Linux 2.6.27 e Intrepid Ibex. Miglioramento netto del driver wireless Intel!

Quando ho installato Ubuntu Intrepid Ibex RC tre giorni fa non avevo idea del cambiamento di prestazioni enorme a cui sarei andato incontro.
Contrariamente alle previsioni fomentate anche da chi in questi giorni alimenta certe paure negli utenti meno esperti, sul mio XPS M1530 Intrepid vola letteralmente e in modo particolare vola la mia scheda wireless con i nuovi driver Intel PRO/Wireless 4695 AGN inclusi nel kernel 2.6.27 (quello di default in intrepid ibex), che finalmente sfrutta appieno le sue potenzialità, garantite dallo standard 802.11 n.

Oggi ho scaricato 298 MB in meno in otto minuti grazie al protocollo bittorrent e al client Vuze (ex Azureus). Guardare per credere: incredibile!

WOW

È ovvio che la velocità dipende anche dalla mia ottima connessione via cavo (utenti svizzeri in ascolto: passate a cablecom!) ma tengo a sottolineare che mai prima dell’upgrade a intrepid la mia connessione ha raggiunto questi livelli. La velocità massima si è sempre attestata attorno ai 500/600 KB/s. Questo di 1,5 MB/s è dunque un record più che positivo che va sicuramente celebrato. W il nuovo Kernel, W intrepid e soprattutto W la mia ottima scheda wireless!

ottobre 31st, 2008 @ 03:42 PM • Classificato in IMHO • Tags: , , , commenti [11]

Driver proprietari per i modem conexant ora distribuiti da DELL

dell_conexant_ubuntu.png

Come comunicato da Daniele, DELL ha iniziato a distribuire i driver proprietari per i modem interni Conexant, presenti su molti suoi portatili e workstation. Come alcuni di voi sapranno io sono un felice utente DELL/ubuntu e, sebbene sia abbastanza seccato dal dover obbligatoriamente usare driver proprietari per far funzionare questo modem, accolgo con moderato entusiasmo l’arrivo di questi driver che finalmente faranno rivivere questa componente del mio PC che ormai mi ero dimenticato di avere. I driver sono scaricabili dalla pagina del sito web ufficiale di DELL. Sono in formato .deb per ubuntu feisty quindi salvo fare due clic sul pacchetto appena scaricato, cliccare sul tasto “Installa”, dare un paio di volte INVIO durante l’installazione e riavviare il computer al termine dell’operazione dovreste ritrovarvi in breve tempo con i driver “up and running” e dunque un “nuovo” modem interno tutto da sfruttare ;) .

restriction_manager.png

Saprete se l’installazione ha avuto buon fine quando riavviando il pc comparirà il mitico “Gestore di driver con restrizioni” che vi avviserà dell’avvenuta installazione di un nuovo driver con restrizioni, mostrandovi la schermata qui sopra.

Enjoy!

agosto 28th, 2007 @ 02:06 PM • Classificato in GUIDE, NEWS • Tags: , , , , Nessun commento

Feisty: niente driver video proprietari. Mark Shuttleworth: “sosterremo progetti come Nouveau”

freeas1.png

È ufficiale. La Technical Board di ubuntu ha deciso già da qualche giorno di non includere alcun driver proprietario nell’installazione di default di ubuntu Feisty.
Nel comunicato ufficiale rivolto alla comunità di ubuntu, la Technical Board ha ufficialmente affermato che dopo una lunga discussione con la comunità riguardo alla necessità di includere driver proprietari al fine di supportare le funzioni Composite come default di Feisty, e dopo un lungo meeting avvenuto con il Community Council per discutere dello stesso tema, sono state prese importanti decisioni.

Gli organi sopraccitati si sono chinati sulla questione partendo dal presupposto che l’inclusione di driver proprietari in ubuntu è finora stata ammessa solo nei casi in cui i driver opensource disponibili non permettevano di far funzionare le periferiche con prestazioni di base minimamente accettabili (vedi driver wifi, inclusi di default nella loro versione proprietaria già dalla prima release di ubuntu).
Detto ciò, considerando che le funzionalità 3D, senza per forza parlare degli effetti Composite (la cui importanza è comunque affermata da diversi esponenti della comunità, primo tra tutti “papà ubuntu” Mark Shuttleworth) sono effettivamente basilari per l’uso quotidiano di un sistema operativo moderno, un’inclusione di tali driver sarebbe anche stata auspicabile.

