Vista è su Internet, craccato

Circola online una versione craccata di Windows Vista RTM che può essere installata e utilizzata senza alcuna attivazione. Microsoft ha già annunciato contromisure con cui invalidare le copie contraffatte

Roma – In barba a tutte le protezioni che infarciscono il nuovo sistema operativo di Microsoft, sulla rete BitTorrent circola da alcuni giorni una versione craccata della Release to Manufacturing (RTM) che include un crack per l’attivazione.

Questa release craccata, battezzata ironicamente BillGates, include un tool che consente di attivare Windows Vista utilizzando una delle chiavi fornite da Microsoft insieme alle beta o alle release candidate.

Ieri Microsoft ha affermato che le copie piratate di Vista “hanno le gambe corte”: per invalidarle, infatti, BigM sostiene che le basterà revocare le vecchie chiavi distribuite insieme alle versioni preliminari di Windows Vista. Ciò però vale solo con le copie di Vista che sono state attivate in modo fraudolento.

Con la versione BillGates, che come detto non richiede attivazione, il big di Redmond dovrà adottare delle misure simili a quelle già messe in atto per Windows XP: la più semplice è distribuire attraverso Windows Update delle patch capaci di verificare l’autenticità del prodotto e revocare le licenze irregolari. Ovviamente gli utenti in malafede potranno ancora sfuggire “alla cattura” evitando di aggiornare il sistema operativo, ma in questo caso dovranno fare a meno degli update di sicurezza e di tutti i servizi on-line e i download sottoposti alla verifica di autenticità (WGA).

Il fatto che su Internet già circolino versioni craccate di Vista non indica secondo l’azienda che gli sforzi per combattere la pirateria siano stati vani. Come già emerso, con le protezioni di Vista e Office 2007 Microsoft “spera di complicare la vita ai pirati quel tanto che basta per scoraggiare i più e mettere i bastoni tra le ruote agli altri”. E rispetto al passato, oggi non sono più molti quelli disposti a destreggiarsi tra crack e trucchi vari o a rinunciare agli aggiornamenti automatici.
Senza contare che negli ultimi mesi BigM ha esteso i propri controlli di autenticità a quasi tutti i download offerti sul proprio sito, ed in futuro potrebbe renderli obbligatori anche per l’accesso a Windows Live e agli altri suoi web service.

tratto da: punto-informatico.it


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novembre 17th, 2006 @ 11:46 AM • Classificato in NEWS • Tags: , , Nessun commento

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