Bruce Perens dice la sua sull’accordo Micro$oft -NOV€LL

E lo fa in grande stile. Perens ha pubblicato una lettera aperta/petizione indirizzata al CEO di Novell, alla quale hanno già partecipato quasi oltre 1500 persone, dove spiega il disappunto della Free Software Foundation riguardo all’accordo Microsoft-Novell.
Perens parte dicendo che la lettera aperta scritta dallo stesso Hovsepian qualche giorno fa non è altro che un metodo subdolo per gettare fumo negli occhi alla comunità OSS. Questo perchè lo stesso Hovsepian durante le lotte per i brevetti software nel parlamento europeo spingeva per l’adozione di questi.

Inoltre, e cito:

You, Mr. Hovsepian, reiterated Novell’s support for strong software patent protection on a panel that I chaired at the AlwaysOn conference this summer.

All’interno del documento viene quindi spiegato che tale disappunto porterà l’inclusione nell’imminente GPL3, di un paragrafetto che impedirà in futuro accordi del genere e che funzionerà retroattivamente per tutti i prodotti rilasciati con tale licenza. Inoltre avvisa che sicuramente la C Library, di proprietà della stessa Free Software Foundation, e di vitale importanza per quasi tutte le applicazioni per Linux passerà a LGPL 3.
Questo porterà a Novell, se non farà dietro front, discrete rogne, in quanto non potrà più aggiornare il parco software e che sarà costretta addirittura a fork.

tratto da OSS Blog

novembre 24th, 2006 @ 09:48 PM • Classificato in NEWS • Tags: , , , Nessun commento

Novell, Micro$oft e i temuti brevetti

Il recente accordo stipulato tra Micro$oft e Novell, come si sa, solleva una miriade di domande. Ma perchè Novell ha firmato quest’accordo sui brevetti? Siamo davvero sicuri che Linux non viola in nessun modo i brevetti di Micro$oft? Insomma, noi che siamo semplici utenti, abbiamo in qualche modo la possibilità di verificare che le tecnologie di Linux siano veramente “al sicuro?”. Riordinando e ricategorizzando i post in questo blog, ho ritrovato un vecchio articolo datato 14 Novembre 2004, in cui Ballmer affermava che

Secondo una recente ricerca, Linux viola più di 228 brevetti”

Ma si può sapere di che ricerca stava parlando? Noi abbiamo qualcosa che può aiutarci a certificare Linux come un sistema operativo sicuro dal punto di vista legale?

Questi sono dubbi a cui bisognerebbe trovare una risposta. Qualcuno ne sa qualcosa?

novembre 23rd, 2006 @ 11:10 PM • Classificato in IMHO • Tags: , , , commenti [4]

Microsoft e Novell: le vere motivazioni.

Dopo l’accordo stipulato tra Microsoft e Novell, che includeva anche un “patto di non belligeranza sui brevetti”, il Presidente di Microsoft , Steve Ballmer, ha rivendicato: “Linux viola la proprietà intellettuale di Microsoft. Nel frattempo, dopo pochi giorni, Novell ha ribattuto, con una lettera aperta alla comunità, che: “l’accordo stipulato non è in alcun modo un riconoscimento che Linux viola la proprietà intelletuale di Microsoft. Nel mentre, come si suol dire, tra i due litiganti il terzo ha goduto. In questo caso il terzo è Red Hat che, rimanendo fedele alla sua base di entusiasti, si è divertita a schiaffeggiare entrambe le società avversarie. Così ad una ha già detto che non intende concludere accordi sui brevetti ed all’altra ha fatto sapere che Mono, il porting di .net su Linux, realizzato proprio da Novell, non sarà incluso nella prossima versione di Red Hat. Al momento il peggior danno d’immagine lo ha subito proprio la Novell, la quale sicuramente si è attirata l’antipatia di una buona parte della comunità che ruota intorno a gnu/linux ed al software libero. La Microsoft invece già non godeva di buona fama e di sicuro non rischia di perdere clienti a causa di questo accordo o delle nuove accuse senza fondamento lanciate dai suoi dirigenti.

