si lascia suggestionare e finisce per accettare condizioni d’acquisto e comportamenti da parte dei venditori che nessuno tollererebbe mai se ad essere acquistato non fosse un computer, un televisore digitale o un lettore mp3. Insomma, pensate a come viene venduto windows. Vi offrono un contratto, ma se aprite la scatola per leggere i termini di questo contratto (la licenza si trova sigillata in una plastica all’interno della scatola di windows) è come se “sverginaste” il prodotto che acquistate, come se lo usaste. Quindi non potete rifiutare il contratto senza comunque pagare il prodotto… sempre che non vi organizzate di conseguenza e impariate ad aggirare il problema).

Accettereste un simile soppruso se invece di essere windows ad esservi venduto così, stessimo parlando di un pacchetto assicurativo o di un’automobile?

Ebbene, se siete contro la legge del più forte, se semplicemente vi indignate ogni qualvolta un produttore cerca di farvi fessi, se siete contrari a questo tentativo di squilibrare i principi stessi che sono alla base del nostro vivere civile allora non potete che opporvi ai DRM, al Trusted Computing e a tutti i sistemi che manipolano, limitano, nascondono e soggiogano il consumatore.

La seconda risposta che darei a chi invece si preoccupa della tutela dei produttori, è che è dimostrato CHE NESSUN SISTEMA ANTICOPIA È EFFICACE CONTRO LA PIRATERIA. Volete copiarvi un brano musicale protetto da DRM? Niente di più facile: masterizzatevi i vostri files musicali protetti e rippatevi il CD ottenuto: otterrete degli ottimi mp3 non protetti. E non pensate che questo le major o le softwarehouses non lo sappiano!
Il realtà più che la tutela dei diritti d’autore, alle major importa il dominio del mercato. Vendere un brano coperto da DRM significa prima di tutto avere la possibilità di vendere un lettore capace di leggere questo formato. Lotta alla pirateria UN CORNO!
Ora consideriamo cosa potrebbe succedere se ogni casa si producesse il proprio lettore con il proprio sistema DRM: in casa dovremmo avere 10 lettori DVD, 3 o 4 lettori multimediali portatili.
È questa la più grande motivazione che dovrebbe portarci a combattere i DRM e a difendere e supportare gli standard liberi, grazie ai quali ci si libera da una condizione di sudditismo e diventa possibile parlare di libero mercato.

Pensiamo per un attimo al mondo dei PC e dei formati dei files: se il vostro file word può essere letto correttamente solo da word, voi dovrete comprarvi il suddetto programma che diventerà (come del resto è già) il formato più usato da tutti de-facto. Se invece usate il formato standard iso .odt, potrete modificare quel file con qualsiasi programma di manipolazione di testi, sarete liberi di scegliere semplicemente quale programma vi piace di più, in una perfetta logica di concorrenza, di domanda e di offerta.

Perchè questi sistemi possano venir sconfitti, perchè la legge del più forte diventi poco motivante, perchè si possa ottenere un futuro più libero dobbiamo quindi combattere. Come? Semplicemente facendo il nostro interesse, rifiutandoci di acquistare software che ledono alla nostra libertà, semplicemente rifiutando di acquistare musica che può essere ascoltata solo con quel dato lettore multimediale, informandoci costantemente sui prodotti prima di acquistarli e soprattutto superando la barriera culturale che ci fa identificare tutto ciò che è legato alle tecnologie come “difficile” o “incomprensibile”. Tutto si può comprendere, basta provare. E guardate che qui non stiamo parlando di avere passione o amore per questi temi, si tratta semplicemente di ricevere un’informazione, un’alfabetizzazione tale da permetterci di essere vittima degli sciacalli del terzo millennio. È un po’ come saper attraversare la strada. Bisogna imparare a guardare a destra e a sinistra prima di scendere dal marciapiede.


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febbraio 16th, 2007 @ 05:48 PM • Classificato in NEWS • Tags: , , commenti [2]

2 commenti

ninoNo Gravatar said,

Commento • febbraio 17, 2007 @ 6:21 pm

sono anzi ero quello di blogpolitic, ricordi?
avevo scritto che sono una persona capace di cambiare idea bhe conosco me stesso sono passato a wordpress anche se devo ammettere con qualche dubbio cmq mi servirebbe qualche consiglio, come posso inserire script tipo google analytis senza comprare il css, e come posso modificare la scritta in inglese quando inserisco grazie

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NeffNo Gravatar said,

Commento • febbraio 18, 2007 @ 10:20 pm

Ciao nino, felice di vederti su wordpress :) .
Io uso google analytics ma tutto dipende se hai aperto un blog su wordpress.com oppure se hai acquistato un tuo spazio hosting su cui mettere il tuo blog. Nel mio caso io ho uno spazio hosting personale, per quello che mi costa ho ritenuto che fosse una spesa più che accettabile. Per installare Google Analytics sul mio blog ho semplicemente installato un comodo plugin. Ce ne sono davvero tantissimi che offrono questa funzione. Li trovi tutti o quasi qui: http://codex.wordpress.org/Plugins/Statistics

purtroppo leggo qui http://faq.wordpress.com/2006/08/03/can-i-use-google-analytics/ che su wordpress.com non si può installare google analytics… eppure sono convinto che un modo ci dev’essere, almeno per abilitare un servizio simile. Non essendo esperto di wordpress.com ti consiglio di chiedere a Felipe su pollycoke oppure a imu e astars su osrevolution.wordpress.com

Prova e fammi sapere ;) …e grazie per la visita!

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