In attesa di soluzioni migliori: iPod Touch e iPhone + Virtualbox [HOWTO]

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Sono passati un paio di mesi da quando, proprio su queste pagine, ho annunciato l’acquisto di un iPod Touch superscontato e, nonostante avessi sperato che il problema degli hash criptati che rendono impossibile la sincronizzazione del suddetto con i player multimediali di linux sarebbe stato risolto, purtroppo mi trovo a constatare che purtroppo sul fronte occidentale non si vede ancora nulla di nuovo.

Per sopperire alla mancanza di una soluzione nativa GNU/Linux che permetta a noi utenti pinguineschi di utilizzare al meglio il nostro iPod (e con questo intendo non solo sincronizzare musica e playlist, ma anche le applicazioni, i podcast, le album art e le informazioni “genius” per le playlist automatizzate), ho deciso di pubblicare una guida per l’installazione e la configurazione di iTunes 8 in virtualbox, che resta a mio parere, l’unico metodo “realistico” che ci permette di usare il nostro iPod al 100% senza dover per forza dover jailbreakare il nostro elettrodomestico griffato (anche se io lo consiglio comunque per una valanga di altri motivi), downgradare il firmware dell’ipod e soprattutto senza dover tentare la sincronizzazione passando da una rete wireless senza ottenere alcun feedback sulla riuscita dell’operazione.

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dicembre 11th, 2008 @ 05:16 PM • Classificato in GUIDE, IMHO • Tags: , , , , commenti [10]

iTunes sciolie il muro delle major

Jobs riesce nel colpo gobbo e strappa all’industria discografica la conferma dei prezzi già applicati per la vendita dei brani. Una rivoluzione: Apple detta le regole alle multinazionali del disco. Ora si può sperare.Roma – Altro che contrattazione, quella appena sottoscritta dalle major è la resa incondizionata a Steve Jobs e al mondo elettronico che da oggi detta le regole di un mercato colossale. Jobs ha infatti portato a casa un accordo, firmato dalle multinazionali del disco, su cui queste hanno sputato per lunghi mesi e che ora sono costrette ad accettare .

Di che si parla? Dei prezzi dei brani in vendita su Apple iTunes Music Store , il più celebre jukebox online che da solo veicola il 70-80 per cento della musica venduta su Internet : Jobs vuole che siano accessibili, perché conosce Internet, conosce la sua audience e conosce bene il giochino multimiliardario che ha messo in piedi; le major invece vogliono alzarli, perché 99 centesimi per l’acquisto di un file non sono sufficienti a mantenere i loro profitti ai livelli a cui, a colpi di CD, si erano abituate. Ma 99 centesimi erano, e 99 rimangono.

Fino soltanto a un paio d’anni fa sarebbe stato impensabile, o quasi , che fosse un distributore di file digitali a dettare le regole del mercato in luogo delle grandi etichette della musica internazionale. Questo ora succede davvero, non a caso proprio con il mattatore dell’unico comparto discografico che oggi conta davvero – perché contano le aspettative che ci sono dietro, oltre ai profitti in solida e rapida crescita – quello digitale. Ed è una vera rivoluzione che determina le nuove modalità di business .

una schermata di iTunes Music Store Che questa clamorosa firma sia arrivata, e al tavolo c’erano Universal, Warner Music, EMI e Sony BMG, non deve sorprendere: oggi queste società che vedono collassare progressivamente i mercati tradizionali sono costrette ad affidarsi ad Apple e ai suoi emuli. Il peer-to-peer continua a crescere, è vero, ma se c’è un futuro di redditività per queste multinazionali, compresse nell’ossessiva tutela dei diritti d’autore divenuti privilegi editoriali, questo arriva tutto dai jukebox autorizzati.

Se un giorno accadrà di vedere quel prezzo crescere, quella sì che sarà una sorpresa: il settore è in fermento tanto che Napster due giorni fa per parare i colpi di Apple e rosicchiare quote di mercato si è lanciato nell’annuncio di “musica gratis per tutti”. Non stanno proprio così le cose, i paletti ci sono, i lucchetti al DRM anche, ma il prezzo della musica in Internet sembra proprio destinato a scendere , non certo a salire. Anche MSN sta ristrutturando i suoi prezzi e proprio pochi giorni fa un player internazionale come Tiscali ha lanciato un music store basato su Mercora , la radio P2P dello streaming gratuito.

E poi sì, l’accordo firmato obtorto collo dai grandi del settore è destinato a impattare nel lungo periodo su quello star system che ha sì dato vita ad un giro di miliardi (dollari, euro, fate un po’ voi) senza precedenti ma anche ad una produzione musicale scadente. Ora il consumatore, e non solo chi folleggia con il file sharing, la musica l’acquista, e acquista un brano alla volta, un pezzo qui un pezzo lì, determinando con la sua consapevolezza e la sua nuova capacità di scelta una trasformazione dei paradigmi del mercato. Chissà che nel tempo gli spazi oggi occupati da sonorità senza costrutto cedano al vero talento. È sperare troppo?

luglio 27th, 2006 @ 05:12 PM • Classificato in NEWS • Tags: , , Nessun commento

MTV e Microsoft uniti contro iTunes music store

Prezzi in linea con gli standard Apple: 99 centesimi di dollaro per canzone. La piattaforma, URGE, è stata sviluppata a quattro mani insieme a Microsoft e si basa su Windows Media Player.

Los Angeles (USA) – MTV , il network televisivo che ha un ruolo centrale nella diffusione della cultura musicale contemporanea, sta per entrare nel mercato della musica digitale grazie alla piattaforma URGE , un vero e proprio anti-iTunes sviluppato insieme a Microsoft . URGE verrà integrato nelle prossime versioni di Windows Media Player e permetterà di accedere ad un vasto repertorio digitale ricco d’oltre due milioni di canzoni.

Il servizio, operativo sin dai prossimi giorni, offrirà tariffe flat mensili per l’ascolto di radio digitali o per ottenere l’abilitazione al download illimitato di tracce audio: con 9,95 dollari al mese, si legge sul New York Times , sarà possibile ascoltare le canzoni in streaming mentre con 14,95 dollari si potranno caricare le canzoni sui propri player multimediali. I file saranno poi acquistabili singolarmente al prezzo di 99 centesimi , in linea con lo “standard” imposto da Apple .

Il formato digitale delle tracce vendute su URGE è compatibile con i lettori multimediali prodotti da Samsung e con qualsiasi altro apparecchio di riproduzione che utilizzi i DRM Microsoft. Anche MTV ha abbracciato la strategia adottata da RealNetworks e Napster : i file della libreria URGE non sono assolutamente compatibili con i lettori della famiglia iPod.

MTV intende utilizzare URGE come canale preferenziale per la vendita di contenuti esclusivi : registrazioni di concerti e trasmissioni televisive, speciali e programmazioni radiofoniche dedicate all’audience di URGE. Secondo Phil Leigh , uno dei maggiori esperti statunitensi nel campo dei nuovi media, MTV è destinata ad avere un grande successo in questa nuova impresa.

“Il brand di MTV è già vincente”, dice Leigh, “specialmente su quei segmenti demografici di consumatori che utilizzano più volentieri le tecnologie digitali”. L’accoppiata tra l’esperienza ventennale di MTV nel ruolo di trendsetter e l’onnipresenza di Windows Media Player, praticamente diffuso su qualsiasi terminale informatico equipaggiato con Windows, potrebbero rappresentare un problema non da poco per Apple, oggi leader pressoché incontrastato del settore.

luglio 27th, 2006 @ 05:10 PM • Classificato in NEWS • Tags: , , , , Nessun commento
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