Ciononostante, considerando che i driver proprietari sono comunque disponibili ed installabili senza troppi problemi e che gli applicativi Composite come Compiz o Beryl non sono ancora del tutto maturi per essere inclusi di default in un’installazione di base, per il momento si è deciso di non abilitare i suddetti driver chiusi in maniera automatica.

Ciononostante, in Feisty sarà facilitata la procedura per l’installazione sia dei driver proprietari che delle applicazioni composite più diffuse come Compiz e Beryl. Inoltre, un’inclusione di applicativi o driver closed source in future release della distribuzione dovrà essere discussa caso per caso.

Il Community Council e la Techincal Board hanno quindi espresso il proprio sostegno al progetto “Nouveau” che sta lavorando da qualche tempo al reverse engeneering dei chipset grafici NVIDIA, con l’obiettivo di creare driver opensource con funzionalità 3D.

Sulla questione, Mark Shuttleworth, uno dei più accaniti sostenitori delle funzionalità 3D in ubuntu nonchè “padre e magnate” di ubuntu, ha affermato che:

“we will provide financial and development support for those groups and will integrate their work as soon as it does the necessary hardware magic. Proprietary drivers are not the preferred solution and will be eliminated once the community delivers a free alternative.”

“Offriremo supporto sia in termini finanziari che di sviluppo a questi gruppi [sta parlando delle comunità che lavorano per la creazione di alternative libere ai driver proprietari come, ad esempio, la comunità di Nouveau] e integreremo il loro lavoro nonappena permetterà un funzionamento ottimale dell’hardware. I driver proprietari non sono una scelta preferita e saranno eliminati una volta che la comunità sarà in grado di offrire una libera alternativa.”

(trad. di Neff)


Mio commento:

Beh, come avrete potuto intuire leggendo un mio famoso articolo passato, non posso che essere contento della scelta di non includere di default driver video chiusi. Mi dispiace tuttavia, che il discorso sia fondamentalmente rimasto ad un livello tecnico e non di sostanza. In pratica la non inclusione dei driver proprietari è stata determinata dalla non prontezza di progetti come compiz e beryl e non da una scelta morale.
Quindi, anche se per il momento la battaglia per una ubuntu “free as in freedom” è stata vinta, ho il ragionevole dubbio che il messaggio non sia passato del tutto:

fate quello che volete, ma non includete driver proprietari senza chiedere il permesso all’utente. Offrite un’opzione in fase d’installazione, facilitate l’installazione dei driver proprietari, informate ed educate.

Questo è il vero spirito del freesoftware ed è in questo che progetti come ubuntu dovrebbero credere. L’”Umanità verso gli altri”, significato della parola “ubuntu” significa proprio questo: donare al mondo un patrimonio di conoscenza su cui costruire un futuro in piena libertà. Questo non sarà mai possibile se non sensibilizzeremo la gente che ci circonda su questi temi.

Ciò detto nessuno vuole negare che i driver proprietari non sono male da un punto di vista tecnico: anche io li uso per abilitare compiz sul mio desktop ma la mia decisione di sacrificare un po’ della mia libertà per avere funzionalità 3D è stata una scelta fatta in piena coscienza. Sono stato io a decidere, nessuno l’ha fatto per me. Non sono affatto sicuro che sarebbe stato lo stesso se avessi ricevuto una ubuntu “dopata” da driver proprietari. È necessario educare le persone, informarle sulla presenza di software non libero, motivando e sostenendo le ragioni del software libero, anche quando implicano una maggiore “scomodità” da parte dell’utente. Non possiamo e non dobbiamo far finta “che vada tutto bene” quando non è così. Non dobbiamo distribuire software chiuso creando l’illusione che sia aperto, non possiamo sottacere all’utente che gli stiamo offrendo qualcosa che lo priva di una libertà che avrebbe diritto di avere. Quindi permettiamogli di scegliere. Non chiedo altro.

febbraio 15th, 2007 @ 02:44 PM • Classificato in NEWS • Tags: , , , , , Nessun commento

Ultimatum: entro il 2008 tutti i moduli del kernel non liberi verranno purgati!

Saranno stati i recenti avvenimenti (leggi M$ + Nov€ll), sarà stato l’incombere della GPL v3, sarà stata la paura di non riuscire a garantire alla comunità un kernel pulitoe indipendente anche in futuro. Non so cosa sia successo… ma è successo!