Infatti, nel lungo periodo, il vero problema di Microsoft sarà sopravvivere a se stessa ed al suo sistema di sviluppo centralizzato, per questo ogni azione intrapresa dall’azienda di Redmond dev’essere interpretata sotto quest’ottica. Perché la verità è che il modello di sviluppo Open Source non sta acquisendo consensi per questioni puramente etiche (per le aziende contano i soldi, non l’etica), bensì lo sta facendo attraverso la qualità dei prodotti realizzati dalla comunità, qualità che deriva proprio dal sistema di sviluppo collaborativo, vero punto di forza dell’open source. La scalata dell’open source è iniziata dapprima in settori altamente tecnici, in cui Microsoft non è mai riuscita a sfondare, Apache, Mysql, Php, il clustering, le grandi produzioni digitali cinematografiche, ma lentamente l’azienda di Redmond ha perso piccole quote di mercato anche in settori in cui aveva il predominio assoluto: Firefox ha eroso spazi ad Internet Explorer, Open Office ha eroso mercato ad Office, Linux, soprattutto nelle aziende che lavorano nell’IT, ha eroso piccole quote di mercato di Windows.

Tutto questo è avvenuto anche a causa del modello di sviluppo di Microsoft: centralizzato, sempre teso a creare nuovi standard possibilmente incompatibili con il passato, lento nell’innovazione. La realizzazione di Vista e della nuova versione di Internet Explorer hanno richiesto ingenti risorse e tempi di sviluppo che sono da considerarsi biblici in un settore in continua evoluzione quale è l’informatica, XP ha ormai cinque anni, Internet Explorer non vedeva una nuov release da oltre 6 anni! I tempi di sviluppo e di innovazione di Microsoft sono lenti proprio a causa del modello di sviluppo utilizzato dall’azienda, un modello di sviluppo che poteva funzionare in altre epoche, ma che nell’era di internet sta dimostrando tutti i suoi limiti. A questo si aggiunga la politica monopolistica e poco collaborativa di Microsoft, che ora gli si sta ritorcendo contro. Ad esempio, è vero che Internet Explorer ha eliminato il suo nemico storico imponendo standard proprietari, ma è anche vero che oggi, con lo sviluppo di Internet Explorer 7, Microsoft è stata costretta a faticare il doppio per rendere il suo browser compatibile sia con i suoi vecchi standard “non standard”, sia con gli standard del W3C. Tutto ciò ha avuto ripercussioni pesanti sia sull’innovazione del prodotto sia sui tempi di sviluppo, che si sono dilatati all’infinito. Praticamente l’azienda di Bill Gates ha fatto il doppio del lavoro e della fatica che hanno dovuto affrontare gli sviluppatori di Mozilla ed Opera. Gli sviluppatori dei due browser concorrenti, che da sempre rispettano gli standard, per ogni nuova releasee, si sono preoccupati solo di migliorare il prodotto e di aggiungere nuove feature, non avevano il bisogno di infarcire il loro codice con patch e funzionalità necessarie a preservare standard obsoleti e proprietari. Microsoft quindi deve sopravvivere a se stessa, ha un’immagine di “cattiva” che probabilmente non riuscirà più ad eliminare, ed è costretta a difendere un modello di sviluppo obsoleto. La cruda verità è che nell’era di internet i venditori di “scatole colorate” hanno poco senso di esistere, oggi l’approccio nel settore IT, è collaborativo, non chiuso.

