Gli anticopia usano il vostro PC come campo di battaglia

I sistemi anticopia non vanno per il sottile. Pur di tutelare i loro mandanti, questi programmi di Digital Rights Management (DRM) non esitano a devastare il computer dell’acquirente onesto, quello che ha comperato la versione legittima, benedetta e bollata del CD, del DVD o del videogioco.

Racconta infatti CDR-Info.com che il sistema anticopia MediaMax della SunnComm, usati da alcuni CD audio, è incompatibile con il sistema anticopia usato dalla società russa StarForce. MediaMax, infatti, installa nel PC dell’utente un driver di nome SbcpHid, che causa malfunzionamenti del computer perché viola le regole di collaborazione fra driver all’interno del sistema operativo.

Il risultato è che un utente onesto che abbia acquistato legittimamente sia un CD protetto dall’anticopia MediaMax, sia un videogame protetto da StarForce, si trova col PC malfunzionante. Viene punito perché ha rispettato le regole.

The Inquirer fa inoltre una considerazione molto interessante sugli aspetti legali di questo caso: chiedere a un tecnico di riparare il vostro computer dopo che i due sistemi anticopia lo hanno usato come campo di battaglia potrebbe essere illegale. Infatti in molti paesi vigono leggi (DMCA, EUCD) che puniscono l’elusione o la rimozione dei sistemi anticopia da parte di chiunque non sia il legittimo gestore di tali sistemi. Così nessuno può aiutare l’utente a tirarsi fuori dai guai. E naturalmente né i discografici, né i produttori di videogame risarciranno l’utente per il danno subito.

E poi ci si chiede perché la gente si rivolge al peer-to-peer invece di comperare il prodotto legittimo. Come dice il logo sui sopra, il DRM sta uccidendo la musica, ed è una fregatura.

Paolo Attivissimo

aprile 23rd, 2006 @ 08:03 AM • Classificato in NEWS • Tags: , Nessun commento

EFF: non installate Google Desktop Search

Polemiche sulla nuova versione del software di BigG. EFF chiede agli utenti di fuggirlo come la peste: archivia gli indici dei file locali sui server di Mountain View

San Francisco (USA) – Gli esperti di EFF lanciano un allarme rosso per la privacy: la nuova versione di Google Desktop Search offre una funzione di ricerca che indicizza i file locali e ne invia una lista ai server di Mountain View.

La funzione nel mirino delle critiche è il cuore di una nuovo servizio offerto da BigG, chiamato Search Across Computers: se abilitata, il software archivia sui server di Google ogni tipo di documento testuale in formato semplice, Word, Excel, PDF e molti altri. Tra le informazioni archiviate c’è anche la cronologia delle visite sul web. Tutti i dati vengono mantenuti per un periodo massimo di 30 giorni, si apprende da fonti ufficiali.

“Molte persone utilizzano contemporaneamente più computer e lavorano da più postazioni”, ha riferito il vicepresendente Marissa Meyer al quotidiano USA Today, “e questo nuovo strumento semplifica drasticamente la vita di questi utenti”.

I membri di EFF non sembrano condividere questo stesso ottimismo: “Se non si configura questo software con molta attenzione, come molto probabilmente accade alla maggior parte degli utenti”, sostiene il giurista di EFF Keving Bankston, “Google Desktop avrà una mole impressionante di dati personali: lettere d’amore, ricevute, note riservate e qualsiasi altro tipo di materiale testuale che il motore di ricerca può indicizzare”.

Il rischio più grave per la privacy, secondo il parere di alcuni esponenti del Center for Democracy & Technology, sta nel fatto che “le informazioni in possesso del motore di ricerca possono essere consultate dalle autorità anche senza mandato di perquisizione, ma semplicemente con un’ingiunzione del tribunale”, definita subpoena dal lessico giuridico statunitense. Una situazione già attuale, visto quanto sta accadendo proprio in queste settimane, in cui Google le cerca tutte per non dover consegnare certi dati dei propri utenti.

Gli attivisti del network italiano Autistici.org hanno definito l’ultima trovata raccoglitutto di Google come qualcosa d’oscuro, dal significato insondabile e foriero di preoccupazioni. A quando, si chiede qualcun altro, la comparsa di un favoloso servizio per cancellare completamente le proprie tracce dai mastodontici archivi di BigG?

tratto da punto-informatico.it

febbraio 13th, 2006 @ 10:13 AM • Classificato in NEWS • Tags: , , Nessun commento
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