Come riporta felipe su pollycoke, gli sviluppatori del Kernel di linux hanno oggi dichiarato solennemente che ogni modulo non opensource attualmente nel kernel verrà “purgato” da linux entro il 2008, tramite l’utlilizzo di una patch che dovrebbe in un qualche modo impedire l’installazione di moduli proprietari:

Give people 12 months warning (time to work out what they’re going to do, talk with the legal dept, etc) then make the kernel load only GPL-tagged modules.

Diamo 12 mesi di avvertimento (il tempo di decidere cosa vorranno fare, discutere con l’ufficio legale, ecc) e poi facciamo sì che il kernel carichi solo moduli GPL (T.d.felipe)

I linux boys hanno così dato 12 mesi di tempo alle imprese che fabbricano moduli proprietari per adattarsi alle nuove politiche GNU-friendly del pinguino (liGNUx? :) ).
Com’ era prevedibile, sulla scia di questa decisione sono ovviamente scoppiati i soliti tafferugli ideologici, tra cui spicca il commento di Linus Torvalds che delicato come una piuma ha affermato:

“I’ll not fight the combined opinion of other kernel developers, but I sure as hell won’t be the first to merge this [patch], and I sure as hell won’t have _my_ tree be the one that causes this to happen.

Non combatterò la decisione combinata di tutti gli sviluppatori del kernel, ma è sicuro come la morte che non sarò il primo ad includere questa [patch], e sicuro come la morte che non sarà il _mio_ ramo quello che farà accadere ciò (T.d.felipe)

La mia posizione in merito a queste dichiarazioni è di “puro centro”. Da una parte sono convinto che la a scelta degli sviluppatori del kernel è decisamente una mossa molto coraggiosa che comporterà infatti, almeno in un primo momento, un calo delle prestazioni e della compatibilità di linux con determinate periferiche (quelle per intenderci che non accetteranno di adattare il proprio software alle specifiche dettate dagli sviluppatori di linux). Ciononostante, credo che la scelta fatta dagli sviluppatori linux di non più includere driver moduli proprietari nel kernel si rivelerà pagante a lungo termine.

Tuttavia, sono anche d’accordo con chi sostiene che impedire tramite una patch l’installazione di componenti proprietari costituisce una violazione di libertà. Mi sento di bocciare l’idea della patch: non si può infatti a mio parere essere contro il software proprietario (di un’azienda) perchè mina alla libertà dell’utente e poi imporre, soggiogare agendo nello stesso modo (creando quindi software proprietario della comunità). Per me la patch è a tutti gli effetti una violazione della GPL (principio numero 1: ognuno deve poter usare il software per qualsiasi scopo) e va dunque evitata, preservando la libertà di poter scegliere da parte degli utenti.

Ora, a parte le modalità che in questo caso sono appunto a mio parere discutibili, sono abbastanza convinto che non includere moduli proprietari non sia un male (aspetto comunque che RMS faccia sapere qualcosa, mi pare strano che una soluzione del genere sia effettivamente permessa in un sistema di software libero). Mi spiego:

In diversi commenti a post ormai un po’ datati (beh si, sarà passata qualche settimana… :D ) ho a lungo discusso del concetto di software libero e di come oggi si tenda a trascurare il discorso della “sostenibilità a lungo termine” di certe scelte che facciamo oggi. Prendiamo ad esempio la decisione di includere driver proprietari in ubuntu: nessuno discute che si tratta della scelta più comoda, migliore da un punto di vista pratico e di “evangelizzazione” di linux. Il problema è che più ci rendiamo dipendenti da questi driver, più facciamo sembrare “meno necessario” lo sviluppo di driver opensource, più rischiamo che nel lungo periodo linux non diventi altro che un sistema operativo parzialmente libero e quindi definitivamente proprietario. Con questo non voglio dire che l’usabilità è male o che sia facile portare avanti un discorso “ortodosso” di questo tipo. Il problema è che la libertà è più importante e va riconquistata di giorno in giorno, anche a costo di dover fare dei sacrifici.

Se oggi possiamo essere felici utilizzatori di linux è perchè qualcuno venuto prima di noi ci ha consegnato del codice su cui lavorare, un sistema da far progredire e da far evolvere. Per garantire un successo a linux anche nel futuro è pertanto necessario che garantiamo alle generazioni future la possibilità di ricevere il frutto del nostro lavoro e di portarlo ulteriormente avanti. È il principio del software libero. Evolvere, superare la visione limitata del “tutto e subito” e crescere in modo sostenibile, anche se questo significa dover rinunciare a qualcosa ogni tanto.

