Windows contro i pirati, atto secondo

Microsoft ha rilasciato un aggiornamento al controllo ActiveX che, in Internet Explorer, verifica l’autenticità di Windows e permette di accedere ai servizi di Microsoft Update. Ora barare è un pelino più difficile

Roma – Da ieri il sito Microsoft Update propone agli utenti il download di un update obbligatorio che aggiorna lo Strumento di verifica dell’originalità dei prodotti Windows , un add-on per Internet Explorer che Microsoft ha rilasciato lo scorso anno in seno alla famosa e controversa iniziativa Windows Genuine Advantage (WGA).

“Lo strumento esegue la convalida dell’installazione di Windows verificando l’identificazione del prodotto Windows e lo stato dell’attivazione del prodotto”, si legge sul sito di Microsoft.

L’update al programma risolve una delle più vistose debolezze della WGA , ovvero la possibilità di disattivare, direttamente dalle opzioni del browser, il controllo ActiveX che verifica l’autenticità di Windows. Dopo l’aggiornamento questa procedura non è più consentita : se in IE si seleziona l’add-on WGA, infatti, l’opzione Disattiva non può più essere spuntata (v. immagine sotto).

windows update

Nel giro di poche ore la comunità dei cracker ha già rilasciato uno script che installa nel sistema una versione modificata del file LegitCheckControl.dll , cuore del sistema WGA: questo crack permette agli utenti in possesso di una copia illegale di Windows non solo di continuare a usare il servizio Microsoft Update, come consentiva di fare la disattivazione del controllo WGA, ma anche di scaricare tutti i download che richiedono la verifica dell’autenticità.

Va detto che questo tipo di crack era disponibile anche in precedenza, ed ora è stato aggiornato per aggirare le protezioni aggiunte da Microsoft con l’ultimo update. Da sottolineare, inoltre, come la funzionalità Aggiornamenti automatici di Windows, che permette di scaricare gli hotfix di sicurezza, rimanga accessibile a tutti gli utenti indistintamente.

tratto da: punto-informatico.it

marzo 2nd, 2006 @ 12:41 AM • Classificato in NEWS • Tags: , , Nessun commento

Sequestro Razorback, applausi da Hollywood

Le major hanno segnalato alla polizia belga e a quella svizzera il server sequestrato che a loro dire serviva a condividere anche video per l’addestramento dei terroristi. Ma il network P2P non si ferma, anzi cresce

Roma – Ieri, dopo le prime notizie sul clamoroso sequestro del più conosciuto server utilizzato dagli utenti eMule/eDonkey, sono iniziati a piovere da più parti i particolari dell’operazione. Si è così avuta conferma, tra le altre cose, che il principale amministratore del server, residente in Svizzera, è stato arrestato, e il suo appartamento perquisito con conseguente sequestro di materiale informatico.

A dare alcune notizie sull’operazione è stata la MPA, l’organizzazione internazionale che cura gli interessi degli studios di Hollywood, che in una nota ha specificato di aver denunciato alle autorità svizzere e belghe il server in quanto avrebbe consentito a 1,3 milioni di utenti di accedere a musica e film protetti dal diritto d’autore senza alcuna autorizzazione.

“Le autorità svizzere – comunica MPA in una nota – hanno arrestato il gestore del server a casa sua in Svizzera e hanno perquisito la sua abitazione. Allo stesso tempo, come richiesto da un magistrato locale, la polizia belga ha sequestrato i server localizzati presso un provider a Zaventem nei pressi di Bruxelles”.

Nella nota distribuita alla stampa, MPA sostiene che i gestori di Razorback agivano per lucro: “Oltre a ricevere donazioni dagli utenti, profitti erano generati con la vendita di pubblicità sul sito, generalmente di natura pornografica”. A detta degli studios, inoltre, “gli operatori di questo sito eDonkey (così nel testo, ndr.) hanno scelto di non controllare i file scambiati dagli utenti che includono anche pornografia infantile, istruzioni per la costruzione di bombe e video di addestramento per terroristi”. Affermazioni pesanti che riguardano argomenti al di fuori del tradizionale raggio d’azione di MPA e che secondo qualcuno sono frutto della difficoltà di “mettere all’angolo” un’attività, quella di Razorback, che in più occasioni aveva cercato contatti con le major per escogitare soluzioni contro la pirateria sulla propria rete.

