Upgrade a Jaunty: Fresh install o aggiornamento via update-manager?

jaunty

Come coloro che seguono neffscape live su twitter già sapranno anche questa volta non ho saputo resistere e colto da un raptus di curiosità, ho preso la decisione di passare a Jaunty prima del rilascio finale che è previsto tra 9 giorni. Come sempre ho preferito innanzitutto eseguire un upgrade usando update-manager in modo da testare la procedura di aggiornamento proposta e prendere nota di eventuali malfunzionamenti e quindi procedere con un fresh install per rendermi conto delle eventuali differenze tra la versione ottenuta tramite aggiornamento e quella “fresca” da immagine iso. Ecco com’è andata.

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aprile 14th, 2009 @ 05:11 PM • Classificato in NEWS • Tags: , , , commenti [12]

Trasformare un airone in ariete senza ricorrere alla genetica

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Ieri sera, un po’ per noia, un po’ per curiosità (ma anche un po’ perchè sono previdente e so che tra domani e dopodomani sarà macello effettuare un upgrade a causa dell’inevitabile intasamento causato dai sempre più numerosi fan di ubuntu sparsi in tutto il mondo), ho deciso di passare ad Intrepid Ibex (ubuntu 8.10) con un paio di giorni d’anticipo. La Release Candidate di intrepid ibex a cui si può aggiornare già da ora è praticamente identica alla versione finale. Piccole modifiche, se verranno apportate tra oggi e domani,verranno comunque installate grazie ai pratici aggiornamenti automatici a cui ubuntu ci ha abituati. A questo punto mi sono detto: perchè aspettare l’intasamento e non aggiornare subito?

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ottobre 29th, 2008 @ 03:20 PM • Classificato in GUIDE • Tags: , , , commenti [12]

Rolling Cycle Dreaming…

Come tutti gli affezionatissimi utenti ubuntu, è da qualche giorno che ho iniziato a riempire il frigo di banane per l’arrivo di Gutsy la nuova versione di ubuntu, il gibbone che arriverà tra un paio di settimane (secondo la roadmap dovrebbe uscire il 18 di questo mese!) e che mi terrà compagnia per i prossimi 6 mesi.

Felice? Certo che lo sono! Tuttavia devo ammetterlo: 6 mesi per me sono quasi troppo pochi prima di cambiare. Non si fa in tempo ad affezionarsi ad un animaletto che subito ce lo sostituiscono ;) !

Non fraintendetemi, non sto dicendo che non mi fa piacere aggiornare la mia distribuzione (anzi, aspetto con trepidazione!), ma come sempre prima di un upgrade avverto quel feeling di eccitazione-misto-timore, quel conflitto tra irrefrenabile curiosità e senso di responsabilità che all’orecchio mi sussurra “ehi, adesso hai un sistema perfetto, stabile, funzionante: sei sicuro di voler ricondurre all’entropia quel che hai faticosamente ottenuto?”. Alla fine la risposta è sempre la stessa: chissenefrega, me la caverò :D .

La mia incoscienza, tuttavia, non mi impedisce di chiedermi perchè Shuttleworth e soci non pensino ad un modo più semplice e meno macchinoso di aggiornare alle varie versioni. Un sistema tipo quello adottato da Gentoo o Archlinux farebbe proprio così schifo?

Per chi non lo sapesse queste distribuzioni (per utenti avanzati) sono caratterizzate dall’approccio “rolling cycle” basato cioè su un sistema di versioni diverso da quello che vige nella maggior parte delle distribuzioni oggi in circolazione e che ubuntu ha ereditato da Debian. Detto in tutta semplicità in queste distro non si fa mai un vero e proprio “upgrade”. Gli aggiornamenti avvengono gradualmente durante l’anno, man mano che nuove versioni dei pacchetti vengono rilasciati. Allo stesso tempo, periodicamente, viene rilasciato un CD Rom “di partenza” che permette a chi vuole iniziare con linux di installarsi un sistema base che andrà poi ad aggiornarsi e ad arricchirsi con i programmi più recenti rilasciati. Personalmente riconosco la superiorità di questo approccio rispetto a quello della mia amata ubuntu: noi ubuntiani ogni 6 mesi dobbiamo armarci di pazienza, disattivare repositories non ufficiali, reimpostare alcune configurazioni, insomma prepararci ad un salto di versione che per quanto renda eccitante l’attesa si rivela in definitiva un sistema alquanto arcaico e macchinoso, forse ancora troppo legato al modello del software proprietario (che in un certo senso è obbligato a mantenere un approccio di questo tipo per poter continuare a vendere copie su copie dei propri prodotti) e che nonostante i miglioramenti avvenuti negli ultimi anni, fa percepire il passaggio di versione come qualcosa di comunque “pericoloso” o “tecnico”.

Il grande vantaggio di Linux, ovvero quello di essere gratuito liberamente scaricabile, flessibile, personalizzabile e a rapido sviluppo potrebbe essere maggiormente esaltato da un approccio “rolling cycle”, un sistema che permetterebbe alle nostre linux box di rimanere aggiornate in modo graduale, costante e semplice nel tempo, senza obbligare utenti “umani” a dover imparare a riconfigurare, ripulire, riottimizzare il proprio sistema ogni sei mesi. Insomma voi cosa ne pensate? Sono l’unico a pensarla così?

ottobre 2nd, 2007 @ 07:08 PM • Classificato in IMHO • Tags: , , , commenti [13]
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