Airset, quando persino google impallidisce

L’uscita recente di google calendar ha allungato gli orizzonti della grande G: da oggi google diventerà anche un’organizer. Purtroppo però, di strada l’imperatore dei motori di ricerca ne deve ancora fare per abbattere i leader del settore. Non basta infatti fornire un calendario online per diventare i migliori nel campo delle workgroup suite online. Innanzitutto, un PIM che si rispetti deve consentire la sincronizzazione con i palmari, con i telefoni di ultima generazione e deve prevedere la possibilità di importare calendari condivisi con altri utenti. Insomma, un calendarietto ormai non basta più; anzi, si può pacificamente affermare, che chi usa un calendario molto spesso lo usa in abbinamento a qualche altra periferica. Ecco perchè google calendar adesso come adesso, è forse il prodotto di google più debole… c’è, esiste, ma sostanzialmente cosa ce ne facciamo?

Credo che Google abbia ancora molto da imparare e anzi, mi stupisco che prima di rilasciare google calendar non si siano prima guardati intorno: avrebbero trovato “airset“.
Airset non è altro che quello che google calendar vorrebbe essere, ma che purtroppo non è. Si tratta di un sistema di calendaristica avanzato, che consente l’importazione di altri calendari, la sincronizzazione con i palmari Windows Mobile, Palm, e con diversi telefoni di ultima generazione.

Da vedere ricorda molto google: molto sobrio, molto veloce, molto semplice da usare. Il calendario invia addirittura via SMS (solo negli USA per il momento) e via e-mail notifiche degli appuntamenti, reminder delle riunioni e dei todo, e piani giornalieri (riassunti delle attività dell’indomani). Il tutto è chiaramente gratuito e funziona veramente da dio. Lo consiglio a tutti quelli che come me hanno bisogno di avere sempre sottomano il proprio calendario e vogliono una solida, potente, facile da usare e affidabile piattaforma online d’appoggio
non perdetevelo!!! www.airset.com

maggio 14th, 2006 @ 10:10 PM • Classificato in NEWS • Tags: , Nessun commento

Microsoft forgia un hard disk virtuale

BigM sta sviluppando un nuovo servizio Windows Live che fornirà agli utenti l’accesso ad un disco virtuale raggiungibile via Web. Il suo primo nemico potrebbe essere l’ancor misterioso Gdrive di Google

Redmond (USA) – Microsoft ha intenzione di aggiungere alla costellazione di servizi Windows Live un hard disk virtuale, attualmente noto come Live Drive, accessiile via Internet. A rivelarlo è il CTO di Microsoft, Ray Ozzie, che in una recente intervista a Fortune Magazine ha fornito i primi dettagli sul futuro servizio web-based.

L’idea non è certo nuova ma, rispetto alle soluzioni rivali, Live Drive farà leva sulla piena integrazione sia con il servizio di sincronizzazione FolderShare, acquisito dal colosso di Redmond verso la fine dello scorso anno, che con gli altri servizi Windows Live: ciò potrebbe farne lo spazio ideale per archiviare ed eventualmente condividere calendari, contatti, e-mail e documenti utilizzati o creati con gli altri servizi online di Microsoft (tra cui, ad esempio, Office Live e Windows Live Messenger).

Ozzie ha spiegato che si potrà trasferire su Live Drive qualsiasi tipo di file, inclusi foto, musica, video e documenti, nonché le proprie informazioni personali: ciò lascia presagire che il servizio utilizzerà misure di sicurezza particolarmente robuste, e magari una funzione per la cifratura dei dati.

Il dirigente di Microsoft non ha fornito altri dettagli su Live Drive, né alcun riferimento alla data del debutto, limitandosi ad aggiungere che gli utenti potranno disporre di “un’enorme quantità di spazio di archiviazione”. La guerra a chi ce l’ha più grande Microsoft la giocherà soprattutto con l’arcirivale Google, che lo scorso mese ha inavvertitamente svelato di avere in progetto il lancio di un servizio simile a Live Drive, chiamato in codice Gdrive. Parlando del proprio disco virtuale, la grande G ha affermato che fornirà agli utenti uno spazio “virtualmente illimitato”.

