Il distretto scolastico dell’Ohio passa a Gnu/Linux e risparmia 412.000 dollari di licenze

SalvadanaioLa Bexley, distretto delle scuole superiori dell’Ohio, afferma di aver iniziato la migrazione di tutti i suoi computer desktop, attualmente equipaggiati con sistema operativo Windows ME, a Gnu/Linux.

Secondo quanto riportato da un giornale locale, il distretto scolastico ha scelto Gnu/Linux al posto di Windows Xp in quanto, secondo i calcoli, in tal modo risparmierà almeno 412.000 dollari in costi di licenze.

La Dott.sa Anne Hyland, Direttrice al Curriculm ed Istruzione, ha dichiarato che l’anno scorso il budget a disposizione della scuola per spese di tipo tecnologico è stato di circa 159.000 dollari.
L’abbandono di Windows ME si è reso necessario a causa dell’acquisto di nuovi computer incompatibili con Win Me. Quindi, il distretto ha dovuto valutare, in aggiunta ai costi dell’hardware, i costi aggiuntivi necessari per passare a Windows XP, Altri soldi sarebbero stati risparmiati dal mancato acquisto di un software anti-virus, non strettamente necessario per proteggere i computer equipaggiati con Linux.

Il distretto scolastico ha inoltre previsto l’utilizzo di WINE o Crossover Linux per “recuperare” alcuni applicativi sviluppati solamente per Windows ME, mentre, per le scelte future, si valuteranno solamente software che siano compatibili in modo nativo anche su Linux.

L’articolo aggiunge che il distretto scolastico non ha nemmeno preso in considerazione l’eventuale costo per un upgrade a Windows Vista, e che la scuola spera di riuscire a passare interamente a Linux entro il 2010.

Fonte: Desktop Linux

con questa notizia inauguro una nuova categoria (Da windows a Linux) in cui vorrei raccogliere tutte le “success stories” sulla migrazione da windows a linux da parte di istituti scolastici, istituzioni, aziende ecc. nonchè articoli utili per chi vuole finalmente passare al software libero e lasciarsi dietro le spalle Zio Bill e compagnia. Buona lettura!

marzo 20th, 2007 @ 11:25 AM • Classificato in NEWS • Tags: , , commenti [2]

Brevetti software: la Commissione UE ci riprova

Bruxelles – Gli esperti stroncano senza mezze misure l’ultimo rapporto ufficiale sulla proprietà intellettuale stilato dalla Task Force europea sulla competitività e lo sviluppo dell’ICT. In una durissima nota Foundation for a Free Information Infrastructure – FFII parla del rapporto come di un “insulto”.

“Un rapporto chiave prodotto dalla task force della Comunità Europea – scrive FFII – è stato scritto quasi interamente dall’industria dei brevetti e dalle grandi aziende, inclusi i legali di settore di SAP, di aziende americane e dall’Ufficio dei brevetti europeo”. È un’accusa non da poco se si pensa come il rapporto cerchi di provare che le piccole e medie imprese europee devono ricorrere ai brevetti software per migliorare la propria competitività. Il fatto che sia FFII a scomunicare il rapporto non deve sorprendere: si deve proprio alla Foundation la grande mobilitazione internazionale che indusse l’Europarlamento a respingere la brevettabilità del software in Europa. Una decisione che la Commissione ha già messo in discussione, dando in più occasione l’impressione che i brevetti sul software, in un modo o nell’altro, verranno introdotti nel Vecchio Continente come già esistono negli Stati Uniti. FFII ricorda che i benefici per le piccole e medie imprese vantati dal rapporto sono già stati contestati proprio dalle aziende, consce che l’introduzione della brevettabilità darebbe alle grandi corporation, in particolare quelle americane, la possibilità di controllare il mercato IT in un modo del tutto deleterio per le attività di sviluppo dei player più piccoli. “Il rapporto – insiste FFII – rappresenta in particolare un insulto alle piccole e medie imprese” in quanto da un lato ammette che molte di loro si oppongono alla brevettazione ma dall’altro sottolinea che “hanno una comprensione e conoscenza del sistema dei brevetti decisamente inadeguate”. Ma non finisce qui. FFII è stato infatti osservatore esterno della Task Force e denuncia una “forte censura nella redazione della bozza del rapporto”. Secondo il presidente della Foundation, Pieter Hintjens, “il chairman (della Task Force, ndr.), SAP, ha sfruttato la propria posizione per assicurarsi che certi commenti fossero esclusi e il dibattito non decollasse. Nel complesso il rapporto riflette le opinioni di una minoranza molto ridotta ma di grande potere, e certamente non delle piccole e medie imprese, che pure pretende di essere rappresentativa”. L’attacco di FFII non risparmia le istituzioni comunitarie. “Sono stupefatto – chiosa Hintjens – che all’Ufficio dei brevetti europeo, un organo amministrativo sui brevetti apertamente schierato con l’industria dei brevetti, possa essere consentito di partecipare in quella che chiamano Task Force delle piccole e medie imprese. È stata una farsa. Questo rapporto è una fandonia e un insulto per tutti coloro che vi hanno partecipato in buona fede”.

