Un primate… da primato! Tutte le novità di ubuntu 7.10 “Gutsy Gibbon” !

gibbone_gutsy.png

Mancano ormai 15 giorni al rilascio definitivo di Ubuntu 7.10 Gutsy Gibbon (gibbone coraggioso).
In realtà è già da ora possibile procedere all’aggiornamento alla versione beta, opzione che tuttavia mi sento di sconsigliare salvo agli utenti più esperti: in gutsy sono attualmente inclusi pacchetti non ancora pronti al del tutto per l’utente finale.

Io stesso, scrivendo per ubuntusemplice una guida a Thunderbird, ho trovato degli errori di impacchettazione che non sono ancora stati risolti (ho tempestivamente segnalato il bug in launchpad quindi se si danno una mossa dovrebbero farcela in due settimane a sistemare il tutto).

Se però volete provare gutsy in anticipo e sapete quello che state facendo, beh! Buona fortuna!

Ma cosa è cambiato in Gutsy rispetto alla nostra vecchia e cara Feisty Fawn? Andiamo a vedere:
Prima di tutto, come ormai penso saprete, la nuova Gutsy include l’ultimissima versione di GNOME, la 2.20, le cui molteplici innovazioni sono elencate QUI.

Nella nuova Gutsy inoltre, troverete gli effetti Desktop di compiz-fusion già installati di default. Non vi è ancora stata conferma ufficiale, ma pare che in questa versione di ubuntu vedremo all’opera il nuovissimo (in effetti è stato rilasciato solo ieri ;P) core di Compiz targato 0.6, una versione decisamente migliorata rispetto alla 0.3.6 che muoveva il cubo su Feisty. Gli effetti desktop saranno abilitati di default qualora il vostro desktop non necessiti di driver proprietari (quindi se possedete una scheda grafica integrata intel). In caso contrario una rinnovata versione del celebre “restricted driver manager” vi chiederà se volete installare gli ultimi driver proprietari per le vostre schede NVIDIA e ATI.
Questa nuova versione del gestore dei driver con restrizioni potrà inoltre gestire driver in sè liberi, ma che necessitano di estensioni proprietarie per poter funzionare, come ad esempio firmware non liberi.

Ai possessori di queste ultime schede grafiche devo tuttavia dire di pazientare ancora un po’. I nuovi driver AMD/ATI che supportano AIGLX e offrono ottime prestazioni in ambiente linux come in windows non tarderanno ad arrivare anche se non saranno inclusi di default in questa versione di ubuntu.

Terza novità di Gutsy è la ricerca istantanea integrata in stile “spotlight” su OSX ottenuta questa volta grazie ad una nuova versione di Tracker. Questo sistema va a sostituire l’ottimo ma più pesante Beagle. Ovviamente insieme a tracker è stata unclusa una nuova versione di Deskbar (anche se io francamente preferivo la versione precedente) e una nuova tool di ricerca pensata specificamente per Tracker.

Sul pannello superiore, di fianco al controllo del volume e all’orologio troverete poi il “fast user switching”, una funzione che come avrete capito vi permetterà di saltare da un utente all’altro semplicemente selezionando il nome di un altro utente da un comodo menù a tendina. Si poteva anche vivere senza, tuttavia anche questi piccoli ritocchi non fanno male ad una distribuzione ambiziosa come ubuntu.

La versione di Firefox inclusa in Gutsy conterrà inoltre un pratico “plugin finder wizard”, un sistema che consentirà agli utenti di ubuntu di avere un rapido accesso alle plugin più comuni offrendo una migliore esperienza di navigazione grazie anche alla migliorata integrazione con il sistema, con il quale condividerà supporto e sicurezza.
In aggiunta, all’interno della versione semplificata di synaptic presente in fondo al menù applicazioni (si, sto parlando della solita opzione “Aggiungi/Rimuovi…”) sarà possibile selezionare estensioni per firefox e thunderbird, senza il bisogno quindi di dover navigare sul sito di mozilla.


Ma le novità non sono finite: Per tutti coloro che reclamavano la goffaggine di ubuntu nella gestione multimonitor i tempi dello sclero sono finiti: Gutsy presenta infatti una nuova tool per la gestione degli schermi, che permette in modo semplice ed automatico di selezionare e configurare risoluzione e disposizione dei monitor collegati alla vostra linux box. Provare per credere!

Ma se credete che ubuntu abbia migliorato unicamente la gestione dei monitor dovrete ricredervi: in Gutsy si sono dati molto da fare per migliorare il supporto alle stampanti: da questo momento in poi l’installazione e la configurazione di queste ultime sarà completamente automatizzata. Collegate la vostra stampate al computer, lasciate che ubuntu ronzi per un po’ e… voilà: stampante installata e configurata!

In questa nuova release è da segnalare inoltre il pieno supporto in lettura e scrittura delle partizioni windows (NTFS), una migliore gestione del consumo energetico e della temperatura del processore (con conseguente aumento della durata della batteria per chi come me utilizza ubuntu su di un portatile), l’aggiunta del framework di sicurezza Apparmor e il migliorato supporto ai thin client.

