ASUS scredita Linux, ma la Comunità risponde “Moblin”

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Di questi tempi i voltafaccia sono all’ordine del giorno: dopo aver tentato per qualche tempo di giustificare la propria scelta per Xandros sui propri eeePC, ASUS si è arresa all’evidenza che la maggior parte degli utenti piallava il proprio eeePC per installarci Windows XP o tornava in negozio per chiedere al proprio spacciatore di elettrodomestici di fornirgli un sistema operativo che non fosse una colossale presa per i fondelli. Come si può dare torto a quegli utenti? Xandros è stata effettivamente una scelta MOLTO infelice da parte di ASUS così come lo è stata la scelta per Linpus operata da Acer, un’altra azienda che sta seriamente pensando di piantarla con i sistemi Linux.

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giugno 4th, 2009 @ 10:26 AM • Classificato in NEWS • Tags: , , , , commenti [10]

2 Dell inspiron mini 9 per far sognare i blogger pinguinosi :)

Si è aperto in questi giorni il mitico contest di mondolinux.org, l’aggregatore di feed internazionale e multilingue che promette di regalare ai blogger pinguinosi più fortunati due magnifici Dell Inspiron mini 9 con ubuntu preistallato.

Per partecipare, scrivono i promotori del concorso, basta possedere un blog sul software libero e opensource, postare un articolo riguardante il concorso contenente l’immagine del concorso e due link (uno alla home di mondolinux.org l’altro alla pagina del concorso) senza dimenticare di pubblicare in coda all’articolo un numero qualunque con al massimo 7 cifre.
Oltre a questo vi è richiesto di specificare esplicitamente nel vostro post a quale delle fonti presenti in mondolinux.org volete regalare un vostro voto.

Che ne so, potrebbe essere l’occasione per voi di scoprire qualche grandioso blogger internazionale1 o… per votare qualcuno come il sottoscritto, che pur non illudendosi di vincere amerebbe sopra ogni cosa stringere al petto uno di questi sbavosissimi2 netbook. ;)

Eh, si cari miei avete capito bene! Mentre il primo dei due ambiti premi verrà estratto a sorte (a questo serve il famoso numero) tra tutti i blogger “non fonti” che decideranno di partecipare, il secondo verrà assegnato alla fonte di mondolinux.org prescelta dal blogger sorteggiato. Insomma, se siete fortunati farete la fortuna del blogger da voi prescelto.
Per concludere l’iscrizione, non dimenticate di lasciare un commento in coda al post del concorso, indicando il vostro nome e la vostra e-mail.

Detto questo non mi resta che augurarvi buona fortuna.

Come ho già detto io non mi illudo di poter vincere3 ma dato che Mondolinux.org non è uno dei soliti feed a cui ci si iscrive spontaneamente4 per me è già di per sè un piccolo premio quello di comparire nella lista delle fonti assieme a tanti superblogger.

…ma questo non vi da il diritto di non votarmi :D :D :D caputo?? ;)

Note:

  1. troverete una lista completa delle fonti votabili alla pagina del concorso []
  2. nel senso che fanno sbavare []
  3. e chi potrebbe mai sperarlo quando tra le tante fonti si trovano anche Pollycoke, Ubuntista e Divilinux? []
  4. bisogna essere invitati per diventare delle fonti []
novembre 19th, 2008 @ 03:55 AM • Classificato in NEWS • Tags: , , , commenti [4]

Svizzera fredda nei confronti dei Netbook linux based

Mentre nel resto del mondo impazza  la moda-mania per i netbook, in Svizzera i prezzi di questi piccoli elettrodomestici rimangono ancora troppo alti per poter essere vantaggiosi rispetto all’acquisto di un portatile “tradizionale”. Da Media Markt o altri supermercati dell’informatica di consumo è facile trovare notebook tradizionali prezzi contenutissimi tanto da non rendere molto appettibile l’acquisto di un eeePC e simili.

Dell Mini

un Netbook Dell Mini 9 powered by ubuntu
venduto in Italia ma ancora un sogno per gli utenti svizzeri

Un paio di mesi fa ho avuto l’opportunità di mettere le mani su un eeePC 700, acquistato da un mio amico su internet a prezzo scontato ma venduto nei negozi al modico prezzo di franchi 500, (circa 346 Euro) e ho confermato le mie supposizioni. Per quanto carino, questo netbook non è sufficientemente economico per poter essere preferito ad un normale notebook e anche la sua caratteristica di essere leggero e compatto, non consente di preferirlo ad un più economico cellulare di ultima generazione o magari un iPod touch come quello da me acquistato da poco.

