Upgrade a Jaunty: Fresh install o aggiornamento via update-manager?

jaunty

Come coloro che seguono neffscape live su twitter già sapranno anche questa volta non ho saputo resistere e colto da un raptus di curiosità, ho preso la decisione di passare a Jaunty prima del rilascio finale che è previsto tra 9 giorni. Come sempre ho preferito innanzitutto eseguire un upgrade usando update-manager in modo da testare la procedura di aggiornamento proposta e prendere nota di eventuali malfunzionamenti e quindi procedere con un fresh install per rendermi conto delle eventuali differenze tra la versione ottenuta tramite aggiornamento e quella “fresca” da immagine iso. Ecco com’è andata.

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aprile 14th, 2009 @ 05:11 PM • Classificato in NEWS • Tags: , , , commenti [12]

Alcuni programmi utili per ubuntu feisty #1

tildalogoexaile1 gimplogo

In questi giorni mi avete sentito poco e per diversi motivi: oltre al fatto che ho dovuto servire AIESEC nel mio ruolo di responsabile relazioni coi media per la manifestazione “Career Days” da noi organizzata, ho dovuto partire per il servizio militare. Ok, si è trattato di un giorno solo, finalizzato alla messa in pagina del sito internet di cui mi sto occupando, ma vi assicuro: ho dovuto lavorarci abbastanza (e a dire il vero non ho ancora finito!). Ma i mali del mondo, si sa, arrivano sempre ben accompagnati. In una delle mie follie notturne col PC, vale a dire “notti magiche inseguendo un crash” ho completamente distrutto la mia installazione di ubuntu, cosa che mi ha spinto negli ultimi due giorni ad una nuova, fresca installazione, che in molti casi (specialmente quando si parla di ubuntu) risulta la soluzione più veloce a certi problemi. Questa volta, nell’installare da capo la mia distro preferita ho voluto prestare particolare attenzione applicando una selezione piuttosto accurata del software in uso. Naturalmente installando ho scoperto qualche nuova chicca che mi sento di segnalarvi. Leggi tutto »

maggio 27th, 2007 @ 03:34 AM • Classificato in GUIDE • Tags: , , commenti [4]

Spam: perchè, quanto è, chi lo manda, quanti abboccano, come difendersi

Tutto sullo spam

Perché “spam”? Il termine spam si riferiva in origine a un prodotto alimentare in scatola, tuttora reperibile in vari paesi, a base di carne precotta, commercializzato dalla Hormel Foods. La grafia corretta del prodotto alimentare è SPAM, tutto in maiuscolo, proprio per distinguerlo dallo spam digitale. Il sito ufficiale è Spam.com.

Durante la seconda guerra mondiale, lo SPAM fu uno dei pochi alimenti esclusi dal razionamento in Inghilterra, per cui gli inglesi se lo trovavano in tavola un giorno sì e l’altro pure; questo ha contribuito a un certo tedio britannico verso il prodotto, che è sfociato in un celebre sketch di Monty Python (ne trovate il video su Youtube), ambientato in una bettola nella quale si servono soltanto piatti a base di SPAM. La ripetizione ossessiva della parola SPAM è stata associata, dai primi Internettari, alla ripetizione ossessiva presente nelle pubblicità-spazzatura, e da qui è derivato l’uso di spam (minuscolo) per indicare qualsiasi comportamento ripetitivo, irritante e di poco pregio.

Quanto spam gira? Secondo The Inquirer, uno studio recente della Commissione Europea segnala che oltre la metà dei messaggi di posta inviati nell’UE è spam; per alcuni utenti, lo spam rappresenta l’80% di tutta la posta ricevuta. I peggiori spammer sono negli USA, che generano il 21,6% circa dello spam mondiale. La Cina è seconda, staccata al 13,4%; terzo è il Giappone, seguito da Russia, Corea del Sud, Canada e Inghilterra, secondo i dati in tempo reale di Spamhaus.

Secondo dati Ironport, a giugno 2006, i messaggi di spam erano circa 55 miliardi al giorno; 20 miliardi in più che nel 2005. L’utente più spammato in assoluto è Bill Gates, che ne riceve 4 milioni l’anno (questo articolo della BBC, che avevo linkato inizialmente, dice “al giorno” riportando la dichiarazione effettiva di Steve Ballmer, ma Ballmer si è poi corretto in un’intervista successiva). L’oggetto più frequente di questo spam è costituito da metodi per fare soldi in fretta.