“Razorback – ha dichiarato uno dei dirigenti di MPA – non era soltanto un enorme indice per utenti Internet impegnati nello scambio illegale di file, era una minaccia per la società. Applaudiamo le autorità svizzere e belghe per le loro azioni, che aiutano a colpire la pirateria Internet nel Mondo”.

MPA sostiene anche che questa operazione assesta un duro colpo alla rete di scambio file. “Questa – ha infatti dichiarato il chairman MPA Dan Glickman – è una vittoria fondamentale nella battaglia per contenere la diffusione di materiali illegali su Internet attraverso le reti P2P. Eliminando il traffico illegale di opere protette facilitato da Razorback, stiamo togliendo ad altri network illegali la possibilità di fornire ai pirati Internet opere protette, il che rappresenta un passo positivo nella battaglia internazionale contro la pirateria”.

Molti osservatori si sono chiesti però perché MPA attribuisca questa importanza decisiva al server appena sequestrato: come osserva Slyck.com, “Razorback era davvero un nodo importante della rete eDonkey2000, ma la sua importanza è decisamente contenuta se raffrontata alla vastità della comunità eMule e dalla rete Kad”. Secondo più fonti oggi su eMule gira un numero di utenti persino superiore a quello che vi girava prima della chiusura del server.

tratto da: punto-informatico.it

febbraio 23rd, 2006 @ 02:28 AM • Classificato in NEWS • Tags: Nessun commento

eMule: server sequestrato. A rischio milioni di utenti

Da tempo nel mirino dei produttori di film e musica, da alcune ore il più celebre e utilizzato server di riferimento per gli utenti eDonkey/eMule è sotto sequestro

 

Roma – Milioni di utilizzatori tutti i giorni, innumerevoli file scambiati grazie al suo supporto: Razorback, server di riferimento per l’intera comunità di eMule/eDonkey, tra le più utilizzate soluzioni peer-to-peer, è inagibile. Nelle scorse ore la polizia belga ha infatti provveduto al suo sequestro.

La notizia è apparsa ieri inizialmente su alcuni forum e non tutti i particolari sono ancora noti; di certo è un annuncio destinato a scuotere l’intero ambiente: Razorback aveva da anni acquisito una popolarità senza eguali per la disponibilità di indici di milioni di file. Come sempre, vista la particolarità della tecnologia eDonkey, nessun file era effettivamente conservato sulle sue macchine: Razorback si limitava cioè a indicizzare i file che circolavano sulla rete.

In sé il sequestro dei server Razorback, collocati in Belgio sebbene gestiti da un’associazione svizzera, non giunge come un fulmine a ciel sereno: già da tempo, da almeno due anni, le autorità investigative avevano iniziato a monitorare le attività del server, considerandolo responsabile per la disseminazione di moltissimi film, brani musicali ed altre opere protette dal diritto d’autore. Le indiscrezioni fin qui trapelate affermano che anche l’amministratore principale di Razorback sarebbe in stato di fermo.

Slyck.com segnala come ora sulla rete P2P siano presenti solo “Razorback fasulli”, ovvero server realizzati dalle forze dell’ordine per monitorare e raccogliere dati sul traffico. Anche per questo, e per la continua attività di monitoraggio delle reti, la notizia del sequestro ha suscitato anche un certo allarme negli utenti. Ma va detto che, come riporta tra gli altri anche Zeropaid, nessun dato personale era archiviato sui server Razorback, e questo perché, vista la quantità di utenti che vi accedono, conservare un log con gli IP degli accessi si sarebbe rivelata un’impresa titanica, oltreché costosa.