tratto da punto-informatico

gennaio 2nd, 2007 @ 11:42 AM • Classificato in NEWS • Tags: , , Nessun commento

Minacciata la democrazia di Internet

La più grande democrazia del mondo, e questo è un assunto che vale a prescindere dalle proprie idee politiche, non sono gli USA, come spesso convinzioni personali e propaganda portano a credere, bensì il WWW, con il suo miliardo e passa di “abitanti”.
Il WWW, è certamente una nazione (o meglio net-zione) astratta, eppur dotata di un suo linguaggio in continua evoluzione, ed in grado di offrire numerosissimi ed efficenti servizi ai suoi “abitanti” (gli Utenti), i quali hanno il privilegio di incontrarsi e discutere liberamente in una quantità infinita di diverse località.

WWW è una società (quasi) perfetta in cui ogni cittadino è libero di distrubire le informazioni che meglio crede, senza che queste vengano in alcun modo discriminate a priori, senza nessun prepotente pronto a scavalcare la fila, senza il ricco che “olia” le giuste amicizie per ottenere “favori” o il raccomandato, figlio di papà, che ottiene tutto senza alcuna fatica.

WWW è una società perfettamente orizzontale, in cui esistono ovviamente i più ricchi ed i più poveri, ma in cui tutti partono con le stesse possibilità di “raggiungere” i propri traguardi.

La netzione WWW è un mondo di bit, placido e tranquillo, naturalmente anche qui esiste qualche testa calda che vuol attaccar briga con tutti, ma si tratta fondamentalmente di invididui innocui che tra l’altro vengono spesso ignorati dagli altri abitanti.

Il WWW fin’ora ora si era ritrovato contrastare soltanto un pò di abusivismo telematico, qualche tentativo di truffa, qualche piccola epidemia causata dai soliti superficiali restii ad usare le dovute precauzioni e, naturalmente, gli immancabili venditori porta a porta che ossessionano i cittadini con le loro continue richieste d’acquisto (quasi sempre vogliono vendere Viagra, o offrire biglietti della lotteria, chissà perché).

A volte gli Utenti, quando proprio non ne possono più, sguinzagliano i loro cani per liberarsi da questi importuni scocciatori.

Ma questo mondo perfetto e democratico oggi è profondamente minacciato.

La minaccia non arriva dall’oriente, non sono i cinesi a minacciare l’economia della netzione, ne tantomeno è il terrorismo islamico a turbare la placida vita degli Utenti, nel WWW quando le persone si incontrano per la prima volta tendono a non preoccuparsi degli aspetti legati alla religione, al sesso, all’età ed alla nazionalità del loro interlocutore (quest’ultima diventa un problema solo a causa delle diverse lingue parlate dagli abitanti di WWW), per cui anche se sul WWW esiste un’eterogeneità di razze, religioni, convinzioni politiche, nessuno si preoccupa di queste diversità, che ossessionano invece il resto del mondo.

La minaccia questa volta arriva dagli USA, i nomi dei terroristi più pericolosi sono Verizon, AT&T, Time Warner, ed i kamikaze pronti a colpire vengono addestrati all’interno di un’associazione denominata: “Parlamento degli Stati Uniti”, il loro grido di battaglia è COPE Act (Communications Opportunity Promotion and Enahancement Act).

Questi fondamentalisti dell’economia reale, i quali non hanno mai digerito la democraticità del WWW, hanno iniziato ad avanzare pretese di “diversità” rispetto a tutti gli altri Utenti, il loro motto è “chi paga di più arriva prima degli altri” e con l’appoggio dei loro kamikaze sono decisi a minare le fondamenta democratiche di internet ed i suoi principi economici.

Se il loro piano dovesse riuscire, loro e tutte quelle “corporazioni” che dispongono di risorse economiche pressochè illimitate, grodanno di maggiori privilegi rispetto agli altri utenti e di conseguenza godranno di un maggiore peso politico sul futuro del web.

Il progetto di legge dei “terroristi” prevede infatti l’introduzione di un sistema di priorità basato esclusivamente sul merito economico, ovvero un principio in grado di regolare quali “dati” in giro per il web abbiano più “diritti” di fruibilità rispetto ad altri “pacchetti” distribuiti da chi ha meno soldi da spendere.