Mica male vero? Secondo me più che un primate, questa gutsy segnerà un ulteriore primato tra le distribuzioni user friendly! (PCLinuxOS? mpfffffff!!)


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ottobre 3rd, 2007 @ 12:39 AM • Classificato in NEWS • Tags: , commenti [6]

6 commenti

DùnadanNo Gravatar said,

Commento • ottobre 3, 2007 @ 1:08 pm

Aggiungerei anche (per me è molto importante) il supporto nativo alle reti Wi-Fi che utilizzano la cifratura WPA-PSK (wpasupplicant che mi ha sempre fatto penare con il mio Netgear e il nic USB wg111 è installato di default :) ).
Buona Gutsy!

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lucaNo Gravatar said,

Commento • ottobre 3, 2007 @ 8:12 pm

Perché “(PCLinuxOS? mpfffffff!!)”
io la uso da maggio 2007 e mi sono sempre trovato bene,non mi ha mai piantato in asso a differenza di ubuntu 7,01 che mi ha presentato varie volte la schermata nera al boot.
ciao

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NeffNo Gravatar said,

Commento • ottobre 3, 2007 @ 11:15 pm

Scusami Luca, non ho nulla contro chi usa altre distribuzioni (ci mancherebbe altro! W La libertà di scelta) tuttavia, dato che ora PCLinuxOS è al primo posto della classifica di distrowatch credo che fare qualche confronto con la seconda in classifica sia perfettamente lecito. Così qualche settimana fa ho deciso di provarla e… che delusione! Non solo PCLinuxOS ha un nome he proprio non si può sentire, ma non ha assolutamente NIENTE di innovativo rispetto a distribuzioni storicamente più importanti e decisamente più curate, come ad esempio Mandriva o ancora meglio SuSE. PCLinuxOS è l’ennesimo tentativo malriuscito di ricreare un linux che sembri windows, un po’ come fa linspire/freespire (solo che quest’ultima lo fa molto meglio a parer mio).
Per tentare di risultare più semplice agli utenti windows PLOS presenta un tema grafico obbrobrioso che vorrebbe senza riuscirci ricordare “luna”, il tema predefinito di windows xp. Mischia senza ritegno applicazioni GNOME con applicazioni KDE, software proprietario con software libero e nonostante credo che faccia molto “effetto” a chi si avvicina per la prima volta al pinguino, non capisco come possa essere una distro così popolare. PLOS è una distribuzione che sta a metà tra windows e linux. Di fatto non sceglie di essere nessuno dei due, non innova assolutamente NULLA e non disegna una nuova via per delineare il futuro di linux sul desktop: è una distro senza spina dorsale, senza visione e secondo me senza futuro. Non capisco come abbia fatto a rientrare anche solo tra le prime 5 distro di distrowatch e quale stratagemma abbiano usato i suoi seguaci per salire così in fretta la classifica.

Il mio giudizio impietoso è chiaramente una mia opinione personale. Non ritengo di essere il detentore supremo della verità, tuttavia mi permetto di sogghignare quando qualcuno cerca di confrontare ubuntu (che per quanto non perfetta si sta davvero dando da fare per essere innovativa, intuitiva e “onesta” con chi cerca una genuina esperienza linuxara) a quella specie di mutante chiamato PCLinuxOS.

Naturalmente il mio giudizio non vuole essere un attacco a chi ha scelto PLOS, solo che mi piacerebbe capire il perchè di una scelta tanto bizzarra :) . Spero che tu non ti senta offeso, non era mia intenzione, davvero, ho solo scritto quel che penso :) ovvero “tanto male” di PCLinuxOS.

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NeffNo Gravatar said,

Commento • ottobre 3, 2007 @ 11:16 pm

Ah dimenticavo, ubuntu 7.01 non esiste :P

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lucaNo Gravatar said,

Commento • ottobre 4, 2007 @ 2:01 pm

vabbé, ubuntu 7.04

ci mancherebbe che mi sentissi offeso per una distribuzione linux! però, però…. non sei il primo che fa ironia sul nome, che dice che ha una grafica pessima, che non è ne carne ne pesce, intanto io da utonto linux l’ho installata senza problemi, mi ha impostato subito la risoluzione del monitor LCD da 20″(1680×1050), ho installato i driver nvidia senza problemi, adesso dopo l’ultimo aggiornamento ho già compiz fusion che funziona perfettamente,decine di applicazioni pronte ed installate di default, ecc. ecc.
Ti elenco i problemi che ho avuto installando ed usando ubuntu? (mi sono avvicinato a linux proprio con ubuntu)
risoluzione monitor 1280×1024 al massimo, driver nvidia aggiornati e presentato schermo nero al login, beryl che lanciato mi toglie i bordi delle finestre, aggiornamenti quasi quotidiani che un paio di volte mi hanno ripresentato la schermata nera al login, boh, se questa è considerata quella facile nonchè la
migliore…………Certo, sono tutti fastidi risolvibili, ma qual’è quella che si fregia di essere la “distribuzione umana” ?
ciao

