Un rapido sguardo a Fedora 11 (Leonidas)

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Caspita! Erano anni che non testavo una release di Fedora. Da quando infatti mi sono stabilito su Ubuntu, le mie peregrinazioni alla ricerca di distribuzioni alternative sono infatti pressocché terminate1. Ieri però ho voluto dare uno strappo alla regola e forte della mia VirtualBox ho deciso di fare un piccolo test. Leonidas non si poteva proprio ignorare.

Ad incuriosirmi questa volta è stato l’annuncio da parte del team di sviluppo di voler offrire per la prima volta un ampio supporto alle tecniche di identificazione biometrica, ovvero i lettori di impronte digitali2. Intendiamoci: anche in ubuntu si riesce a far funzionare il lettore di impronte con le tools thinkfinger, ma il supporto a queste tecnologie in Fedora è presente out of the box, e (udite udite) per la prima volta con un supporto grafico e user friendly anche per l’utente meno smaliziato.

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Oltre a questo, in  piena sintonia con la tradizione, Fedora presenta un corredo ricchissimo di tecnologie d’avanguardia, una preview di ciò che in parte noi utenti di ubuntu vedremo probabilmente in Karmic Koala ad ottobre: il boot grafico animato “Plymouth”3 , Firefox 3.5 beta 4, e la nuovissima integrazione del gestore di pacchetti con Package Kit. Fedora giunge inoltre con una nuova versione del tutto migliorata di Yum, che per la prima volta non mi ha lasciato con l’amaro in bocca (quando lo provai a novembre su OpenSUSE 11 ero rimasto invece molto deluso).

fed111

Splendido e armonioso è come sempre l’artwork: Leonidas si presenta con uno stupendo abito blu, fresco ed elegante e – fedele alla tradizione – presenta un desktop dall’assetto familiare caratterizzato dai due tipici pannelli di GNOME. Non che possa lamentarmi del look della mia Mint, però è certo che Fedora abbia da sempre un team grafico veramente in gamba, capace di distinguersi per la sua bravura ad ogni rilascio.

Aspetto a parte, Fedora mi ha sorpreso positivamente: è vero che le mancano ancora alcune comodità (essendo totalmente libera i codec multimediali sono da installare “a parte” cosi come anche il flash player) però non c’è veramente paragone con altre distribuzioni basate su RPM. L’interfaccia per l’installazione dei programmi è certamente un gran passo in avanti e supera in velocità anche Synaptic + APT. Anche Yum mi sembra migliorato parecchio nella gestione dei pacchetti rispetto alla mia ultima esperienza con OpenSUSE. Data invece la natura bleeding edge della distribuzione, non si può dire che sia stabilissima. Non è raro causare un crash in Fedora ed è dunque da valutare molto attentamente l’opportunità di volerla installare in un sistema di produzione. Certamente però Fedora 11 è una distribuzione attrattiva e all’avanguardia, l’ideale per chi vuole assolutamente provare una distribuzione libera, accattivante ma soprattutto coraggiosa e fortemente orientata all’innovazione.

Note:

  1. dopotutto se un sistema operativo funziona e mi soddisfa pienamente, che bisogno c’è di cambiarlo? []
  2. ma in futuro si parla anche di autenticazione tramite riconoscimento del volto ecc []
  3. informazione per gli ubuntisti: non sperateci: l’obiettivo dichiarato dal team di ubuntu è di raggiungere per ubuntu 10.4 una velocità di boot paragonabile a quella di Moblin per cui non credo che investiranno molto tempo a renderlo più carino. []

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giugno 12th, 2009 @ 03:08 PM • Classificato in IMHO, NEWS • Tags: , , , commenti [6]

6 commenti

LuigiNo Gravatar said,

Commento • giugno 13, 2009 @ 8:22 am

Ottimo parere il tuo, come sempre Neff, da leggere volentieri. Io ho un debito di riconoscenza con fedora, che mi ha iniziato al mondo del pinguino ma ormai, come te, anche io mi sono stabilmente accasato su ubuntu. Ormai ubuntu per me è come una cittadina di cui conosco ogni strada ed angolo… su fedora mi sento fin troppo disorientato, ma lo proverò lo stesso come sempre :D

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neffscapeNo Gravatar said,

Commento • giugno 13, 2009 @ 10:49 am

Grazie mille. Il mio consiglio è comunque di imparare ad usarla. Alla fine le differenze sono sottili, cambiano i metapackage, cambia la gestione del package manager, cambia la gestione del super user (in ubuntu si usa “sudo”, in fedora “su”) però a parte questi dettagli stiamo sempre parlando di un sistema GNU/Linux. Fedora rappresenta il miglior esempio di distribuzione non debian. Di distro basate su RPM infatti ce ne sono molte (Mandriva, SuSE, Fedora, PCLOS ecc) ma tra tutte secondo me la figlioccia di RedHat ha una marcia in più soprattutto dal profilo dell'innovazione e del design. Peccato sia un po' instabile, ma questo è comprensibile dato la natura bleeding edge della distribuzione.

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asrafelNo Gravatar said,

Commento • giugno 29, 2009 @ 10:13 am

parlate tanto di stabilità ma io con l’ultima versione di ubuntu a livello di stabilità mi trovo malissimo mi si blocca almeno una volta al gg sono tentato di tornare alla versione precedente

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NeffNo Gravatar Risposta:

In effetti ho visto altre persone che stanno avendo problemi con Jaunty. Sulla stabilità di fedora non mi sono espresso, è chiaro per stessa ammissione dei responsabili del progetto, che Fedora è e sarà sempre una distribuzione “sperimentale” il cui scopo è testare e innovare anche se questo comporta qualche rischio. Il sistema può risultare più o meno stabile a seconda della propria configurazione hardware, e questo vale anche con ubuntu e jaunty ovviamente. Se vuoi andare sul sicuro reinstalla Hardy heron (LTS) e tienila fino al rilascio della prossima LTS.

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mimmozzoNo Gravatar said,

Commento • luglio 20, 2009 @ 11:58 pm

se avete un pò di dimestichezza con linux, vi consiglio sidux. Debian sid resa stabile, è fantastica! Un pò di accortezza negli upgrade e avrete una distribuzione sempre aggiornata, senza mai bisogno di formattare :)

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NeffNo Gravatar Risposta:

interessante, in effetti è da un po’ che voglio provarla… ma esiste in edizione con gnome?

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