Ubuntu Feisty: prime impressioni

ubuntu-gates
Ubuntu Feisty: innamorarsi in cucina (?)

come potete vedere nemmeno questa volta siete riusciti a liberarvi di me, scusatemi per l’assenza di post negli ultimi periodi, la verità è che tra la fine del mio stage, le vacanze di Pasqua ed alcune novità sottocutanee ho trovato poco tempo per sedermi davanti al computer e fare qualcosa di più che leggere la posta, le duecentomila sottoscrizioni RSS che ormai colleziono in Liferea, e…. (rullino i tamburi…) installare Ubuntu Linux Feisty Fawn.


Sicuramente avrete avuto modo di leggere prima di oggi numerosi commenti sulle principali novità di Ubuntu Feisty che, non cesserò mai di ribadirlo, è veramente la migliore release di ubuntu che si potesse aspettare. Quel che cercherò di darvi in questo articolo è una mia personalissima impressione dopo pochi giorni d’utilizzo di Feisty, che lo ricordo non è ancora ufficialmente “fuori”, ma che è già installabile scaricando l’immagine iso della versione beta (quella che ho installato io e che tramite aggiornamenti giornalieri vi porterà ad avere entro la data di riascio definitivo un sistema perfettamente stabile) oppure utilizzando il miglior update manager che una distro debian-based abbia mai conosciuto, in grado di disabilitare eventuali repositories non ufficiali nel vostro attuale sources.list, aggiornare i pacchetti provenienti da terze parti o, nel caso dovesse mancare una versione aggiornata di questi pacchetti, preservarli per la nuova installazione. (se volete saperne di più leggetevi questo post di felipe e andate ad aggiornare :P ).

Ma veniamo a noi. La mia prima impressione generale è di trovarmi di fronte ad una distribuzione particolarmente curata nei dettagli. Questo è soprattutto dovuto ai miglioramenti della versione 2.18 di gnome, ma anche ad alcune piccole sottigliezze che contribuiscono a rendere ubuntu ancora più “umana”.

Come ormai ben sapete, ubuntu riconosce ora durante l’installazione la presenza su di un altra partizione del sistema operativo per perdenti (cit. felipe) e vi facilita, la migrazione, importando automagicamente impostazioni di posta elettronica, bookmarks web ed e-mail, nonchè una serie di altre impostazioni come sfondi del desktop ecc. che vi faranno sentire “a casa” non appena avrete finito la procedura di installazione.

Un’impercettibile nota di biasimo devo porla solamente al wizard per la partizionatura e la specificazione dei punti di mount, che secondo me non è ancora perfetta come ci si potrebbe aspettare da ubuntu… ma suvvia, nessuno è perfetto ;)

Ma l’opera di umanizzazione di ubuntu non termina dopo l’installazione. Durante l’utilizzo quotidiano di ubuntu non potrete fare a meno di godere, quando ubuntu, non trovando i codec per visualizzare i vostri mp3 li scaricherà ed installerà per voi alla pressione di un semplice tasto in una finestra di dialogo: veramente fantastico. Noterete inoltre nel vostro menù “sistema” il famoso “Gestore di driver con restrizioni” che vi permetterà, se lo desiderate, di installare i driver proprietari necessari per far funzionare al 100% il vostro hardware più capriccioso. Veramente sbalorditivo.

driver-restrizioni

L’ultima blasonata feature di feisty è come sapete la possibilità in via sperimentale di abilitare compiz quasi senza dover modificare nulla… dico quasi perchè di fatto dovrete modificare il file /etc/X11/xorg.conf con alcune brevi specifiche…. un’operazione che richiede solamente un po’ di sangue freddo a chi non si è mai avventurato in modifiche simili, ma che non può assolutamente generare problemi, dato che questa volta le modifiche da apportare manualmente sono davvero poche.
In ogni caso come ho detto, la presenza di questa feature è al momento solamente sperimentale, c’è quindi da aspettarsi entro la prossima release un notevole miglioramento del sistema.

Passate le “superstar-feature” di questa edizione passiamo a parlare di quei particolari che fanno veramente godere ad ogni utilizzo.
L’impressione generale è che i repositories ufficiali di ubuntu abbiano fatto una bella scorpacciata di ottimo software. Questo significa che troverete senza dover mettere mano al vostro sources.list una gran parte dei software che normalmente richiedevano l’installazione di un nuovo repository. Adesso sembra tutto li: beryl, gnome-compiz-manager, tracker e tutte le sue utility, pam keyring, exaile e molti altri software recensiti su questo e su altri blog. Fantastico!

L’altra goduria è rappresentata da Network Manager, un’ottima applet che monitorizza le reti wireless presenti nell’ambiente in cui vi trovate e vi permette grazie ad una facilità disarmante, di selezionare rapidamente la rete wireless a cui connettersi.

network-manager

Non è proprio un classico, ma un’altra caratteristica godosa per chi come me è dipendente dal più gnomesco degli RSS reader (si sto parlando di Liferea) è il notevole passo in avanti che proprio quest’ultima applicazione ha compiuto negli ultimi mesi. Non si tratta di feature eccezionali, ma di notevolissimi miglioramenti d’usabilità che facilitano l’uso del programma, la sua integrazione col resto del sistema e il suo comportamento quanto è ridotto ad icona.

liferea-notifier

Prima di tutto questa nuova applet di notifica vi segnala tempestivamente ogni qual volta un notiziario a cui vi siete iscritti viene aggiornato, permettendovi di passare subito alla lettura delle notizie. Una volta in liferea, poi, avrete la possibilità di scaricare la grafica dell’intera pagina senza dover per forza aprire un secondo browser o una nuova scheda come invece avveniva nelle versioni precedenti… il risultato? eccovelo!

liferea

Le novità sono moltissime e non ce la farei davvero a mostrarvele tutte. Queste sono solo alcune cose che io sto apprezzando particolarmente. È ora di scaricare ragazzi, fidatevi. Questa versione di ubuntu merita assolutamente almeno una prova!


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aprile 16th, 2007 @ 10:58 PM • Classificato in IMHO • Tags: , , commento [1]

1 commento

freedreamerNo Gravatar said,

Commento • aprile 17, 2007 @ 8:17 am

Quoto pienamente. Questa versione ha un paio di migliorie niente male…
complimenti per l’articolo.

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