Il mondo perfetto che ha visto nascere dal nulla colossi come Google, Ebay, Amazon, Yahoo e, più recentemente, Youtube e Myspace, rischia di scomparire per sempre, sostituito dal tipico sistema “verticale” dell’informazione di vecchio stampo.

Perché il punto cruciale rimane proprio questo: la gestione dell’informazione.

I “terroristi” che vogliono distruggere internet hanno infatti un preciso progetto in mente: gestire la nuova piattaforma di “informazione e intrattenimento” che sta nascendo su internet.

Per ora gli Utenti in rete (che sono anche consumatori) hanno il controllo, decidono loro tra contenuti, applicazioni e servizi, non ci sono intermediari, senza la neutralità della rete gli utenti saranno invece “raggruppati” in specifiche “tipologie” e la loro possibilità di scelta sarà in realtà un limitato ventaglio di scelte predefinite.

Internet diventerebbe appunto una sorta di TV dove sarebbero i “produttori” a scegliere “cosa” far vedere all’utente, in sostanza tutte le conquiste fin’ora raggiunte rischierebbero di andare in fumo.

Per il momento l’esito della battaglia è incerto, ma la cosa importante è che gli Utenti, che come tutti gli abitanti di nazioni democratiche danno per scontato ciò di cui godono e non se ne preoccupano finchè non lo perdono, si rendano conto dell’importanza di ciò che sta avvenendo intorno a loro e facciano il più possibile per contrastarlo.

Un buon punto di partenza potrebbe essere il sito SaveTheInternet, dove potrete recuperare moltissime informazioni.

Infine, non meno importanti le parole di Tim Berners Lee, l’inventore del protocollo che è alla base di internet:

Vent’anni fa, gli inventori di Internet progettarono un’architettura semplice e generale. Qualunque computer poteva mandare pacchetti di dati a qualunque altro computer. La rete non guardava all’interno dei pacchetti. E’ stata la purezza di quel progetto, e rigorosa l’indipendenza dai legislatori, che ha permesso ad Internet di crescere e essere utile. Quel progetto ha permesso all’hardware e alle tecnologie di trasmissione a supporto di Internet di evolvere fino a renderlo migliaia di volte più veloce, nel contempo permettendo l’uso delle stesse applicazioni di allora. Ha permesso alle applicazioni internet di venire introdotte e di evolvere indipendentemente.

Quando ho progettato il Web non ho avuto bisogno di chiedere il permesso a nessuno. Le nuove applicazioni arrivavano sul mercato già esistente di Internet senza modificarlo. Allora provai a rendere la tecnologia del web una piattaforma al contempo universale e neutrale, e ancora oggi moltissime persone lavorano duramente con questo scopo. Il web non deve assolutamente discriminare sulla base di hardware particolare, software, rete sottostante, lingua, cultura, handicap o tipologia di dati.

Chiunque può scrivere un’applicazione per il Web, senza chiedere a me, o a Vint Cerf, o al proprio ISP, o alla compagnia telefonica, o al produttore del sistema operativo, o al governo, o al fornitore dell’hardware.

La neutralità della rete è questo:

Se io pago per connettermi alla rete con una certa qualità di servizio, e tu paghi per connetterti con la stessa (o una migliore) qualità di servizio, allora possiamo iniziare una comunicazione con quel livello di qualità.

Questo è tutto. I fornitori del servizio internet (ISPs) hanno il compito di interagire tra loro affinché questo avvenga.

La neutralità della rete NON è chiedere l’accesso ad internet gratuito.

La neutralità della rete NON è affermare che qualcuno non dovrebbe dover pagare di più per una maggiore qualità di servizio. E’ sempre stato così, e sempre lo sarà.

Fonte: Wikipedia e SaveTheInternet

Articolo di Salvatore Ingrosso
www.doxaliber.it

settembre 21st, 2006 @ 05:54 PM • Classificato in NEWS • Tags: , , Nessun commento

Bruxelles: nessuna vendetta contro Microsoft

Bruxelles – Può essere che a molti osservatori americani e persino al Governo di Washington non vada giù il trattamento riservato dalle autorità antitrust europee a Microsoft ma questo, o anche le critiche provenienti da ambienti europei, non deve distogliere la Commissione Europea dai propri compiti né indurre a ritenere che l’antitrust stia in qualche modo perorando una vendetta contro l’azienda di Bill Gates.Questo il senso di una singolare e per molti versi inattesa dichiarazione che nelle scorse ore ha rilasciato Neelie Kroes, a capo dell’autorità antitrust europea, che ha invitato i giornalisti a stare con gli occhi aperti perché, a suo dire, è in corso una campagna coordinata di discredito contro l’agenzia che la stessa Kroes dirige.

“Ben lontani dal perseguire una vendetta contro Microsoft – ha affermato Kroes – le azioni della Commissione sono guidate dal desiderio di creare in Europa il clima industriale più adatto all’innovazione a beneficio dei consumatori europei”.

