Utenti windows in allarme, 10′000 siti italiani infetti da supervirus.

Eh? Siate sinceri! un virus così non lo vorreste anche voi?Ne parlano PC al sicuro, Punto informatico, Il Disinformatico, Slashdot, The Register, Websense, Trend Micro e ZDNet: L’Italia è da sabato sotto un massiccio attacco informatico. L’attacco è rivolto ai server prevalentemente italiani che utilizzano Microsoft Information Server i quali infettano i siti web ospitati sui propri hard disk per poi colpire i navigatori Windows che navigano (con qualunque browser) sulle pagine infette senza le opportune difese. Utenti UNIX, Mac OSX e Linux sono invece al sicuro.

Secondo quanto riferito da Paolo Attivissimo, il virus avrebbe infettato circa 10′000 siti web e il provider maggiormente colpito sarebbe Aruba.
Nessun sito è da considerarsi sicuro: risultano infatti coinvolti anche rispettabilissimi siti commerciali e di pubbliche amministrazioni.

Chi usa Windows dovrebbe aggiornare appena possibile il proprio antivirus e tutti i programmi che interagiscono con internet oltre al proprio sistema operativo, perchè l’attacco sfrutterebbe anche falle in Apple Quicktime e WinZip.

Symantec ha inoltre stilato un elenco di alcuni siti compromessi dall’attacco in corso.

Se siete stufi di queste storie, il migliore consiglio che posso darvi è quello di fare un bel backup dei vostri dati e di provare ad installare una distribuzione linux user friendly: io naturalmente consiglio ubuntu. Direte addio a tutte queste menate di sicurezza, alle schermate blu, ai vari AntiVirus e Anti Spyware e godrete al meglio del vostro computer in modo semplice e gratuito :)

 


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giugno 19th, 2007 @ 03:44 PM • Classificato in NEWS • Tags: , , commenti [4]

4 commenti

lukameNo Gravatar said,

Commento • giugno 21, 2007 @ 7:09 am

Io sono passato ad Ubuntu e, dopotutto, mi trovo bene. Tuttavia rimango contro l’"ideologia open source", che in molti casi ha ormai sostituito la "filosofia open source". E’ assurdo pensare che l’utente medio sia in grado di usare Linux in breve tempo e con la stessa produttività di windoze. Non mi reputo un utente dalle massime capacità, ma sicuramente nemmeno un utonto (dopotutto uso e smanetto da quando sono nato e ho avuto un Commodor 64), tuttavia ho avuto difficoltà a capire la logica di linux e ad installare tutte le applicazioni necessarie per essere totalmente produttivo. L’ostacolo maggiore è dato dal TEMPO: leggersi i vari forum è meno veloce che un wizard. Troppo spesso gli utenti linux sembrano dare per scontato che la maggior parte di chi usa quotidianamente un PC sia al loro livello. Falso. Concludo con una nota: dopo l’attacco in Italia ecco che sui forum iniziano ad apparire commenti che invitano a passare a Linux. Ma chi sono questi str…. che hanno infettato i maggiori server italiani? Perchè così pochi condannano il gesto e ne approfittano invece per promuovere il passaggio a linux? Viene quantomeno da chiederselo…ciao Neff, lk

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NeffNo Gravatar said,

Commento • giugno 21, 2007 @ 11:23 am

@lukame

Non ho capito molto bene cosa intendi per "ideologia" dell’OpenSource. In verità, vedi, il software libero (che sarebbe il nome più corretto per descrivere il concetto di freesoftware) cerca di rimettere in discussione alcuni assunti che noi utenti di PC oggi diamo per scontato:

Secondo i teorici del software libero, il software non è solo un prodotto ma, come tu ben sai, è un’istruzione che viene eseguita dalla macchina. Ergo è come una "ricetta", un prodotto culturale, una conoscenza che dovrebbe poter essere trasmessa liberamente e dovrebbe poter essere migliorata, personalizzata, approfondita all’infinito e reso disponibile per le generazioni future.

Richard Stallman negli anni 70 creò quella che è la vera e propria filosofia del software libero, che mira appunto a mostrare il software per quello che in definitiva è per natura: una forma di progresso, una sorta di humus di conoscenza utilizzabile da chiunque per creare derivati e aiutare l’umanità ad evolvere.

