Red Hat sbatte la porta in faccia a Microsoft
BARCELLONA, Spagna – Microsoft, in attesa di concludere con Red Hat un accordo sui brevetti simile a quello appena stipulato con Novell, ha deciso di fare tutto da sola e di fornire una specie di indennità ai suoi clienti che utilizzano anche Red Hat Linux.
All’inizio del mese Microsoft ha concluso un accordo con Novell , con il quale la società di Redmond si impegna a non fare causa a Suse Linux (la distribuzione di Novell) per violazione di brevetto ed a fornire supporto e tecnologia per favorire l’interoperabilità tra i due sistemi.
L’accordo in questione, come puntualmente ricordato da Bruce Perens, il quale ha accusato Novell di essere la nuova SCO, viola la GPL, ed infatti ha ricevuto le critiche del mondo Open Source.
Ultimo, in ordine di tempo, il comunicato ufficiale del team di Samba.
“Vorremmo sottoscrivere un accordo simile suoi brevetti con tutti i distributori di Linux, ma da qualche parte dobbiamo pur cominciare. Il fatto che il Presidente di Novell, Ron Hovsepian, ci abbia cercato per trovare un accordo sull’argomento, ha reso il tutto molto più veloce”, ha dichiarato Bill Hilf, General Manager di Microsoft per le strategia di piattaforma.
Ma Hilf ha riconosciuto che è una situazione surreale avere i clienti Microsoft che utilizzano Suse Linux coperti da qualsiasi possibile causa, grazie all’accordo stipulato con Novell, ed avere altri clienti Microsoft, che magari utilizzano Red Hat o altre distribuzioni, non tutelati contro eventuali cause per violazione di brevetto.
Red Hat al momento è la distribuzione leader negli Stati Uniti, di conseguenza anche la maggior parte dei clienti Microsoft che utilizzano Linux, molto probabilmente, stanno utilizzando una Red Hat.
“E’ una brutta situazione, e se questi clienti ci chiederanno un indennizzo contro i brevetti, daremo loro ascolto. Se ci chiedono di fare qualcosa, valuteremo tutte le possibili opzioni, anche se la soluzione da noi preferita sarebbe quella di stipulare un accordo con Red Hat”.
Leggendo le dichiarazioni di questo Hilf non ho potuto fare a meno di rilevare un linguaggio che ricorda vagamente quello dei Boss mafiosi, il linguaggio ed i metodi sembrano proprio quelli di Don Corleone, il famigerato Boss della saga del Padrino.
Provate a ripetere le parole di Hilf con un marcato accento siciliano e con la voce di Marlon Brando:
“Noi non vi vogliamo male, ma un incidente può sempre capitare. Vi stiamo facendo un’offerta che non potete rifiutare, così staremo tutti più tranquilli, mi spiegai?”.
Ma a quanto pare, almeno per il momento, Red Hat se ne sbatte delle “velate minaccie di Microsoft”.
Mark Webbink, delegato del Consiglio Generale di Red Hat, ha detto ad eWeek: “Non crediamo che ci siano le necessità, o le basi, per il tipo di legame definito nell’accordo Microsoft-Novell”, ad ogni modo Red Hat, “ha lavorato e continuerà a lavorare con Microsoft per una vera interoperabilità, e per gli standard aperti, allo stesso modo con cui li abbiamo consigliati nello sviluppo della loro Open Specification Promise”.
Hilf, che al momento è in giro per l’Europa per promuovere l’accordo con Novell, ha ammesso che nella comunità open-source c’è molta negatività intorno all’accordo ed ha detto: “La nostra intenzione con questo accordo non è creare un problema, ma risolverlo”.
Ma è Bob Muglia, Vice Presidente Microsoft per il settore servers and tools, a svelare le due primarie motivazioni che hanno spinto Microsoft a concludere l’accordo:
“La prima è l’interoperabilità, che è molto positiva per noi, in ogni senso, la seconda è riconoscere, senza ambiguità, che c’è un valore per la proprietà intellettuale all’interno dei prodotti open-source che sono utilizzati dai clienti, e che questa proprietà intellettuale dovrebbe essere onorata”.
Insomma, la storia per me è semplice, visto che con SCO è andata male, adesso Microsoft cerca di far si che sia la stessa Comunità Open Source a riconoscere il valore dei brevetti, e lo fa per vie traverse, spingendo i grossi distributori di Linux a concludere accordi di non belligeranza.
Un accordo di “non belligeranza” di fatto riconosce il valore dei brevetti ed i possibili rischi derivanti da una causa, un accordo del genere rafforzerebbe la posizione di Microsoft e delle aziende che producono e brevettano software proprietario, le quali oggi si accordano ma in futuro, al momento opportuno, potrebbero benissimo rivedere le loro posizioni, che questa volta sarebbero però rafforzate, proprio perché riconosciute implicitamente dalla stessa comunità Open Source.
Ulteriori dettagli (in inglese) su EWeek
tratto da: www.doxaliber.it
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