Grane politiche per il Trusted Computing

Col prossimo Windows Vista, il governo britannico vuole l’accesso al vostro computer. Il Trusted Computing rischia di crollare.

Elmetto e manette della polizia britannica

Falla nel TC: non a opera di hacker, ma della polizia britannica

Il Trusted Computing affronta i primi amletici dilemmi. L’informatica fidata, lo sappiamo, affiderà al ringhioso chip Fritz tutta la nostra sicurezza, la nostra riservatezza, e l’immunità dai virus.

Uno dei primi must della nuova tecnologia, disponibili sul prossimo sistema operativo made in Redmond, sarà Biltlocker, la crittografia dell’hard disk. Il sistema può codificare l’intero disco dell’utente, rendendo impossibile l’accesso ai dati a chi vi ruba il portatile o se si toglie il dispositivo dal computer. La chiave di codifica, super sicura, sarà generata e custodita dal chip Trusted Platform Module (TPM, in arte Fritz), che la renderà disponibile soltanto in presenza del sistema operativo autorizzato.

Neppure noi utenti saremo messi a conoscenza della chiave, altrimenti ce la faremmo fregare, visto che la conserveremmo in un file nel desktop e in un post-it nel portafoglio, con la scritta “chiave per la codifica dell’hard disk”, alla mercè di qualunque hacker o borseggiatore. Zio Bill questo lo sa, e ha deciso di non fidarsi di noi, ma solo del suo amico Fritz, a cui nessuno, ma proprio nessuno, potrà mai accedere.

Beh, in effetti, in caso di problemi, almeno il produttore, il consorzio Trusted Computing Group (TCG) deve poter risolvere la questione, autorizzando anche da remoto il rilascio della chiave in condizioni di emergenza. Ma ci hanno assicurato che nessun altro potrà accedere a quelle informazioni.

Ora, anche questa certezza comincia a vacillare: il TCG non è l’unico ente interessato alle chiavi del vostro PC. La polizia del Regno Unito si è dichiarata preoccupata di non poter accedere ai dati conservati negli hard disk degli indagati, e il governo britannico è in trattativa con Microsoft per risolvere il delicato problema.

Ross Anderson, docente universitario in Cambridge, in un’audizione alla camera dei Comuni, ha suonato l’allarme: “Far diventare la crittografia dell’hard disk una prassi, potrebbe rendere le indagini di polizia tecnicamente abbastanza difficili.” I parlamentari, inquieti, si sono rivolti al ministero dell’interno, scoprendo che esistono già trattative con Microsoft, sulla possibilità di aprire una backdoor nel compatto sistema TC, cioè una porticina di accesso a uso della polizia britannica.

La trattativa è ovviamente coperta dal massimo riserbo, tanto che è stata pubblicata su BBC News. La questione è estremamente delicata: da anni si vocifera delle backdoor messe a disposizione da Microsoft alla famigerata National Security Agency (NSA), tanto che non sono pochi i governi che pianificano la migrazione all’opensource principalmente per questo motivo.

Se zio Bill assecondasse le richieste del gabinetto Blair, la backdoor sarebbe a disposizione di tutti gli hacker di questo mondo. E gli unici a non avere accesso alle chiavi sarebbero proprio gli utilizzatori paganti di Windows Vista. L’intera architettura del TC potrebbe rivelarsi una gigantesca pagliacciata, non per cause tecniche, ma per motivi puramente politici.

Una piccola puntualizzazione: per proteggere in maniera inviolabile i propri dati, non è assolutamente necessario il ricorso al chip Fritz. Esistono numerose applicazioni per la codifica semplice e sicura di file, partizioni, dischi di ogni tipo. Solo a titolo di esempio, citiamo TrueCrypt, gratis e opensource.

tratto da: zeusnews.it

febbraio 18th, 2006 @ 01:40 AM • Classificato in NEWS • Tags: , Nessun commento
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