Uno dei problemi dei netbook come l’asus eeePC è inoltre quello di “svendere” l’idea che GNU/Linux sia un sistema operativo limitato e limitante, in ogni caso un’alternativa a basso costo di windows (ho già dedicato un articolo all’argomento in passato. Potete rileggerlo qui se volete). Inutile dire che la scelta da parte di Asus di promuovere Xandros come sistema operativo per il proprio affarino ha fortemente contribuito a diffondere la falsa idea che Linux sia un sistema operativo “giocattolo”, del tutto inappropriato per un uso serio del computer. Insomma, la scelta della distribuzione “sbagliata” è un’ulteriore occasione persa per pubblicizzare il pinguino per le sue potenzialità reali. Resta ancora un mistero il perchè distributori internazionali preferiscano utilizzare software feccia anzichè distribuzioni linux decenti per i propri prodotti. Possibile che tra tutti solamente Dell si sia accorta che ubuntu è la distribuzione più popolare la fuori? Capirei se la scelta ricadesse su OpenSuSE, Mandriva, Fedora Core o qualche altra distribuzione comunque “famosa” per il desktop. E invece cosa ci ritroviamo sugli scaffali dei supermercati? gOS? Limpus? Xandros? Picchiatelli questi  costruttori di PC! È interessante scoprire come sappiano tagliarsi i gioielli di famiglia con le proprie mani!
Intanto, forse propri a causa dell’attuale “freddezza” del mercato nei confronti dei netbook, il tanto sospirato Inspiron Mini di Dell (in foto qui sopra), venduto anche in Italia con Ubuntu Hardy preistallato, resta ancora un miraggio per tutti noi utenti elvetici.

Sul sito svizzero di Dell questo prodotto non è nemmeno citato tra le possibilità di acquisto. Semplicemente è un prodotto inesistente, così come inesistente è il nome di ubuntu e di GNU/Linux su questo sito. Cosa aspettano i produttori di Dell a permetterci di acquistare anche qui una macchina linux-powered? Ma soprattutto: cosa costa a loro attivare una funzione sul loro sito per permetterci di acquistare un prodotto che viene comunque fabbricato nell’UE? A volte proprio non riesco a capire la logica di certe mulitnazionali che assomigliano sempre più a dei pachidermi goffi e lenti, sempre più imbrigliati nella propria burocrazia.

ottobre 27th, 2008 @ 02:33 PM • Classificato in IMHO, NEWS • Tags: , , commento [1]

Adesso basta con i giocattoli! A quando un PC “linux powered” serio?

“ma perchè i computer linux powered in vendita sono sempre considerati dei
giocattoli a basso costo per chi non vuole spendere?”

Non so voi, ma a me da qualche giorno le notizie di computer e portatili a prezzi stracciati con sopra qualche strana distribuzione di GNU/Linux iniziano a dar fastidio. Non fraintendetemi, non sto dicendo di non essere contento del fatto che finalmente il pinguino inizi a farsi vedere sui computer nei negozi (anzi), il problema è che i modelli venduti con il nostro sistema operativo preferito sono quasi tutti dei carnacci senza spina dorsale che nessuno comprerebbe se non per il fatto che sono computer MOLTO economici.

In questo modo linux viene preso e pubblicizzato perchè costa poco, ma assieme a questo messaggio si comunica anche che “per qualche soldo in più puoi avere la versione buona, che gira con windows”. Pensate al caso dell’OLPC, passato da Linux a XP. Pensate allo stesso eeePC, la cui versione “XP Powered” viene considerata “De Luxe” rispetto a quella che gira con GNU/Linux.
Potrei fare migliaia di altri esempi ma il caso forse più eclatante è quello di Dell, che un anno fa, con l’uscita di Feisty Fawn annunciò al mondo che avrebbe iniziato in alcuni paesi a vendere computer con ubuntu preistallato. Tutti pensarono alla possibilità di acquisto direttamente dal sito di Dell, scegliendo in fase di configurazione del proprio sistema il proprio sistema operativo preferito. Invece, purtroppo, non andò così. Oggi Dell vende su un sito ad hoc per i clienti linux pochi modelli che corrispondono quasi tutti ad una fascia medio bassa, con la sola eccezione dell’XPS M1330. Nella maggior parte dei casi questi modelli in vendita corrispondono esattamente alle configurazioni peggiori che si possono acquistare con un sistema operativo windows.

