
In questi giorni si legge veramente di tutto su internet: persone che si lamentano perchè la scelta di DELL è ricaduta su ubuntu (e non su OpenSuSE, Fedora, Mandriva, Slackware, Debian ecc ecc ecc), persone che si lamentano dei prezzi, solamente marginalmente meno cari che quelli dei PC con windoze, altri ancora si lamentano del fatto che DELL abbia deciso di non vendere da subito in tutto il mondo, e di aver limitato la scelta a soli 3 modelli. Ebbene dico io: diamo tempo al tempo!
A chi ci osserva da fuori, diamo l’impressione di non essere mai contenti di nulla. State calmi: l’ampliamento DELL (scusate non ho resistito
)’offerta e la riduzione dei prezzi sono cose che verranno in futuro: è importante concentrarsi ad abbattere un muro per volta. Il fatto che il più grande produttore hardware al mondo abbia deciso di preistallare Linux su alcuni PC della sua gamma è già di per sè una notizia storica. Ora è importante che DELL capisca che Linux è un ottimo investimento, che genera profitti e che è un potenziale cavallo di battaglia per il futuro. Non è un caso se DELL in questo momento ci va cauta, munita di cintura di castità e elmetto protettivo. Non si tratta infatti della prima volta che la multinazionale dell’hardware più nota al mondo propone agli utenti soluzioni Linux sui propri sistemi. A ricordarmelo è stato proprio Paolo Attivissimo sul suo blog “il disinformatico” che qualche giorno fa ha ricordato come qualche anno fa la stessa DELL tentò di sfondare il mercato proprio con linux, ritrovandosi con un pugno di mosche.
In quegli anni linux, forse, non era davvero pronto per il grande pubblico, ma oggi le cose sono diverse e sta a noi adesso dimostrare a DELL e ai suoi concorrenti che i PC con linux preistallato hanno un mercato. Non dico ovviamente che dobbiamo astenerci da proporre nuove soluzioni e migliorare quelle attuali, dico soltanto di essere costruttivi nel farlo. Ricordatevi che quello di DELL in questo momento è sicuramente un atto di coraggio, dobbiamo fare in modo che non abbiano a pentirsene. Questo è il primo passo se vogliamo veramente sdoganare linux al grande pubblico e risolvere il bug numero 1.