Va detto che già oggi gli utenti di Gmail possono utilizzare un programma non ufficiale per trasformare il proprio account di posta elettronica su Google in una sorta di drive virtuale: trattandosi di un hack, la gestione del disco è tuttavia molto spartana e decisamente poco affidabile.

tratto da: punto-informatico.it 

aprile 23rd, 2006 @ 01:25 AM • Classificato in NEWS • Tags: , Nessun commento

Domini .eu disponibili per tutti

Chi prima arriva meglio alloggia: concluso il Sunrise Period la registrazione dei domini europei sarà ora aperta a tutti coloro che sono residenti all’interno della UE

I domini.eu attivi sono poco più di 24mila, le richieste di registrazione sono invece molto più numerose, ma questi numeri potrebbero presto subire un balzo in avanti: da questo venerdì, infatti, tutti i residenti nel territorio dell’Unione Europea potranno procedere alla registrazione di un dominio europeo.
A ricordarlo è una nota diffusa dal consorzio EURid, che gestisce i nuovi domini e che spiega di attendersi per venerdì, dalle 11 in poi, un flusso notevolissimo di nuove richieste. A vedersi assegnare i domini.eu saranno “i primi arrivati”: le regole di registrazione sono infatti basate sull’ormai notissimo principio del first come first served, che dinanzi a due richieste uguali premia quella giunta per prima all’ente di registrazione.
Fino a questo momento, come noto, hanno potuto chiedere la registrazione dei domini.eu soltanto i cosiddetti “titolari dei diritti prioritari”, quelli cioè che avevano titoli per chiedere domini corrispondenti, ad esempio, a marchi commerciali.
“Nessuno sa esattamente quante registrazioni di nuovi nomi a dominio ci sono da aspettarsi per venerdì, ma l´interesse fino ad ora è stato consistente. Credo quindi che vedremo centinaia di migliaia di orgogliosi titolari di nomi a dominio.eu nuovi di zecca da venerdì in poi”, ha dichiarato Marc Van Wesemael, amministratore delegato di EURid.
Per registrare un dominio.eu è sufficiente rivolgersi ad uno degli oltre mille registrar.eu accreditati presso EURid.

tratto da: punto-informatico.it 

aprile 5th, 2006 @ 09:41 AM • Classificato in NEWS • Tags: , Nessun commento

Siti per Explorer? Da rifare entro 60 giorni

Tempi duri per chi realizza siti ignorando gli standard ufficiali, quelli del W3C, e ricorrendo invece a funzioni gestite soltanto dal browser più diffuso, Internet Explorer. Come preannunciato a dicembre scorso, Microsoft deve infatti cambiare il modo in cui funziona Internet Explorer e avvisa che molti siti smetteranno improvvisamente di funzionare correttamente con IE se non vengono modificati per tempo.

Il cambiamento è dovuto ai contestati brevetti sul software: Microsoft è infatti coinvolta in una lite legale con la statunitense Eolas Technologies e la University of California a proposito del funzionamento di Internet Explorer con i controlli ActiveX, che secondo Eolas viola il suo brevetto USA numero 5838906.

La causa ha finora visto dare ragione a Eolas, assegnandole un risarcimento di 521 milioni di dollari. Microsoft ha fatto ricorso in appello, ma la causa sta andando male (l’Ufficio Brevetti USA ha confermato la validità del brevetto di Eolas), per cui Internet Explorer va cambiato.

Come previsto, i brevetti software fanno più danni alle grandi aziende che li hanno tanto voluti di quanti ne facciano al sofware libero.

Entro 60 giorni al massimo, riferisce Eweek, i gestori dei siti Web che usano controlli ActiveX, animazioni Flash e applet Java devono riscrivere i propri siti, altrimenti questi componenti richiederanno all’utente di essere attivati ogni volta, rendendone scomodissimo l’uso.