Insomma, sembra che la gratuità di GNU/Linux faccia associare il nostro sistema operativo ad una scelta per gente disposta a tutto pur di risparmiare (addirittura a rinunciare ad XP o Vista!). In sè il ragionamento dei produttori ha un fondamento logico che si basa sulla seguente associazione di postulati:

Linux è gratuito > Chi lo adotta lo prende perchè è gratuito > Quindi l’utente Linux vuole spendere poco ed è disposto a rinunciare a qualcosa per questo > Quindi gli offriamo dei computer di serie B a basso costo.

Il ragionamento è effettivamente “razionale” ma non “ragionevole” poichè non ha riscontro nella realt?a
In sostanza, i produttori dimenticano che fino ad oggi l’utenza GNU/Linux ha operato scelte in un certo senso “anti economiche” dato che pur acquistando un computer con Windows preinstallato (che bene o male funzionava), preferiva “cestinare” il suddetto sistema operativo per adottarne un altro, andando incontro peraltro a tutta una serie di problemi di incompatibilità hardware che costituiscono un “prezzo” da pagare per la scelta di un altro OS. La disponibilità ad affrontare possibili problemi pur di adottare il pinguino dovrebbe prima di tutto sottolineare la passione e l’interesse per l’informatica dimostrato dalla stragrande maggioranza degli utenti del pinguino e
suggerire ai produttori hardware che si gettano sul mercato con offerte Linux che in realtà gli utenti GNU/Linux non lo scelgono prevalentemente per il suo prezzo ma per altri evidenti vantaggi sui quali varrebbe la pena impostare una campagna di marketing efficace.

Eccone alcuni:

• libertà di scelta
• semplicità d’uso
• grande disponibilità di software “a portata di clic”
• sicurezza (niente virus, niente spyware)
• velocità
• lingue
• personalizzabilità
• aggiornamento gratuito “eterno”
• grafica e desktop 3D
• stabilità
• tecnologie all’avanguardia (indicizzazione, macchine virtuali, desktop multipli)
• “tutto incluso”
• comunità di utenti

Oltre a questo, è importante sottolineare come in realtà l’utente GNU/Linux tipico non è affatto una persona che si accontenta di un’esperienza informatica “basic”. L’utente GNU/Linux è al contrario un cliente esigentissimo a cui piace lavorare col proprio computer e sperimentare le ultime meraviglie dell’informatica. Ecco perchè un computer a basso costo rischia di non essere attrattivo per il tipico utente del pinguino e questo spiegherebbe anche il numero deludente di vendite registrate da Dell nel suo primo anno da “spacciatrice di pinguini”.

GNU/Linux non è dunque un’alternativa a basso costo per chi non può permettersi Windows, ma è piuttosto la scelta di un gran numero di utenti che si definiscono “geek”, “hacker”, “liberi pensatori” ed amanti dell’informatica. Nessuno ha voglia di spiegarlo ai produttori hardware?

Secondo me un produttore di computer dovrebbe porsi la domanda “chi sono gli utenti linux”? “cosa li porta veramente a scegliere un sistema operativo diverso”? “cosa posso fare per attrarre questo tipo di utenza e convincerlo a comprare un mio prodotto”?
Dell prima di qualunque altro produttore ha dimostrato di essere in grado di fare questo tipo di ragionamenti (pensate solo al kit personalizzato offerto ai fanatici di World of Warcraft), ora è il momento di pensare bene a come vendere GNU/Linux in modo proficuo.

L’utente GNU/Linux per essere conquistato ha bisogno di prodotti che “sfamino” la sua voglia di tecnologia, che lo soddisfino pienamente con qualche “figatina” alle quali per questioni di compatibilità l’utente linux (magari non esperto) è spesso costretto a rinunciare: che ne direste ad esempio di un laptop sottile ed esteticamente decente con una bella scheda DVB integrata 100% compatibile con linux e connettività 3G compatibile al 100% con linux?
Qualcuno di voi riununcerebbe a sbavare unicamente per una questione di prezzo?
La lista dei “possibili desideri pinguineschi” potrebbe a questo punto srotolarsi in un’infinito catalogo che se raccolto dalle hardwarehouses potrebbe rivelarsi un effettivo valore aggiunto per attrarre gli utenti GNU/Linux verso hardware specifico per il pinguino.
È ora quindi di piantarla di pubblicizzare qualsiasi cosa venga venduta con linux sopra. Dobbiamo dimostrare di essere una clientela esigente se vogliamo risposte da parte del mercato. Almeno questa è la mia umilissima opinione.

Voi cosa ne pensate?

maggio 30th, 2008 @ 01:53 PM • Classificato in IMHO • Tags: , , , commenti [10]
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