Microsoft quindi sa che, per sopravvivere, può seguire due strade: accettare l’evoluzione del mercato, cedere agli standard aperti e documentati ed impegnarsi per una vera interoperabilità tra sistemi e software, oppure difendere la sua posizione di dominio con la forza. In effetti sta facendo entrambe le cose. Da una parte fa “parziali aperture”, rilascia licenze compatibili con gli standard OSI, si dichiara disponibile ad aprire parti del codice del suo sistema operativo, si impegna nella realizzazione di standard aperti e documentati, dall’altra promuove le cause di SCO, insinua ripetutamente che Linux viola i suoi brevetti, infarcisce la nuova versione del suo sistema operativo con sistemi di Trusted Computing e di DRM e rende sempre più restrittive le licenze dei suoi prodotti di punta. Tutte le mosse messe in atto da Microsoft contro Linux servono semplicemente per rallentarne l’adozione, per prendere tempo, Microsoft è conscia del fatto che Linux non può essere fermato, perché linux non è centralizzato, non è semplicemente un business ma è anche un’ideologia, un movimento, un approccio economico rivoluzionario ed alternativo, non è legato ad una sola azienda e ad una sola persona, per cui non è un obiettivo facile da colpire. Quindi perché l’accordo con Novell? Perché Novell è in fondo un’azienda nata nella “prima era dell’IT”, quella di cui anche Microsoft fa parte. Perché Novell spinge per l’adozione di Mono, implementazione Open Source del .Net targato Microsoft, perché Novell ha un approccio più “old style” rispetto a Red Hat (per non parlare di Debian e Ubuntu), di conseguenza la Novell è più propensa al compromesso. Red Hat ad esempio è molto più attenta, anche per una questione d’immagine, agli umori della comunità del Free Software, la sua inflessibilità e coerenza, come abbiamo visto con le dichiarazioni rilasciate in questi giorni, sono anche alla base del suo Business. Con Novell invece Microsoft può parlare una “lingua simile”, l’interesse di Microsoft è che il mercato vada verso l’adozione di un Linux targato Novell, piuttosto che quello di distribuzioni ideologicamente più schierate, Microsoft spera di annacquare lo spirito rivoluzionario del Free Software, di farlo scendere a “compromessi” e di stabilire quindi un equilibrio diverso, che si discosti il più possibile dall’approccio “duro e puro” di Richard Stallman, solo così potrà garantire il perdurare dell’attuale status quo e quindi assicurarsi un futuro radioso.

Articolo di Salvatore Ingrosso
tratto da www.doxaliber.it
Articolo concesso in licenza creative commons attribution non commercial share alike.

novembre 23rd, 2006 @ 02:12 PM • Classificato in NEWS • Tags: , , , Nessun commento

D’accordo di non essere d’accordo. A Microsoft piaccono le cose trasparenti: il seguito della telenovela M$ Novell

Microsoft risponde alla lettera aperta alla comunità di Novell (leggi i post precedenti).
Ecco una traduzione in punti sommari tratta da punto informatico:

[...] Microsoft ha deciso di correre in aiuto del novello partner, pubblicando sul proprio sito uno statent non firmato in cui si afferma che “Microsoft e Novell accettano di non essere d’accordo sul fatto che certe offerte open source possano violare brevetti Microsoft e sul fatto che certe offerte Microsoft possano violare brevetti Novell. L’accordo tra le due aziende consiste in una soluzione possibile di questi probli per i clienti, e non richiede un accordo tra le due società sul fronte delle violazioni”.

“Noi in Microsoft – si legge nella nota – rispettiamo il punto di vista di Novell sulla questione brevetti, anche se con rispetto abbiamo una posizione diversa. Novell dice assolutamente il vero spiegando di non aver ammesso o reso noto alcun probla di brevetto nell’adottare l’accordo di collaborazione sui brevetti. In Microsoft abbiamo svolto le nostre analisi sul portfolio brevetti e abbiamo concluso che era importante creare una protezione di brevetto per i clienti di questi prodotti. Siamo gratificati che una soluzione di questo tipo sia stata adottata”.

Microsoft pone l’accento sul contenuto dell’accordo, che come noto prevede anche un importante scambio di denaro, sottolineando che servirà a “migliorare l’interoperabilità tra Windows e Linux e formare un ponte di proprietà intellettuale tra software proprietario e software open source”.[...]

Commento di Neff:

Certo come no, e noi siamo Marylin Monroe.
Ancora una volta è difficile capire se siano i dirigenti di Novell ad aver bisogno “di uno bravo” oppure se in malafede abbiano cercato di avvantaggiarsi sul mercato rincorrendo un profitto immediato e svendendo il futuro del progetto GNU/Linux.

Quello che non riesco ancora a capire è questo: ma se il business di Novell si basa su Linux, come pensano di campare una volta che la comunità e tutti i suoi utenti (che in maggioranza hanno abbastanza buon gusto da non cagare SuSE) saranno sotto ricatto da parte di Microsoft?