Di interesse il fatto che i promotori di Razorback si siano distinti nel tempo per il loro tentativo di conciliare l’attività di condivisione con la distribuzione legale di opere, tanto che in più di un’occasione il server è stato utilizzato per distribuire file protetti con tecnologie DRM dai rispettivi produttori. Non solo, l’associazione Razorback aveva già dichiarato di voler realizzare una sorta di “lista nera” dei contenuti, per poter filtrare quelli protetti da diritto d’autore e affermare dunque l’utilizzo delle tecnologie peer-to-peer per finalità legali.

Sebbene la chiusura di quei server sia destinata ad impattare sul traffico eMule/eDonkey, gli utenti di questi sistemi, come fa notare P2Pforum.it, già da tempo e sempre più frequentemente ricorrono alla rete Kad, network decentralizzato basato sul protocollo P2P Kademlia.

fonte: punto-informatico.it 

febbraio 22nd, 2006 @ 12:00 PM • Classificato in NEWS • Tags: Nessun commento

Apple fa oscurare i link del crack

San Jose (USA) – Apple ha dimostrato di avere riflessi felini. Alla zampata dell’hacker Maxxuss – che aveva annunciato di essere riuscito a craccare l’ultima release di Mac OS X x86 – l’azienda della Mela ha reagito impugnando immediatamente il Digital Millennium Copyright Act (DMCA), “zittendo” di conseguenza i siti che si erano occupati della questione. Win2OSX.net è stato chiuso; gli amministratori, inoltre, hanno fatto perdere le loro tracce senza lasciare dietro di sé neanche un commento sull’accaduto.
OSx86 Project Web, invece, è diventato protagonista di una campagna giornalistica a dir poco sorprendente. Alcune fra le più importanti testate hanno pubblicato articoli che lo davano per spacciato, quando in verità gli amministratori stavano semplicemente vagliando la loro posizione con i consulenti legali. L’impasse che tutti preconizzavano si è risolto con la sola eliminazione dei link, alle patch incriminate, presenti nel forum. OSx86 Project ha confermato di aver sempre rispettato i termini legali che fanno riferimento ai prodotti Apple, e di avere come obiettivo esclusivo la creazione di una community su “OS X on x86″. Tutti gli utenti sono ben accetti, compresi gli hacker – dicono ora i gestori del sito – a patto ovviamente che accettino le “regole del gioco” e del confronto.

Non è la prima volta che il DMCA viene impugnato per censurare siti e link scomodi. Era successo nel 2004 a Torrentz.com, con diffida firmata Microsoft, e nel 2003 con Kazaa Lite, imbrigliato da Sharman Networks. Insomma uno strumento giuridico imponente, protagonista di innumerevoli controversi procedimenti legali, che nello scorso novembre è stato definito “abusivo” da uno studio redatto da due giuristi dell’Università della California. Il 30% delle denunce di violazione, infatti, si sarebbero dimostrate piene di inesattezze.
Apple non ha voluto commentare il suo operato degli ultimi giorni, preferendo un profilo basso. Certo è che la legge federale proibisce la distribuzione di software e hardware capaci di aggirare i meccanismi che si occupano della copy protection, e la sezione 512 del testo del DMCA obbliga anche gli ISP, motori di ricerca e portali ad eliminare link verso materiale presumibilmente pirata ed illegale.

Un caso senz’altro “laterale” rispetto ad altri che lo hanno preceduto ma, come scriveva Lamberto Assenti nel lontano 2002, a proposito della guerra ai link, perlopiù “non ci si cura dell’effetto che tutto questo può avere e sta avendo sulla salute di internet e sulla sua fruibilità”. Ma la legge è legge, ribadiscono quelli di OSx86 Project, e finché non cambia va rispettata.

tratto da: punto-informatico.it

febbraio 20th, 2006 @ 04:58 PM • Classificato in NEWS • Tags: , Nessun commento
« post più recenti
Tutti i contenuti di Neffscape sono pubblicati secondo la licenza di utilizzo Creative Commons Attribution non commercial share alike 3.0.
• Neffscape è un sito pensato, creato e mantenuto da Marco Boneff