Le nuove regole, preannunciate sin da dicembre scorso e rese disponibili come download opzionale a fine febbraio 2006, entrano in vigore reversibilmente con la patch del prossimo 11 aprile e diventano permanenti ed obbligatorie a giugno 2006.

In pratica, chi ha gli aggiornamenti automatici di Windows e usa Internet Explorer si troverà improvvisamente incasinato il funzionamento di tutti i siti che non hanno provveduto per tempo a sistemarsi.

Lo spiegone di Microsoft è nel blog del Microsoft Security Response Center.

articolo di Paolo Attivissimo,
tratto da:
attivissimo.blogspot.com

aprile 4th, 2006 @ 04:04 PM • Classificato in NEWS • Tags: , Nessun commento

ajaxWrite un word processor compatibile con Word, utilizzabile da internet usando Firefox!

Il celebre fondatore di Linspire lancia un nuovo progetto il cui primo frutto è un word processor web based sviluppato interamente con la tecnologia AJAX. Seguiranno altre applicazioni per l’ufficio, tutte gratuite Roma – L’imprenditore americano Michael Robertson, noto soprattutto per aver fondato società come MP3.com e Lindows (ora Linspire), si è gettato in un’altra sfida: rendere disponibile sul Web, senza costi né tediose registrazioni, un’intera suite di applicazioni per l’ufficio. E quando si dice “disponibile sul Web” s’intende la possibilità di utilizzare le applicazioni direttamente con un browser, senza la necessità di alcuna installazione. La prima applicazione rilasciata da Robertson è ajaxWrite, un word processor dalle funzioni essenziali la cui interfaccia grafica, benché totalmente web-based, richiama da vicino quella di MS Word. Il programma è in grado di aprire e salvare i documenti nel formato “.doc” di Word ed esportarli, fra gli altri, in formato PDF; inoltre fornisce funzionalità base per la formattazione del testo e gli stili, supporta l’inserimento di immagini, tabelle, link e altri oggetti, e possiede una funzione “undo” con un numero di livelli apparentemente illimitato.Sebbene un word processor web-based non sia di per sé una grande novità – tra i più famosi c’è ad esempio Writely, acquistato di recente da Google -, Robertson afferma che la propria web application ha alcune caratteristiche che gli altri rivali non hanno: l’estrema leggerezza (330 KB), che permette ad ajaxWrite di caricarsi (con una connessione a larga banda) in circa 6 secondi; il fatto di essere completamente gratuito e privo di qualsiasi tipo di registrazione; e l’uso della piattaforma standard AJAX

Tra le limitazioni dell’attuale versione di AJAXWord c’è il fatto di girare esclusivamente sotto Firefox 1.5, lasciando fuori dalla porta tutti gli altri browser: ciò significa rinunciare a circa il 90% degli utenti del Web. Robertson ha tuttavia dichiarato che sta valutando l’opportunità di rendere le proprie applicazioni compatibili anche con altri browser, primo fra tutti Internet Explorer.

Il babbo di MP3.com ha promesso di lanciare, nelle prossime settimane, gli altri software che compongono la suite AJAXajaxlaunch.com.

Caratteristica comune di tutte le applicazioni della suite, oltre alla tecnologia AJAX, sarà quella di poter essere utilizzate indifferentemente su Windows, Mac e Linux, e di essere e rimanere gratuite.(Asynchronous JavaScript and XML), una delle tecnologie chiave del così chiamato Web 2.0. sviluppata dal proprio team di programmatori: Robertson non ha specificato di quali applicazioni si tratti, ma è quasi certo che fra queste vi sarà anche un foglio di calcolo “alla Excel”. Le nuove applicazioni, quando disponibili, verranno annunciate sul sito

tratto da: punto-informatico.it

marzo 28th, 2006 @ 09:38 PM • Classificato in NEWS • Tags: , commento [1]
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