Non ci arrivano con il loro cervellino molecolare ad elaborare il splice concetto:

“calata di braghe=ammissione della presenza di codice “sospetto” in Linux=potenziali ricatti da parte di microsoft alla comunità”?

Cosa pensa Novell? Di essere l’unica distribuzione al mondo dotata di una comunità? Pensa che quella di OpenSuSE basti a sè stessa nel creare la distribuzione che Novell rivende? E chi l’ha fatto KDE? chi l’ha fatto GNOME? chi l’ha fatto Linux? In sostanza: come pensa di sopravvivere Novell senza la comunità a cui stanno puntando una pistola alla testa?

Che si sbrighi Microzozz ad acquisire Novell, comincio ad averne piene le palle di società burattino prive di cervello. È meglio fronteggiare un unico nico, magari spre più brutto, ma non doversi guardare le spalle continuamente girando con un tappo in quel posto per evitare brutte sorprese.

novembre 22nd, 2006 @ 03:05 AM • Classificato in IMHO, NEWS • Tags: , , , Nessun commento

Sviluppatori Samba: Novell receda dall’accordo con MS

Alza polvere la denuncia degli sviluppatori del celebre progetto open source, secondo cui l’intesa tra le due aziende è inaccettabile e viola il cuore stesso della GPL

Nella lettera, che sta rapidamente facendo il giro della rete, gli sviluppatori ricordano come i due mondi, quello proprietario e quello aperto, siano lontani e distinti, e come il primo “divida gli utenti costringendoli ad aderire a licenze coercitive che riducono i loro diritti di condivisione l’uno con l’altro” mentre il secondo “incoraggia gli utenti ad unirsi e condividere i benefici del software”. L’accordo annunciato nei giorni scorsi “divide”, spiega il team di Samba, perché si occupa degli utenti del software e dei suoi sviluppatori in modo diverso a seconda del proprio status (“commerciale” contro “non commerciale)”, e “si comporta con loro in modo diverso a seconda se abbiano avuto il software aperto direttamente da Novell o da qualcun altro”.

Ma l’appello non verte solo sulla “filosofia” open che l’accordo Novell-MS andrebbe a tradire. A detta dei developer, infatti, questa “differenziazione” non è contemplata ed è anzi espressamente vietata dalla licenza GNU GPL.

“La GPL – si legge nella lettera – rende chiaro che tutti i distributori di software GPL debbano essere uniti nella lotta contro i brevetti sul software. Solo se stiamo insieme abbiamo una possibilità di difenderci contro il pericolo rappresentato dai brevetti del software. Con questo accordo, Novell sta cercando di distruggere questa unità, usando gli interessi a lungo termine dell’intera comunità del software libero come merce di scambio per un vantaggio sul breve periodo della stessa Novell sui propri competitor”.

L’attacco del Samba team è ad alzo zero: “Con questo accordo Novell dimostra un profondo menefreghismo per la relazione che ha con la comunità del software libero. In buona sostanza noi siamo loro fornitori e Novell dovrebbe sapere che non hanno il diritto di stringere accordi egoistici per conto di altri, intese contrarie agli obiettivi e agli ideali della comunità open”.

Ciò che è “inaccettabile” secondo gli sviluppatori di Samba, dunque, è “l’uso dei brevetti come strumenti di concorrenza nel mondo del software libero”. E Novell, dice la lettera, lo sa benissimo.

“Noi – conclude l’appello – chiediamo a Novell di lavorare con il Software Freedom Law Center per cancellare l’accordo sui brevetti e riconoscere i propri doveri come beneficiario della comunità del software libero”.

tratto da punto-informatico.it

Commento di Neff:

Eccezionale, magnifico. Le motivazioni e la presa di posizione degli sviluppatori di Samba è assolutamente perfetta. È ora di tirar fuori le palle, e non basta che a farlo siano solo gli sviluppatori di Samba. Dove sono finiti gli altri grandi attori? Dov’è la famosa OSDL? RIVOLUZIONE!

novembre 22nd, 2006 @ 02:13 AM • Classificato in NEWS • Tags: , , , Nessun commento
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