Windows Vista. Trusted computing e “sicurezza”

Windows Vista è arrivato sugli scaffali dei negozi. Ma è più sicuro di Windows XP? Quanto Trusted Computing porta con sé? Saremo costretti ad adottare questa tecnologia?
Un lungo ma interessante articolo di Alessandro Bottoni ci aiuta a capire quanto insidioso è davvero il Trusted Computing inserito in Vista. (tratto da punto-informatico.it)

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febbraio 26th, 2007 @ 02:41 PM • Classificato in NEWS • Tags: , , , , Nessun commento

Windows Vista vende meno di XP… e Novell ancora ci crede

A chi si chiede se davvero Vista sta andando peggio di XP rispondo con questo post, preso dall’edizione odierna di Punto Informatico. Leggete e commentate. Che sia la volta buona di un flop?

NO!

Steve Ballmer ha voluto moderare l’entusiasmo con cui molti analisti finanziari hanno accolto il lancio consumer di Vista. Svelati inoltre nuovi dettagli dell’accordo con Novell

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febbraio 20th, 2007 @ 03:36 PM • Classificato in NEWS • Tags: , , , Nessun commento

Vista è su Internet, craccato

Circola online una versione craccata di Windows Vista RTM che può essere installata e utilizzata senza alcuna attivazione. Microsoft ha già annunciato contromisure con cui invalidare le copie contraffatte

Roma – In barba a tutte le protezioni che infarciscono il nuovo sistema operativo di Microsoft, sulla rete BitTorrent circola da alcuni giorni una versione craccata della Release to Manufacturing (RTM) che include un crack per l’attivazione.

Questa release craccata, battezzata ironicamente BillGates, include un tool che consente di attivare Windows Vista utilizzando una delle chiavi fornite da Microsoft insieme alle beta o alle release candidate.

Ieri Microsoft ha affermato che le copie piratate di Vista “hanno le gambe corte”: per invalidarle, infatti, BigM sostiene che le basterà revocare le vecchie chiavi distribuite insieme alle versioni preliminari di Windows Vista. Ciò però vale solo con le copie di Vista che sono state attivate in modo fraudolento.

Con la versione BillGates, che come detto non richiede attivazione, il big di Redmond dovrà adottare delle misure simili a quelle già messe in atto per Windows XP: la più semplice è distribuire attraverso Windows Update delle patch capaci di verificare l’autenticità del prodotto e revocare le licenze irregolari. Ovviamente gli utenti in malafede potranno ancora sfuggire “alla cattura” evitando di aggiornare il sistema operativo, ma in questo caso dovranno fare a meno degli update di sicurezza e di tutti i servizi on-line e i download sottoposti alla verifica di autenticità (WGA).

Il fatto che su Internet già circolino versioni craccate di Vista non indica secondo l’azienda che gli sforzi per combattere la pirateria siano stati vani. Come già emerso, con le protezioni di Vista e Office 2007 Microsoft “spera di complicare la vita ai pirati quel tanto che basta per scoraggiare i più e mettere i bastoni tra le ruote agli altri”. E rispetto al passato, oggi non sono più molti quelli disposti a destreggiarsi tra crack e trucchi vari o a rinunciare agli aggiornamenti automatici.
Senza contare che negli ultimi mesi BigM ha esteso i propri controlli di autenticità a quasi tutti i download offerti sul proprio sito, ed in futuro potrebbe renderli obbligatori anche per l’accesso a Windows Live e agli altri suoi web service.

tratto da: punto-informatico.it

novembre 17th, 2006 @ 11:46 AM • Classificato in NEWS • Tags: , , Nessun commento

Zune incompatibile con Windows Vista

Il neonato player multimediale di casa Redmond non è in grado di comunicare con il sistemone operativo erede di XP. Le prime recensioni salvano il lettore con una risicata sufficienza

Redmond – Non bastassero l’ilarità di Steve Jobs e le critiche di Michael Robertson, l’anti-ipod in salsa Microsoft viene ora fatto oggetto di valutazioni severe e mostra il fianco a incompatibilità inattese.

Disponibile da un paio di giorni sul territorio statunitense, Zune è stato messo alla prova collegato ai PC e si è scoperto che è incompatibile con l’ultimo sistema operativo Microsoft.