Chi lo manda? Le botnet (gruppi di computer di utenti inconsapevolmente infetti) sono responsabili per l’80% dello spam. Le gang di spammer professionisti sono meno di 300 in tutto il mondo, secondo Spamhaus. Spamhaus pubblica anche la top ten degli spammer più pestiferi, i cui nomi e cognomi sono ben noti; non vengono arrestati quasi mai, perché operano da paesi nei quali fare spamming non è reato o è reato minore, oppure usano società fantasma per rendere difficile la creazione di prove legalmente valide e continuano a cambiare sedi e fornitori d’accesso.

Ma qualcuno abbocca? Certamente. Per come è strutturato lo spam, (costo zero per inviare messaggi), non importa quanto siano rari gli ingenui che abboccano: anche un tasso di una vittima su 100.000 messaggi porta comunque a un guadagno per lo spammer, che viene pagato dal committente per ogni vendita realizzata o a forfait (nel caso dello spam azionario). E lo spam rende. Per esempio, Jeremy Jaynes era nella top ten degli spammer di Spamhaus nel 2004 e guadagnava 750.000 dollari al mese; però quando fu arrestato negli Stati Uniti si prese anche nove anni di galera (non ancora iniziati).

Come fanno a trovare il mio indirizzo? Gli spammer esplorano la Rete con programmi automatici (web spider) alla ricerca di indirizzi pubblicati nelle pagine Web, per esempio nelle pagine dei forum o negli organigrammi pubblicati dai siti aziendali o istituzionali; si abbonano alle mailing list per acquisire la lista degli iscritti; mandano le catene di Sant’Antonio per poi raccoglierne gli elenchi di mittenti spesso inclusi da chi le inoltra; copiano i dati degli intestatatari di siti, pubblicati tramite i servizi Whois; e usano virus che copiano la rubrica degli indirizzi dal computer della vittima e la mandano allo spammer.

Come difendersi? Quasi tutti i programmi di posta hanno dei filtri interni ai quali si può “insegnare”, tramite esempi, quali messaggi sono spam e quali no; i provider, inoltre, offrono filtri antispam, magari a pagamento. Anche se Microsoft e altri stanno proponendo sistemi antispam molto complessi, sta prendendo piede un sistema semplice chiamato graylisting: in sintesi, la prima volta che si riceve un e-mail da un indirizzo sconosciuto, il nostro provider lo respinge temporaneamente al provider del mittente con la richiesta di ritrasmetterlo più tardi. Se il mittente è legittimo, lo ritrasmette e si stabilisce da quel momento in poi la normale comunicazione; l’indirizzo del mittente viene considerato valido; se il mittente è uno spammer, difficilmente ritenterà la trasmissione e quindi il suo spam non verrà mai recapitato. Questo sistema non richiede alcuna impostazione da parte dell’utente, richiede pochissime risorse ai provider, e funziona a prescindere dal contenuto del messaggio.

Per il momento, la prevenzione resta la miglior difesa: date il vostro indirizzo di e-mail soltanto alle persone di cui vi fidate e con la preghiera di non includerlo nei campi “CC” o nelle catene di sant’Antonio; non mettetelo nel vostro sito, blog o pagina Web (se lo dovete fare, “cifratelo” usando un’immagine o una grafia comprensibile solo alle persone ma non ai programmi automatici, come topone chiocciola pobox.com, oppure inserendo una parola da rimuovere, come topone.togli-questo@pobox.com).

Usate inoltre regolarmente un antivirus e un antispyware per essere sicuri di non essere portatori sani d’infezione spiona o addirittura disseminatori inconsapevoli di spam, e impostate i vostri programmi di posta in modo che non scarichino automaticamente le immagini e non interpretino l’HTML nei messaggi di posta. Le immagini e l’HTML vengono usate dagli spammer per sapere se leggete i loro messaggi.

Conviene inoltre avere un indirizzo di e-mail “privato”, da riservare alla cerchia di amici e colleghi più fidati, e uno o più indirizzi “sacrificabili” per tutte le altre transazioni e comunicazioni che potrebbero essere a rischio.

Soprattutto, non rispondete mai a uno spam, neppure per insultarlo, e men che meno per farvi rimuovere dall’elenco dei mittenti come a volte promettono gli spammer: è una trappola.

tratto da http://www.disinformatico.info
articolo di Paolo Attivissimo

dicembre 4th, 2006 @ 04:53 PM • Classificato in NEWS • Tags: , , , Nessun commento
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