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NeffNo Gravatar said,

Commento • ottobre 4, 2007 @ 7:18 pm

@luca

Guarda, dopo aver postato il mio commento di ieri mi sono sentito un po’ in colpa, cosi ho deciso di “riprovare” PCLOS per poter magari essere più onesto e obiettivo con le mie critiche a questo sistema. Così ho preparato un drive su virtual box (faccio girare allo stesso modo anche gutsy beta) e ho fatto partire l’installazione. Purtroppo non posso dire di aver cambiato opinione di molto. L’installazione è molto semplice e intuitiva, peccato sia solo in inglese (nonostante abbia selezionato “italiano” all’avvio del live CD). Purtroppo anche a installazione terminata mi sono ritrovato con un sistema totalmente in inglese. Già questo per quanto mi riguarda è un ostacolo per l’utente novello che si appresta a passare a linux. Per quanto riguarda i desktop effects, inclusi in via SPERIMENTALE in ubuntu feisty, non posso dire nulla dato che purtroppo in VirtualBox non dispongo di abbastanza memoria video per eseguire questo genere di effetti. Installare driver proprietari non è automatico in ubuntu per una questione per certi versi filosofica, ma molto “pratica” nella sua applicazione pratica. Ubuntu non vuole inserire di default software su cui non ha potere e che potrebbe conseguentemente portare a problemi. non si fornisce software non libero alla leggera proprio perchè si tenta di offrire all’utente la possibilità di scegliere se limitare la propria libertà installando software non ufficialmente supportabile. Capisco la frustrazione di chi passa a linux per la prima volta, ma ubuntu pur richiedendo all’utente di prendere una scelta, cerca di introdurre gli utenti alla filosofia del software libero, che per quanto se ne dica, è di fatto l’unica vera differenza che distingue linux dai sistemi operativi proprietari. Ubuntu sceglie di non preistsallare questi driver anche per esercitare pressione sull’industria, per cercare di fare in modo che i produttori rilascino le specifiche delle loro componenti, permettendo alla comunità del software libero di produrre driver liberi e migliorabili nel tempo. Ubuntu è però anche una distribuzione pragmatica. Per installare i driver nvidia basta affidarsi al restricted drivers manager (quando ubuntu scopre una componente di cui esistono migliori software proprietari lo segnala all’utente, permettendogli se vuole di installarli con un clic del mouse). Se ti è partito il server X quando hai installato i driver NVIDIA è perchè non hai seguito il metodo ubuntu per installare i driver, e forse ti sei affidato a pacchetti di terze parti. Lo stesso si può dire di beryl. Ubuntu ha deciso di rendere più semplice l’installazione dei desktop effects optando per una configurazione standard di compiz, una soluzione ben bilanciata di effetti che non richiede una grande esperienza per essere configurata. Purtroppo beryl ha un configuratore molto complesso non certo alla portata della massaia o della nonna di turno. Inoltre siccome la versione di compiz inclusa in ubuntu era ancora abbastanza embrionale, si è deciso di non abilitare questi effetti di default, proprio per non rischiare di trascinare l’utente alle prime armi in problemi da configurazione avanzata. Sono felice che PCLOS permetta di operare in modo più semplice, tuttavia non si tratta di una distribuzione coerente e con una visione sul futuro di linux. Se tutte le distribuzioni facessero come PCLOS il software libero rischierebbe di morire in pochi anni. Non ci sarebbe difatti alcun incentivo da parte delle companies a rilasciare specifiche, lasciando la comunità dipendente dal lavoro dei produttori di hardware, senza nessuna possibilità di offrire all’utenza un sistema veramente libero. Allo stesso tempo PCLOS fa funzionare particolari (come beryl o compiz) senza pensare alle esigenze di base dell’utente più comune, che vorrebbe poter usare il proprio computer nella sua lingua madre.
Io non ho nulla contro PCLOS in sè, ma mi spiace che riscuota tutto questo successo perchè credo che sia una distribuzione pericolosa per il futuro di linux. Avere molti utenti su linux non serve a niente se poi i valori di linux vengono dimenticati. Per essere così dipendenti dai produttori hardware è molto meglio rimanere su windows o passare ad un ottimo sistema MacOS. Certo, bisogna accettare di rinunciare alla propria libertà ma a quanto pare molti utenti di PCLOS sono disposti a questo compromesso. Io credo fermamente che ubuntu debba rimanere così com’è: orientata all’utente finale ma coerente col messaggio del software libero, creato appositamente per offrire all’umanità un patrimonio di conoscenza per tutti, su cui costruire il progresso e il futuro. PCLOS sarà una soluzione più semplice per un utente che non vuole imparare, ma snatura quello che è il software libero riducendosi ad un “semplice giocattolo” con cui trastullarsi fino all’uscita della prossima figata tecnologica.

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