Anche senza moduli proprietari sono convinto che dopo un primo periodo di instabilità avremo sicuramente da guadagnare in questa faccenda. I driver opensource non sono un miraggio, basta crederci e lavorare sodo. Guardate alle recenti conquiste del movimento del software libero: Java GPL, ODF che diventa standard ISO, Solaris che diventa open e GPL. Quanti di voi ci avrebbero scommesso solo qualche anno fa?

Non arrendiamoci, aiutamoci a vicenda e crediamo nel futuro del software libero! Non sosteniamo la patch ma combattiamo per un kernel libero da componenti proprietarie.
Mi rendo conto delle difficoltà e di come questo potrà scoraggiare alcuni nuovi utenti di linux, ma credo che tutti gli utenti del software libero dovrebbero dapprima pensare alla libertà e poi a tutto il resto. Quindi per me (anche se è spiacevole sentire che molti torneranno a windows a causa delle difficoltà che l’esclusione dei moduli proprietari potrà creare), la lotta con windows a livello di “numero di utenti” non è prioritaria, come non lo è la lotta dal punto di vista delle prestazioni. Prima di qualsiasi altra cosa GNU/Linux è un sistema operativo che vuole essere LIBERO per definizione. Tutto il resto viene in secondo piano. Per me è importante che chi vuole possa scegliere di adottare un sistema completamente libero, anche senza compromessi.

Alla fine la vera libertà da tutelare è quella di scelta da parte degli utenti.

dicembre 14th, 2006 @ 04:59 PM • Classificato in IMHO, NEWS • Tags: , , , commento [1]

Driver proprietari in Ubuntu, le giustificazioni di Mark Shuttleworth

Superata, almeno per il momento, la controversia sulla mail agli sviluppatori di OpenSuSE, Mark Shuttleworth, padre di ubuntu, torna a parlare di un altra questione ideologicamente importante riguardante l’inclusione di driver proprietari in ubuntu (di cui si è già lungamente parlato in questo blog). Il discorso di Mark, che è possibile leggere in versione completa (in inglese) sul suo blog personale, spiega o tenta di spiegare le ragioni di questa scelta.

Ubuntu, spiega Mark, ha deciso sin dalla sua nascita di includere firmware e driver proprietari. È stata una scelta di design al fine di permettere l’esecuzione di un sistema operativo e i suoi applicativi liberi su un computer perfettamente funzionante. Mark prosegue il suo discorso parlando di come ubuntu cerchi di promuovere in un’ottica costruttiva una campagna di convincimento delle companies che rifiutano di offrire alla comunità le specifiche del proprio hardware.

“It’s always better to engage and work with someone than to sanction them and isolate oneself. I’m certain that this strategy moves the free software agenda forward more effectively than any other. Our strategy has already put us in a position to influence significant open source strategy with major companies, and we have used that leverage to accelerate their embracing of free licenses.” [...] “I think Ubuntu will have a bigger chance of helping to convince Nvidia and ATI to take an open approach if we build a good relationship, apply market pressure, and get them to see the benefits to them of the open source road. We will, I think, get them there, but not by pouting and yelling insults from our high horse”.

è sempre meglio impegnarsi e lavorare con qualcuno piuttosto che sanzionarlo ed isolarlo. Sono certo che questa strategia porterà le tematiche legate al free software ad assumere una una posizione di maggior rilevanza rispetto al primo approccio descritto. La nostra strategia ci ha già portato ad influenzare la strategia rispetto all’opensource di diverse grandi aziende produttrici, e la nostra posizione ci ha permesso di accellerare il loro processo di adozione di licenze libere.
Credo che ubuntu abbia maggior probabilità di aiutare a convincere NVIDIA ed ATI ad adottare un approccio aperto se costruiremo buone relazioni, applicheremo una pressione di mercato e mostreremo loro i benefici della via dell’opensource. Credo che riusciremo a portarli dalla nostra parte, ma non sbeffeggiandoli e urlando insulti dal’alto del nostro cavallo.

[trad di Neff]

Il post prosegue poi con una serie di considerazioni che spiegano come in realtà la disponibilità dei driver proprietari sia purtroppo una necessità che va al dilà dell’uso di compiz o beryl.

Mark cerca poi di spiegare la differenza che c’è tra i driver e i codec proprietari, che il creatore di ubuntu, assicura, non saranno inclusi di default in Feisty, pur rimandendo disponibili nei repositories universe e “non-free” per tutti coloro che desiderano installarli. Ecco le sue fatidiche parole:

“I hear you when you say “users want proprietary codecs”. That’s why we make sure these items ARE available, at the user’s option, as packages on the network repositories. That allows users who need that functionality, or who choose that functionality over free alternatives, to exercise that choice freely. We don’t make that choice for them, though of course there is huge demand from real users for that. And we will stay firm in that regard. Ubuntu does not, and will never, include proprietary applications.”