Come riportano tra i tanti The Register e BetaNews, chi collegasse il player ad un sistema con installato il neonato Windows Vista si troverebbe di fronte allo sconcertante messaggio “Questo sistema operativo non è attualmente supportato da Zune”. La “cosa più nuova” di Redmond, scrive qualcuno, si rifiuta di comunicare o anche solo riconoscere l’ultima evoluzione di Windows. Per un’azienda che lavora per la convergenza e l’interoperabilità dei propri software e dispositivi, lo Zune-No-Vista è un problema che va risolto al più presto.

Sul sito ufficiale del player si conferma l’incompatibilità, ma non vengono forniti dati sull’introduzione di un aggiornamento ufficiale per porvi rimedio, tranne un laconico invito a tornare a visitare il sito per eventuali update. Un portavoce Microsoft ha comunque confermato il rilascio della patch per far parlare Vista e Zune in tempo per la fine di gennaio prossimo, tale da coincidere con la commercializzazione della versione consumer del nuovo sistema operativo.

E già gli Apple fan cominciano a maramaldeggiare sulla debolezza: AppleInsider insinua che Microsoft abbia notevolmente accelerato lo sviluppo del lettore per farlo uscire in tempo per le feste natalizie, al punto da disinteressarsi del tutto dell’integrazione tra Zune e l’OS di prossima generazione su cui tanto dimostra di puntare.

Secondo i calcoli di BigM, vista la mancata disponibilità di Vista al pubblico fino a gennaio, ci saranno ampi margini per realizzare con calma l’intercomunicazione tra i due. Certo, bisognerà aggiornare il sistema operativo appena installato, ma questo non pare impensierire più di tanto gli uomini Microsoft. Lo stesso Zune team pare abbia cominciato da poco a rilasciare il codice di programma ai responsabili dello sviluppo di Vista.

Intanto, rivela Engadget, è già uscito uno Zune con scocca arancione e uno rosa, quest’ultimo pensato per le clienti di sesso femminile. Come maliziosamente fa notare Engadget, quella che è generalmente una carta giocata per generare ulteriore hype su un prodotto che ha già avuto un discreto successo, la special edition in rosa, viene tirata fuori con sorprendente anticipo già al momento del lancio. Ai tre colori base del lettore (bianco, nero e marrone) si aggiungono quindi due nuove tonalità, e potrebbe non finire qui.

InformationWeek ha poi approfittato dell’uscita di Zune per dargli una prima occhiata ravvicinata: il recensore David DeJean descrive il primo impatto con il lettore, e come questo soffra della obbligata comparazione con iPod. Dal punto di vista dell’hardware, al di là dello schermo di dimensioni superiori, Zune non esce molto bene dal confronto: i comandi non sono all’altezza della praticità della click-wheel che è diventata il marchio di fabbrica di Apple, e il desing risulta un po’ troppo “squadrato” rispetto al concorrente. Su tutto la sensazione che, dopo aver visto iPod, Zune, almeno da fuori, sembra né più né meno che una copia non molto ispirata del concorrente.

Il deviceSul software, invece, e sulle funzionalità disponibili, il lettore Microsoft si fa valere: piacevole e utile l’integrazione del ricevitore radio FM (possibile anche su iPod, anche se con l’utilizzo di un accessorio aggiuntivo), e promette molto bene la sincronizzazione wireless con altri Zune-in-zona. Capacità che potrebbe venire ulteriormente sviluppata da BigM nella seconda generazione del lettore su cui già si sta lavorando.

Tuttavia, le considerazioni finali esprimono perplessità. In primis per le restrizioni DRM impiegate sullo store Zune Marketplace (non attivo mentre scriviamo per problemi di server), a causa delle quali la musica scaricata non si possiede, non è possibile farne delle copie e se si smette di rinnovare l’abbonamento al servizio cessa anche la possibilità di ascoltarla sul lettore. Ma anche per la difficoltà di racimolare una sostanziosa base di utenza in un mercato occupato al 90% da iPod e soprattutto perché il confronto con il suddetto non pare andare a favore di Microsoft.