Le dichiarazioni di Kroes, rese pubbliche in una lettera pubblicata sul quotidiano economico Financial Times, non finiscono qui.

In relazione alle attuali esplorazioni dell’antitrust europeo su Windows Vista, Kroes ha scritto: “Ho visto che qualcuno ritiene che la Commissione possa impedire a Microsoft di migliorare la sicurezza del proprio sistema operativo. Questo non è assolutamente il caso. Ciò nonostante vogliamo assicurarci che i rivali produttori di software di sicurezza possano competere sullo stesso piano”. Una questione difficile, come noto, per l’integrazione profonda dei sistemi di sicurezza, e non solo dei software specifici, nell’imminente sistema operativo di Microsoft.

Ma Kroes si è voluta togliere anche altri sassolini dalla scarpa, ad esempio in merito al rapporto IDC secondo cui l’arrivo di Vista provocherà in Europa la creazione di 50mila nuovi posti di lavoro. “Sarebbe sbagliato – ha scritto – immaginare un collegamento di questo tipo. Se nuova occupazione deriverà dalla diffusione di Vista, ciò sarà garantito solo dalla release di una versione di Vista che consenta agli altri di competere sul piano della qualità con i propri prodotti”.

Questo post è tratto da: P.I.: Bruxelles: nessuna vendetta contro Microsoft

settembre 21st, 2006 @ 05:47 PM • Classificato in NEWS • Tags: , , Nessun commento

Bush: sì vi spiamo, ma non vi preoccupate

Il presidente americano minimizza le rivelazioni shock secondo cui l’intelligence americana ha avuto la piena collaborazione dei maggiori operatori TLC per registrare i dati di miliardi di telefonate

Washington (USA) – Non si esaurisce più lo scandalo intercettazioni negli USA: nelle scorse ore uno speciale del diffusissimo quotidiano  USA Today  ha messo a nudo un  impressionante giro di dati  tra le principali società di telecomunicazione americane e la  National Security Agency  (NSA), l’intelligence statunitense.

L’affondo del giornale è durissimo: si parla del coinvolgimento di AT&T, Verizon e BellSouth in quella che si profila come la più vasta azione di intercettazione sul suolo americano mai compiuta fino ad oggi. Sarebbero miliardi le conversazioni telefoniche su cui i potenti mezzi della NSA ora hanno informazioni specifiche come numero chiamante e numero ricevente, ora e data della conversazione, durata e località e via dicendo. A mitigare la cosa, si fa per dire, è che non sarebbero coinvolti i contenuti delle conversazioni .

Questo flusso di informazione, stando al quotidiano, non avrebbe dunque riguardato l’effettivo ascolto delle chiamate quanto invece l’inserimento di ogni informazione relativa alle comunicazioni nei sistemi informativi della NSA.

Il presidente degli Stati Uniti Ciò che colpisce l’opinione pubblica americana è il fatto che lo scorso dicembre, quando lo scandalo delle intercettazioni aveva raggiunto il suo apice , l’amministrazione Bush aveva sottolineato con forza che tutta l’operazione riguardava le chiamate internazionali e non quelle “domestiche”. Una posizione che aveva spinto Washington nei giorni scorsi persino a chiedere la chiusura del caso .

Ora la situazione, però, potrebbe sfuggire di mano alla Casa Bianca, che molti accusano di aver bellamente mentito agli americani. E lo scandalo arriva nel momento in cui la popolarità del presidente George W. Bush è scesa ai livelli più bassi di tutti questi anni, intorno al 30 per cento, dunque in un momento particolarmente critico per l’amministrazione . Anche per questo a ridosso della pubblicazione delle esplosive rivelazioni di USA Today, l’inquilino del più celebre edificio d’America ha deciso di intervenire direttamente commentando lo scandalo che sta riempiendo le prime pagine di tutti i giornali degli Stati Uniti.

Senza nominare direttamente USA Today, Bush se l’è sentita di affermare che la privacy degli americani “è tutelata con forza” dall’amministrazione. Per convincere di più ha anche dichiarato: “Non stiamo studiando o monitorando la vita personale di milioni di americani innocenti. I nostri sforzi sono focalizzati sui collegamenti ad al-Qaeda e sui suoi associati. E abbiamo già avuto successo nel prevenire un altro attacco sul nostro territorio”.

Anche nella vicina Italia le misure introdotte dal cosiddetto decreto Pisanu prevedono le medesime misure di controllo che, se nulla cambierà, rimarranno attive fino al 31 dicembre del 2007.

tratto da: punto-informatico 

maggio 14th, 2006 @ 10:24 PM • Classificato in NEWS • Tags: , Nessun commento
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