“Vi sento quando dite “gli utenti vogliono i codec proprietari”. Ecco perchè facciamo in modo che queste cose siano disponibili, a discrezione dell’utente, come pacchetti sulla nostra rete di repository. Ciò permette agli utenti che hanno bisogno quelle funzionalità o che privilegiano queste funzionalità all’utilizzo delle alternative libere, di esercitare questa scelta liberamente. Non facciamo questa scelta per loro anche se vi è a tutti gli effetti una grande domanda da parte degli utenti reali. E resteremo fermi su questa decisione. Ubuntu non incluede e non includerà mai applicazioni proprietarie”

[trad. Neff]

A questo punto improvvisamente mi viene da dire: ma perchè la logica applicata ai codec non può essere applicata anche ai driver? Non sarebbe più coerente come approccio, quello di lasciare la libertà di scelta anche sull’installazione dei driver proprietari? Non dico che la procedura di installazione debba per forza essere quella di oggi, con casini per configurare xorg e minchiate annesse, ma è davvero troppo chiedere di avere un dialog in fase di installazione che chiede specificatamente:

“la tua scheda non può funzionare al 100% con i driver opensource. Questo è dovuto alla politica restrittiva del produttore, che per il momento non ha ancora fornito alla comunità le specifiche hardware necessarie per sviluppare dei driver totalmente funzionanti. Vuoi installare la versione proprietaria dei driver?”

Francamente la logica dimostrata da Mark in questo suo ultimo passaggio vacilla e fa pericolosamente traballare le affermazioni fatte in precedenza, che formulate “da sole” potevano anche avere il loro perchè.

Ma andiamo a sentire le ulteriori giustificazioni di mr. ubuntu

“Why NOT include those items? Because they exist in free forms, for a start. There are free implementations of MP3 and MPEG and other proprietary codes, and in some jurisdictions its perfectly legal to use them. In time, it will be legal to use them everywhere. [...]
Refusing to include the proprietary codecs, and Flash, and until recently, Java, is part of what defines Ubuntu’s core set of values. So is making damn sure the OS enables the hardware you run it on.”

Perchè NON includere questi elementi? (sta parlando dei codec N.d.R) Perchè questi ultimi esistono in forme libere, tanto per cominciare. Ci sono implementazioni libere di mp3, mpeg ed altri codec proprietari e in alcune giurisdizioni è perfettamente legale usarle. Col tempo lo diventerà ovunque. [...]
Rifiutare di includere i codec proprietari e flash e – fino a poco tempo fa – anche Java (Java è diventato completamente opensource da poche settimane N.d.R) è parte di ciò che definisce il set di valori che cottrandistinguono ubuntu, [un set di valori di cui fa parte anche il nostro impegno] affinchè si abbia la dannata certezza che il sistema operativo permetta all’hardware di farle funzionare.

[spero di aver interpretato correttamente l'ultima frase, la traduzione è stata particolarmente ostica nota di trad.]

Come terminare il mio commento a questo articolo? Le argomentazioni di Mark mi hanno convinto? Mah! Sarà che sono destinato ad essere tacciato di talebanismo ma francamente continuo a non capire perchè non permettere la scelta. Finora lavorare con linux è stata una questione di scelta. Abbiamo scelto un sistema operativo libero proprio per aver l’opportunità di poter scegliere. Perchè ridurre la possibilità di scelta degli utenti? Perchè non chiedere a loro, direttamente in fase di installazione cosa vogliono usare? È davvero così una bestemmia immaginare una distribuzione libera che permette di scegliere senza che ciò porti per forza ad una procedura complicata per configurare ed installare i driver che desideriamo?

Per il momento sono un po’ deluso, spero che mi passi. Ubuntu mi è sempre piaciuta da quando è nata, mi dispiacerebbe doverla abbandonare per questioni etiche, sul serio. Non so che dire, voi siete rimasti soddisfatti dalle ragioni di Mark a favore di una “non scelta?”

novembre 28th, 2006 @ 11:24 PM • Classificato in IMHO, NEWS • Tags: , , , commento [1]
post precedenti »
Tutti i contenuti di Neffscape sono pubblicati secondo la licenza di utilizzo Creative Commons Attribution non commercial share alike 3.0.
• Neffscape è un sito pensato, creato e mantenuto da Marco Boneff