DeJean chiosa: “Se non avessi mai visto un iPod, sarei rimasto impressionato da Zune? Assolutamente sì. Ma l’iPod l’ho visto, e il lettore Apple fissa un punto di riferimento che Zune non è in grado di eguagliare, almeno in questo primo tentativo. Ad ogni modo, è un prodotto Microsoft, e quindi migliorerà certamente in futuro. Qualcuno potrebbe essere disposto ad aspettare.”

Articolo di: Alfonso Maruccia
Tratto da punto-informatico.it
novembre 17th, 2006 @ 11:31 AM • Classificato in NEWS • Tags: , , Nessun commento

ReactOS, quando windows diventa OpenSource.

Calmatevi, calmatevi! NO, microsoft non ha deciso di passare “dall’altra sponda”. Windows continua ad essere un sistema blindato, buggoso, creato e concepito per conseguire il maggior beneficio economico “alla faccia” di tutti coloro che ormai assuefatti dalla logica del software “made in M$” sono convinti che sia perfettamente normale pagare per “avere il permesso di usare”.

Detto ciò passo a dirvi cosa cavolo è questo ReactOS. Come sapete esistono diversi sistemi operativi OpenSource. Esiste BSD, esiste GNU/Hurd, esiste OpenSolaris, GNU/Linux e tanti tanti altri. Ebbene, come avete notato Linux è solo uno dei sistemi operativi opensource esistenti e data la sua popolarità il suo nome è oggi è diventato quasi “sinonimo” nel linguaggio di tutti i giorni di “sistema operativo OSS”. Ciò non vuol dire che non vi siano altri progetti – a volte molto – interessanti.

ReactOS è un sistema operativo opensource che ha come ultimo obiettivo la creazione di un “windows” opensource, capace di far girare NATIVAMENTE software per windows. In sostanza su react OS girano i programmi per windows che conosciamo tutti e questa volta non in emulazione come si fa oggi con linux.

Il concetto di ReactOS è quindi diverso ed originale perchè anzichè passare per la via “radicale” ovvero la “sostituzione in tronco” di un ambiente operativo, cerca di trasformare e “liberare” un mondo già esistente. Verosimilmente se ReactOS venisse effettivamente rilasciato in versione stabile e se questo fosse realmente in grado di far girare la maggior parte dei software windows (soprattutto i giochi, che si rivelano essere “il vero motivo” per cui la gente resta incollata a merdows), ReactOS passerebbe da 0 a 100 in un millisecondo. Portare un utilizzatore a ReactOS, che assomiglia in tutto e per tutto a windows è infatti molto più semplice e bisogna investire molta meno energia in opera di “evangelizzazione”.

Dall’altra parte, tuttavia, ReactOS è un progetto che rischia di non arrivare in tempo per avere il successo sperato, e che in ogni caso poco si concilia con la visione più radicale della filosofia dell’opensource, secondo cui “tutto il software dovrebbe essere libero”. ReactOS, infatti, creerebbe certamente una piattaforma interoperabile, condivisa dal mondo opensource e dal mondo del software proprietario (che potrebbe continuare a vendere le proprie applicazioni windows senza nessunissimo problema). Questo sistema operativo si proporrebbe unicamente come “sostituto di windows” senza però annientare o far cambiare il mondo che lo circonda, annullando quindi buona parte dei benefici che si ricevono quando si decide di adottare del software opensource. ReactOS sarebbe quindi sensibile ai virus e non contribuirebbe alla lotta alla piaga della pirateria a cui oggi siamo quasi tutti costretti. (Il passaggio a linux ci permette di lavorare senza pagare un soldo in modo legale, ciò non avviene con windows, dove notoriamente molte applicazioni vengono copiate sistematicamente dalla maggior parte degli utenti).

Beh! In ogni caso un progetto interessante… vedremo tra qualche tempo cosa ne salterà fuori! Al momento ReactOS è stato rilasciato in versione Alfa (0.3) . È scaricabile dal sito ufficiale www.reactos.org ed è disponibile una versione “live” e quindi non distruttiva, da far avviare direttamente da CD senza modificare il contenuto del vostro Hard Drive.

novembre 17th, 2006 @ 10:16 AM • Classificato in IMHO, NEWS • Tags: , , commenti [4]
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