Dato che come vedi l’accento è posto sulla libertà e non sulla "semplicità", (anche perchè per quanto molti nuovi utenti perseguano questo scopo, Linux non è nato per soppiantare Windoze, ma per fornire un’alternativa libera all’informatica convenzionale) non c’è da stupirsi se gli sviluppatori GNU/Linux pensano solo in un secondo momento alla semplicità e all’usabilità dei programmi, un elemento che peraltro sta guadagnando sempre più attenzioni (la filosofia di GNOME mira a creare il desktop environment più intuitivo ed usabile al mondo).

Il software libero può tuttavia risultare più difficile da usare (installare codec, filtri, programmi proprietari ecc. può non essere immediato per chi approda per la prima volta a linux) proprio perchè il focus è sulla libertà, non sulla facilità: si vuole evitare di restringere la libertà di chi vuole un’alternativa libera senza software proprietario e si cerca di promuovere i formati aperti, come ogg/Theora e ODF. Non si impedisce all’utente di installarsi software proprietari, o di utilizzare formati chiusi, ma si evita di restringere "di default" la sua libertà di non voler usare software proprietario.

In realtà distribuzioni di ultima generazione come ubuntu e le sue molte derivate (Linux Mint, Linspire, Freespire, Kubuntu, Edubuntu, Xubuntu, Fluxbuntu ecc ecc ecc) stanno cercando di ovviare a questo problema, trovando un compromesso tra "semplicità di installazione" per chi vuole comunque software proprietario sul proprio PC, e "correttezza" nell’applicazione dei principi del software libero. Nessuna di queste cose sarà dunque preistallata senza l’approvazione dell’utente finale.

La questione come vedi è più complessa di quello che sembra. Il fatto è che di fondo se il freesoftware vuole rimanere tale, deve promuovere l’utilizzo di tecnologie opensource, che evolvano e rimangano fruibili per le prossime generazioni. Se tutti usassimo il software proprietario a cui ci ha abituato windows forse risolveremmo alcuni problemi pratici nel breve periodo, ma in un’ottica generazionale non saremmo più in grado di fare del software libero un patrimonio per le generazioni future.

Anche se dunque può sembrare frustrante per chi inizia, la filosofia – ideologia del software libero ha la sua funzione e giudicarla superficialmente non serve a niente.

Su questo blog è da circa un anno che cerco di approfondire la tematica con alcuni interessati. Alcuni post sull’argomento che secondo me possono aiutare a capire l’argomento sono pubblicati nella sezione GNU/Living. In particolare ti segnalo questo post, dove puoi trovare diverso materiale per approfondire tu setsso le argomentazioni di Stallman.

Riguardo alla tua "nota": chiunque abbia diffuso un virus simile è per me feccia vivente, sia che utilizzi linux, sia che utilizzi un sistema operativo proprietario. Non credo tuttavia che un utente linux che ha capito qualcosa della nostra filosofia farebbe mai una cosa del genere. Di solito l’etica viene al primo posto nella scala dei valori di un utente Linux convenzionale… ma si sa, i lamer ci sono da tutte le parti, quindi nulla si può escludere.

Penso che gli inviti degli utenti linux siano qualcosa a metà tra il solidale e il canzonatorio, una di quelle tante frecciatine che se vanno a buon fine generano una simpatica dose di litigate online. Basta leggersi i commenti di Punto Informatico per avere un esempio di come queste cose possono degenerare…

Grazie per il commento e a presto!

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lukameNo Gravatar said,

Commento • giugno 25, 2007 @ 12:57 pm

Infatti per "ideologia open source" intendo proprio l’atteggiamento di chi ritiene che windoze sia l’OS più diffuso solo grazie al potere economico di MS. Io non credo che sia l’unica ragione e, mi pare, anche tu sia d’accordo nel ritenere un affiancamento tra i due OS la soluzione migliore. Posto questo, rilancio: 2 OS vuol dire più risorse, vuol dire più prestazioni necessarie, vuol dire più danaro. Conviene?   lk PS: sai che il DualCore è una bonza? Vendono la distribuzione dei processi come se fosse una parallelizzazione…incredibile…-_-’ 

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NeffNo Gravatar said,

Commento • giugno 25, 2007 @ 1:52 pm

Aspetta, purtroppo forse io sono proprio uno di queli "ideologi" di cui parli sopra :D .

Io in effetti credo che windoze sia l’OS più diffuso solo grazie alla furbizia commerciale di Microsoft: difatti non è vero che windows è oggi il sistema operativo migliore, ma è quello con la maggior disponibilita di software commerciale e soprattutto è il sistema operativo che tutti si ritrovano preistallato quando si recano dal proprio spacciatore di elettrodomestici per comprare un computer.

Quindi cosa tiene in piedi Windows? Una strategia commerciale vincente (ma moralmente discutibile) basata su tre elementi:

Alta diffusione (preistallazione sul 100% dei PC in circolazione), la grande ignoranza della gran parte degli utenti, l’adozione di formati proprietari.

Microsoft riesce quindi con grande facilità a catturare l’utente, farlo iniziare ad usare applicazioni proprietarie (i.e. patente europea del computer: MS office) e "incatenarlo" per il futuro (non c’è garanzia di compatibilità quando le specifiche su come è fatto un formato di file appartengono ad un solo produttore, gli altri possono solo cercare di fare "reverse engeneering", ma non ci sono garanzie).

Non sono d’accordo che la soluzione migliore sia l’affiancare i due OS, ma è una scelta pragmatica che può aiutare nei primi tempi a familiarizzare con il pinguino, prima di uno switch definitivo.

Pochi, anzi pochissimi sono gli utenti che scelgono windows per il fatto che è una soluzione tecnicamente migliore, la maggior parte non sceglie, compra il PC e se lo ritrova installato, impara ad usarlo e non ha voglia di cambiare. Altri decidono di rimanere su windows per via di alcune importanti applicazioni che non esistono su linux (i.e. Adobe CS; AutoCad; Videogames di ultima generazione), ma questi sono problemi temporanei: se un maggior numero di utenti passerà effettivamente nei prossimi anni da Windows a Linux è probabile che tutte queste softwarehouses inizieranno a creare soluzioni anche per linux. È questione di tempo, di visione e di voglia.

Ad ogni modo oggi esistono già diversi modi di far funzionare le proprie applicazioni windows su linux: usando una VM (VMware, Qemu, parallels ecc.) o Wine / Crossover Office o Cedega per i giochi.

Giusto per fare chiarezza, ecco il nocciolo del mio discorso in 5 punti:

1) si, al momento microsoft vive solo grazie alla sua abilità commerciale (MacOSX e Linux sono tecnicamente migliori)

2) sono a favore di un commercio che si basi sulle pari opportunità dei vari OS di farsi una vera concorrenza, basata sulla qualità e non sull’azzoppamento dell’avversario (quel che fa microsoft adottando formati proprietari) o minacciando senza alcun fondamento le aziende che passano a Linux di "presunta violazione di brevetto".

3) fin quando MS adotta una strategia moralmente discutibile come quella appena descritta io promuovo un graduale passaggio a linux (quindi passando anche per il dual boot) perchè credo che l’obiettivo da perseguire sia un’effettiva libertà di scegliere da parte dell’utente, cosa che è possibile al momento solo con i sistemi operativi liberi, come linux, FreeBSD, Haiku, OpenSolaris ecc.).

4) Auspico un’apertura da parte di MS agli standard aperti e la creazione di pacchetti commerciali come Adobe CS anche in Linux (quindi sono favorevole al progetto di linspire "CNR" (Click n’run) per la diffusione di software proprietario). Non mi oppongo "a priori" all’adozione di software proprietario, ma non transigo sull’importanza della libertà degli utenti di poter effettivamente scegliere e non di trovarsi semplicemente con qualcosa in mano senza aver scelto di comprarselo.

5) Perchè l’utente possa effettivamente scegliere c’è bisogno di una sensibilizzazione, e di una "cultura" informatica di base un po’ più consistente. Ed è per questo che porto avanti questo blog (ed è per questo che bisognerebbe rivedere completamente il modo in cui si insegna informatica, specialmente nelle scuole medio-superiori).

Sulla storia dei "dual core"… non lo sapevo! Hai qualche articolo/fonte da passarmi? Potrei parlarne in un prossimo articolo!

Ciao e ancora grazie per il tuo commento

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